Adblocker, filtri anti-pubblicità "fastidiosa": è boom e record sui tablet

08 febbraio 2017 ore 13:36, Micaela Del Monte
Le pubblicità sul web sono fastidiose e questo lo pensiamo tutti. Banner, video che si attivano all'improvviso con volume altissimo o annunci clamorosi di cure o diete miracolose. Tutto "spam" che disturba il nostro navigare nel web. Alcune di queste pubblicità sono decisamente difficili da neutralizzare e alcune addirittura impossibili da eliminare dalla pagina e secondo un rapporto di PageFair bisogna anche considerare poi che nei prossimi 5 anni queste pubblicità sono destinate ad aumentare ulteriormente, così come aumenteranno gli utenti che usano programmi per bloccare la visualizzazione delle pubblicità sui siti web. 

Adblocker, filtri anti-pubblicità 'fastidiosa': è boom e record sui tablet
Nel 2016 l'11% degli utenti nel mondo ha usato questi software, che risultano installati su oltre 600 milioni di dispositivi tra smartphone, tablet e computer fissi. Si parla di un aumento del 30% rispetto all'anno precedente. La pubblicità più "fastidiosa" sembra essere quella su smartphone e tablet, visto che il grosso degli "adblock" è installata e in crescita proprio sui dispositivi mobili: i software risultano scaricati su 380 milioni di dispositivi (108 milioni nell'ultimo anno). L'utilizzo degli adblock su pc desktop ha raggiunto 236 milioni di terminali (con i 34 milioni aggiunti nel 2016). La ricerca offre anche uno spaccato Usa: il 74% degli utenti americani di adblock dice di abbandonare i siti che hanno dei sistemi per aggirare i programmi per il blocco delle inserzioni. Il 77% invece si dice disposto a guardare pubblicità in determinati formati.

Un fenomeno questo che non risparmia l'Italia. Infatti, PageFair ha rilevato che il fenomeno "adblocking" riguarda anche gli utenti italiani. Secondo questa ricerca la penetrazione del fenomeno "adblocking" in Italia, sulla intera popolazione online, è più alta della media mondiale, pari al 17%, con una maggiore diffusione del fenomeno sui dispositivi desktop (17%) che su quelli mobile (1%).

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