Granarolo finanzia 'circolante' con 100mila prosciutti: quali precedenti

01 febbraio 2017 ore 12:20, Luca Lippi
Smobilizzo di magazzino da parte di #Granarolo con realizzo di 10 milioni di euro per ottimizzare la propria struttura finanziaria. In concreto, smobilizzando una partita di oltre 100mila #prosciutti di Parma (uno dei prodotti di eccellenza del colosso Granarolo spalleggiato da #Crédit Agricole Investment Bank, smobilizza risorse per creare liquidità e puntare a nuove acquisizioni. È la finanza del prosciutto, ed è la prima operazione di questo genere sul mercato italiano, come hanno spiegato i diretti interessati in una nota, raggiunta con un “elevato livello di ingegneria finanziaria, adattabile alle eccellenze enogastronomiche italiane per migliorare un problema strutturale per l’intero settore come quello del consumo di capitale circolante netto”. 
L’operazione finanziaria
Per reperire le risorse necessarie, Granarolo ha convertito in denaro oltre centomila cosce di Parma Dop a livelli differenti di stagionatura che si trovano negli Stabilimenti Gennari, controllati al 100% dallo stesso gruppo. Gianpiero Calzolari, presidente di un’azienda dal fatturato superiore al miliardo di euro nel 2015, ha commentato: “Abbiamo accolto con grande soddisfazione questa innovativa modalità di collaborazione con un istituto di credito che oggi è funzionale ai piani di sviluppo nazionali e internazionali del gruppo e che un domani potrà sostenere i piani di crescita dell’intero settore enogastronomico italiano, che soffre del blocco di grandi capitali a magazzino”.

Granarolo finanzia 'circolante' con 100mila prosciutti: quali precedenti

L’ad di Crédit Agricole, Giampiero Maioli, ha aggiunto alla dichiarazione di Calzolari: “Siamo orgogliosi di aver finanziato una delle eccellenze agroalimentari italiane come Granarolo e di aver messo a disposizione la nostra expertise per accompagnarla nel suo ulteriore percorso di sviluppo, sperimentando per primi una soluzione che potrà essere un benchmark per l’intero settore”. 
In realtà non è la prima operazione del genere. 
Sempre nella medesima zona di produzione dell’eccellenza alimentare, nel febbraio del 2016  la cooperativa modenese Quattro Madonne Caseificio dell’Emilia ha offerto in pegno il suo formaggio (l’azienda lavora circa 75mila forme di parmigiano) per finanziarsi garantendo un’obbligazione da 6 milioni di euro, quotata sul segmento ExtraMot di Borsa Italiana. 
Altro precedente, in Valpolicella; il gruppo Salva Terra ha sottoscritto un finanziamento a medio termine da 9 milioni di euro erogato da alcune banche, offrendo a garanzia il vino immagazzinato nelle sue cantine. 

autore / Luca Lippi
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