Insetti alieni e morìa di specie animali: mutano allergie e pericoli

10 aprile 2017 ore 15:10, intelligo
Altro che insetti e api alieni per colpa dei cambiamenti climatici. Il vero dramma è il mix delle mutazioni con l'estinzione delle specie. Già è stato dato l'allarme sugli animali terrestri a rischio estinzione che potevano scomparire proprio nel 2016. Gorilla di montagna, Orango di Sumatra, Elefante di Sumatra, Leopardo di Amur, Vaquita, Lemure del Madagascar, Rinoceronte di Giava, Tartaruga liuto, Tigre siberiana e il Saola. 
Per non parlare del Panda che continuare ad esistere ma vive in grandi difficoltà. Mentre alcune specie animali spariscono, proliferano e si rafforzano quelle "più forti" per resistere al nuovo ecosistema. Basta ricordare quanto è accaduto in un affollato supermercato a Harpstedt, un grosso centro a Nord della Germania. Tra i frutti di colore giallo è stato scoperto un enorme ragno velenoso. Tempestivo l'intervento delle forze dell'ordine che hanno subito evacuato il supermercato e poi, verificato con l'ausilio di un aracnologo e un veterinario che si trattava proprio del temuto ragno Phoneutria, hanno proceduto a renderlo innocuo. L'animale, dal diametro superiore ai 12 centimetri, era "nascosto" tra le banane e sarebbe potuto diventare molto pericoloso laddove, sentendosi in pericolo, avesse deciso di attaccare la mano di qualche visitatore indesiderato. 
E proprio su questi "nuovi arrivi" si è confrontato lo staff medico sul Congresso della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC): si è parlato delle vespe ''aliene'', per le quali c'è rischio di punture ma anche di allergia al veleno. Sono provenienti dalla Cina e la 'orientalis' arriva dal Medioriente. Che starebbero, secondo quanto spiegano gli esperti della SIAAIC, colonizzando in maniera piuttosto agevole il nostro Paese e provocando nuovi reazioni allergiche. 

RISCHI NUOVI
E infatti i rischi insieme alle specie stanno mutando. Colpa della composizione del veleno. Non essendo ancora troppo conosciute, diagnosi e terapie risultano difficili. Per evitare ogni rischio gli esperti invitano ad usufruire dell'immunoterapia (il "vaccino") per lo meno nei confronti delle specie note. Recenti sentenze - ricorda Gianrico Senna, vicepresidente Siaaic - "hanno obbligato alcune Asl a somministrare gratis il 'vaccino' ai pazienti: è un salvavita, e dovremmo perciò garantirlo a tutti gli allergici agli insetti". Questo semplice gesto di prevenzione, infatti, è efficace nel proteggere il 97% degli allergici, ma ad oggi, sottolineano gli esperti, soltanto un paziente su 7 accede a queste vaccinazioni. 


Insetti alieni e morìa di specie animali: mutano allergie e pericoli

SPECIE MARINE IN PERICOLO 
Ancora peggio la situazione faunistica marina. I ricercatori hanno esaminato 2.497 gruppi di vertebrati marini e molluschi e sono stati poi messi a confronto con il numero e la qualità delle specie estinte in questo periodo con quelle sparite nelle cinque grandi estinzioni di massa che hanno caratterizzato la storia della Terra.
Basta pensare alla scomparsa delle grandi lumache di mare alla barriera corallina, ovvero la principale forma di protezione delle stesse, per capire il dramma a cui si sta andando incontro. Insieme alla balenottera comune, il delfino comune e il tursiope, il grampo, l'orca, la foca monaca, la tartaruga marina caretta caretta e la tartaruga liuto gli ecosistemi surriscaldati stanno facendo una vera e propria strage. 
D'altronde il ricercatore Noel Heim, al quotidiano britannico Guardian, l'aveva detto:"L'abbiamo visto un sacco di volte,  gli umani entrano in un nuovo ecosistema e gli animali più grandi sono uccisi per primi. Gli ecosistemi marini finora erano stati risparmiati, perché fino a poco tempo fa gli umani non avevano la tecnologia per pescare nel mare profondo su scala industriale". Per il direttore della ricerca, Johnathan Payne, "molte specie di grandi dimensioni giocano un ruolo decisivo negli ecosistemi e la loro estinzione potrebbe portare a ricadute ecologiche che influenzerebbero la struttura e il funzionamento degli ecosistemi stessi in futuro".

PIANTE IN PERICOLO 
L'abete dei Nebrodi, la Calendula marittima, la zelkova e la viola di Ucria in Sicilia, due aquilegie del Gennargentu (barbaricina e nuragica), la Poligala sinisica o il raro ribes sardo e il lamyropsis microcephala, una specie di cardo sempre del Gennargentu.

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autore / intelligo
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