Il Lepenismo secondo Adriano Scianca: "Marine, Marion e il gioco in difesa della destra"

10 maggio 2017 ore 12:40, Marta Moriconi
Dove sta andando la destra francese? E quella italiana? IntelligoNews ne ha parlato con il giornalista e scrittore Adriano Scianca, responsabile culturale di Cpi. Un cammino duro e travagliato quello della famiglia Le Pen che oggi perde un altro pezzo. Dopo il fondatore Jean-Marie Le Pen, obbligato a lasciare dalla figlia Marine, tocca alla nipote dire addio al Front National. Una realtà destinata a collassare su se stessa? L'epopea della destra in Francia e la crisi già scoppiata in Italia sono due percorsi diversi per Scianca, perché Fn "è sempre stato comunque il partito dei Le Pen, cosa che per esempio non accadeva nella destra italiana". 

Marion-Marine: il Front National ostaggio di due donne,due parenti, due leader?Non contano più nulla i partiti neanche a destra?
Il Lepenismo secondo Adriano Scianca: 'Marine, Marion e il gioco in difesa della destra'
"Il Front national è sempre stato un partito a vocazione dinastica, anche se sia Marine che Marion hanno dimostrato, in modo diverso, qualità politiche in grado di giustificare la loro ascesa nel partito. Ma è comunque il partito dei Le Pen, cosa che per esempio non accadeva nella destra italiana: l'Msi è stato dominato da Almirante in modi spesso anche autoritari, ma non è mai stato un partito personale, il Front national in buona misura sì, nel bene e nel male. Anzi, da questo punto di vista possiamo dire che in qualche modo Marine ha fatto evolvere il Fn, perché per prima ha tentato di dargli un radicamento nella società civile, cercando di coinvolgere categorie professionali, pur facendolo poco e male, cosa che il padre Jean-Marie non aveva mai fatto, confidando unicamente nel suo carisma personale. Va detto, tuttavia, che lo spirito del tempo, che punta tutto su personalizzazione e “storytelling”, non aiuta di certo a riportare al centro la politica. In ogni caso quello tra Marion e Marine è anche uno scontro tra posizioni ideologiche: più identitaria, ma anche più liberale in economia quella della nipote, più sociale, ma anche più sbilanciata sui diritti civili, quella della zia. Marion è più vicina alla base, al mondo della Manif pour tous, ai giovani. Era una risorsa importante per il partito e una speranza per molti, in questo momento di ridefinizione del movimento. Peccato".

Gli errori di Marine, per alcuni consapevoli: non voleva vincere. Perché non era comunque pronta la destra in Francia a salire al potere?

"Marine non ha condotto una campagna elettorale brillante. Il fatto di essere data come unica presenza certa al ballottaggio da almeno due anni non ha certo aiutato: si è trovata a giocare per difendere il risultato, per usare una metafora calcistica, cosa che non ha pagato. Tant'è che al primo turno ha preso solo 500mila voti in più di Fillon, che però era stato azzoppato dagli scandali. E dopo il primo turno ne ha azzeccate poche (la sortita alla Whirlpool) e sbagliate molte (il dibattito televisivo, in cui è apparsa nervosa e vaga). Ma, parliamoci chiaro, per lei vincere era quasi impossibile. È pronta per il potere? Pronta per conquistarlo forse sì, se saprà coniugare la radicalità del messaggio con l'allargamento del consenso. Pronta per gestirlo no, anche se francamente non vedo tanti statisti in giro, quindi male che vada sarà come gli altri. Certo, Macron che governerà dietro dettatura dell'alta finanza avrà meno problemi in questo senso...".

Macron è di destra, è di sinistra, è radicale è liberale.... o è solo artificiale?

"Macron rappresenta quell'alta finanza “umanitaria” e “sociale” (le virgolette sono d'obbligo) che è dominante anche ai vertici del potere globale, ideologicamente riformista ed economicamente liberista. Basti pensare che tra i sostenitori della prima ora di En Marche c'è Daniel Cohn-Bendit, volto storico del '68 francese. E ricordiamo che per festeggiare la sua vittoria in piazza c'erano le bandiere dei ribelli siriani. È tipico: rappresenta quella politica che finge di commuoversi per i “bambini siriani gasati da Assad” e con questa scusa destabilizza il mondo, spalancando le porte a questa gente. L'orrore dal volto buono? Tra la tanta fuffa che ha sparso in campagna elettorale, una dichiarazione mi sembra eloquente: “Non esiste la cultura francese”. Ecco chi è stato eletto con i voti dell'intellighenzia e della destra “responsabile”".

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