Che fine hanno fatto i Tokio Hotel?

12 aprile 2017 ore 10:26, intelligo
Per sapere che fine hanno fatto i Tokio Hotel, Prendi due gemelli di 6 anni, l’uno nato 10 minuti dopo dell’altro, affiatati tra loro come solo i gemelli sanno essere, e falli assistere al divorzio tempestoso dei genitori. Poi fai in modo che la loro mamma li porti a vivere con il suo nuovo compagno, Gordon Trümper, un ex polistrumentista di un gruppo rock che, ammettiamolo, all’inizio i bambini non accettano con troppo trasporto. Fai allora in modo che il polistrumentista in questione sia abbastanza furbo e motivato per trovare una strada che gli permetta di allacciare coi gemelli un rapporto se non di grande amore almeno di sereno affetto e rispetto. E quale può essere questa via se non la musica? I ragazzini, per un colpo di fortuna, sembrano gradire ed essere disponibili ad apprendere, Gordon ci prende gusto ad insegnare. 
Che fine hanno fatto i Tokio Hotel?
Nasce così l’embrione di una iniziale boyband nata sotto l’impronta Emo, ma destinata poi ad esplorare svariate altre forme di rock dal pop all’alternative, che venderà milioni di dischi in tutto il mondo.  Nel paesino tedesco in cui crescono, i gemelli Bill e Tom Kaulitz si sentono stretti e Bill è addirittura vittima di bullismo per il look molto particolare che adotta fin da bambino: occhi truccati, piercing a profusione, unghie laccate di nero, frangia asimmetrica, capelli stile porcospino, jeans aderentissimi e strappati, T-shirt con l’immagine della band preferita, cinturone borchiato multicolore e scarpe preferibilmente Van. Appunto un esponente della subcultura Emo. Solo rasta Tom, accanto a lui potrebbe sembrare addirittura normale. I due ragazzini avrebbero non pochi problemi di adattamento sociale se non fosse che riversano tutte le loro energie e la loro passione nella musica.  Hanno solo 12 anni nel 2001 quando durante un concorso musicale al Gröniger Bad di Magdeburgo, i gemelli Kaulitz conoscono Gustav Shafer che a sua volta presenta loro Georg Listing, e decidono di mettere su una band che chiamano Devilish, gruppo con cui cominciano a suonare in numerosi club di Magdeburgo. Quando compie 14 anni, Bill partecipa come solista al talent-show Star Search, dove arriva secondo e si fa notare dal produttore musicale Peter Hoffmann. L’uomo visiona anche il gruppo, che gli piace, e decide di lanciarlo dopo però aver indotto i gemelli a rivedere il nome. I ragazzi scelgono Tokio Hotel, Tokio perché la considerano una città estremamente dinamica, sempre in crescita, e Hotel perché da quando hanno iniziato ad essere dei professionisti, è negli alberghi che trascorrono la maggior parte del loro tempo quando non si esibiscono. 
Intanto Hoffmann comincia a far lavorare i ragazzini con un gruppo di produttori di Amburgo, che tolgono loro tutte le lacune dei dilettanti, insegnandogli i segreti del mestiere. Dopo aver ottenuto un contratto con la Universal Music, i Tokio Hotel pubblicano la loro prima hit, Durch den Monsun, in lingua tedesca. Già nel loro primo video, l’immagine che soprattutto i fratelli Kaulitz danno, fa impazzire i più giovani, che provano ad imitarli in tutti i modi. Soprattutto è l’aspetto androgino e asessuato di Bill, frontman della band, che sul palco non si capisce se sia maschio o femmina, che colpisce, insieme alla sua voce bassa e un po’roca, adattissima alle cupe canzoni d’amore maledetto tipiche del  genere Emo. All’inizio, Durch den Monsun viene pubblicata solo in Germania, Polonia, Austria e Repubblica Ceca. Il singolo debutta al 15º posto della classifica dei più venduti, ma già dopo una settimana è in prima posizione. Il successo ben al di là delle aspettative fa nascere il primo album, Schrei, che esce pochi mesi dopo e la cui title track è destinata a bissare il successo di Durch den Monsun.  Arriva così il DVD Leb' Die Sekunde - Behind The Scenes, strutturato in 7 voci, sotto le quali si può accedere ad altri menù contenenti video, documentari e interviste, fra cui la partecipazione dei Tokio Hotel al giorno della riunificazione tedesca, le risposte a venti domande selezionate poste dai fan, una galleria fotografica e il making off del video "Schrei".
Nel 2007 è la volta del secondo album, Zimmer 483, stesso mercato circoscritto a 4 nazioni e stesso enorme successo, con 3 milioni di copie vendute nella sola Germania.  
A questo punto anche la casa di produzione si rende conto che i Tokyo Hotel sono un fenomeno che si potrebbe facilmente esportare se solo i ragazzi accettassero di cantare in lingua inglese. Parte la proposta, che viene accettata. Cn Monsoon, versione inglese della ht Durch den Monsun, i Tokio si apprestano a conquistare l’Europa e ci riescono visto che in brevissimo tempo il pezzo è primo in classifica ovunque, da Roma a Londra. La stessa operazione viene fatta anche con gli album e gli altri pezzi dei Tokio già usciti in lingua tedesca e, nemmeno a dirlo, il successo viene bissato completamente. Sull’onda di tanto gradimento, la band sbarca negli Stati Uniti: è il dicembre del 2007 e i gemelli Kaulitz, vera anima del gruppo hanno da poco compiuto i 18 anni. Suonano a New York, Los Angeles e poi fanno tappa in Canada, a Toronto e Montreal. Poi, visto il successo che raccolgono, tornano negli States per una tournée di mese, e si concedono anche una capatina in Messico e in Cile. Nemmeno a dirlo anche qui vengono accolti come il fenomeno non solo musicale che sono.
Insomma, tutto procederebbe a gonfie vele per i 4 ragazzi se non fosse che il 2009 è foriero di non pochi problemi. Si tratta di situazioni extra-lavoro nel senso propriamente detto. La prima, che farà il giro di tutti i giornaletti di gossip del mondo, riguarda 4 ragazze francesi che si fanno chiamare “Le Afganes on tour”. Potrebbero sembrare delle groupie come tante, ma in realtà nel caso dei Tokio Hotel si trasformano in stalkers tanto che una notte ci scappa la rissa tra una di loro e il batterista Gustav Schäfer :finirà che lui dovrà pagare 1000 € e lei si beccherà un’ordinanza restrittiva per la stalker.  A far passare di mente i tanti problemi legali, ci pensa Humanoid City Live, l’album che esce nel luglio 2010, registrato a Milano durante una tappa del tour di quell’anno. In ogni caso, il successo della band non sembra avere fasi di stanca. Il 2014 porta Kings of Suburbia, in proposito del quale, Vanity Fair scriverà: “Piccoli emo crescono e si trasformano in teen idol scandalosi: i Tokio Hotel tornano con un album che li ripoterà sotto i riflettori... di luci molto rosse. Almeno, questa è l'impressione dopo la visione del videoclip di Love Who Loves You Back, pubblicato sulla pagina Facebook della (ex) boyband tedesca. La premiere, online da poco meno di 24 ore, conta oltre 36.000 «like», più di 11.000 condivisioni e 5.000 e passa commenti - e stiamo arrotondando le cifre per difetto.”
Dunque, i Tokyo Hotel non sono più ragazzini, adolescenti ambigui. Bill ha mollato il look Emo, e si presenta con capelli corti, biondo paglia e una barbetta disomogenea a incorniciare un numero imprecisato di piercing sulle labbra. Suo fratello continua a essere rasta, ma ormai più che a un ragazzino assomiglia a Bob Marley.  E adesso, le ultime fatiche del gruppo, che continua a girare a gonfie vele, sebbene rivolge dosi ormai a un pubblico più adulto. Nel 2016, Bill Kaulitz ha lanciato il nuovo album, Dream Machine che sarà la spina dorsale del nuovo tour mondiale in programma per tutto il 2017.  Un tour che, ve lo diciamo subito, prevede anche tappe italiane. Perciò, fan dei Tokyo preparatevi: i vostri idoli stanno per arrivare…                                                                                      

di Anna Paratore

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