La Nasa di Trump sfida Marte con 12 nuovi astronauti: chi sono

08 giugno 2017 ore 19:50, Americo Mascarucci
Sette uomini e cinque donne. Questi sono i dodici nuovi astronauti formati dalla NASA che potrebbero essere i primi a mettere piede sul suolo marziano. Sono stati scelti al termine di una durissima selezione cui hanno partecipato 18mila 300 candidati in cerca di un posto. Si tratta di un numero di richieste triplo rispetto alla classe di astronauti precedente ed oltre due volte il precedente record di circa 8.000 candidature del 1978. Le probabilità di successo sono dello 0,07%.
La Nasa di Trump sfida Marte con 12 nuovi astronauti: chi sono

CHI SONO - I neo astronauti americani sono 7 uomini e 5 donne e hanno un'età compresa tra i 29 e i 42 anni. Tra loro ci sono un medico, un chirurgo, due geologi, un'oceanografa, un professore associato d'Ingegneria al Mit, un ingegnere capo di SpaceX, un ingegnere nucleare e quattro piloti militari di jet ed. 
I 12 aspiranti astronauti dovranno trasferirsi a Houston, dove a partire da agosto inizieranno due intensi anni di addestramento al Johnson Space Center. Il loro ingresso nella famiglia della NASA porta il numero di selezionati nella storia dell'agenzia spaziale a 350 persone dal 1959.

LA SVOLTA DI TRUMP - I novelli astronauti sono stati presentati al pubblico nel corso di una cerimonia in diretta streaming mondiale, alla presenza del vice presidente americano, Mike Pence. "Con la presidenza di Donald Trump l'America dominerà nello Spazio e il mondo si meraviglierà", ha detto Pence definendo la nuova classe di astronauti "l'elite, il meglio degli americani".
"Dopo più di 20 anni dal suo scioglimento - ha aggiunto il vicepresidente Usa - il presidente Trump ha deciso di rilanciare anche il Consiglio spaziale nazionale e, in qualità di vicepresidente, sarà un mio grande onore presiederlo a Washington".
Trump a maggio ha approvato il più alto budget della NASA dal 2010 ad oggi, con 19,65 miliardi di dollari, dei quali 1,846 assegnati alla divisione per la scienza planetaria. Del resto il presidente Usa non ha mai fatto mistero di voler legare il proprio nome alla conquista di Marte anche se si tratta di un traguardo che non potrà mai essere raggiunto sotto la sua presidenza.

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