Che fine ha fatto Cinzia Leone

12 settembre 2017 ore 9:54, intelligo
 Racconta così il momento più difficile della sua vita Cinzia Leone, e spaventa e commuove ascoltarla, lei, che nel resto della sua vita ha sempre lavorato per portare allegria e far ridere la gente…: “E’ successo tutto molti anni fa, alla fine del 1991. Avevo un forte mal di testa, e volevo restare a casa nonostante dovessi presenziare la “prima” del film nel quale avevo recitato, “Donne con le Gonne”. All’ultimo momento, convinta da mia madre, decisi di uscire lo stesso e di andare all’anteprima. Paradossalmente quest’episodio mi ha salvato la vita; se fossi rimasta a casa non so cosa sarebbe successo […]I ricordi arrivano fino ad un certo punto. Mi sono sentita male proprio durante la programmazione del film. Sono stata subito ricoverata in ospedale, dove attraverso una T.A.C. mi è stato diagnosticato un aneurisma congenito della arteria basilare, una malformazione che non sapevo di avere. La situazione è apparsa subito gravissima, e l’intervento a cui dovevo essere sottoposta presentava un altissimo tasso di mortalità, vicino all’80%. Essendo un personaggio pubblico, ed essendo bassa la percentuale di un esito positivo dell’operazione, nessuno era disposto ad operarmi in Italia, così mi trasferirono in America, a Phoenix dove finalmente fui sottoposta ad un difficilissimo intervento in circolazione extracorporea…”
Che fine ha fatto Cinzia Leone
Cinzia Leone nasce a Roma il 4 marzo del 1959. Simpatica, effervescente, allegra, amichevole,
spiritosa e anche dotata di quel pizzico di sarcasmo un filo 'maligno' che fa sempre ridere, Cinzia sceglie fin da piccolina di impegnarsi nel mondo dello spettacolo come attrice leggera e, caparbia e determinata com’è, riesce nel suo intento. Muove i suoi primi passi calcando le scene del teatro dove esordisce nel 1981 in Polvere di stress, per la regia di Luciana Roveto. Continua, poi, con Marta e Giulio vogliono un figlio, regia di Roberto Galli, del 1984. Intanto, comincia a farsi conoscere nell’ambiente, e stringe una bella amicizia con Corrado Guzzanti, Francesca Reggiani, Monica Scattini e, in particolare, con il commediografo romano Fabio Mureddu, che diventerà in seguito l’autore di molti dei suoi spettacoli teatrali. 
Dopo il 1984 la carriera della Leone decolla su più fronti: oltre al teatro, viene scoperta dalla televisione e dal cinema.  Esordisce in televisione su Rai3 nel 1986 con Laggiù qualcuno vi ama, ma il grande pubblico la scopre grazie a La TV delle ragazze, sempre su Rai3, 1988-89, programma di Serena Dandini.  Cinzia approda anche a Domenica in,  su Rai1 proprio nell’anno 1989-90, e poi, di seguito, la ritroviamo a Scusate l’interruzione, su Rai3,  una trasmissione comica e satirica realizzata da Valentina Amurri, Linda Brunetta e Serena Dandini. Contemporaneamente, Cinzia è ospite a Saint Vincent ’90, e recita nel film di Carlo Verdone, Stasera a casa di Alice, al fianco di un’ispirata Ornella Muti.  In realtà, Cinzia aveva già esordito al cinema nel 1987, con il film drammatico di Gilberto Visentin, Bachi da seta,  e aveva lavorato anche ne La moglie ingenua e il marito malato, regia di Mario Monicelli (1989) e ne  Le finte bionde, per la regia di Carlo Vanzina (1989), quest’ultimo non un’opera d’arte, ma sicuramente un film di buon successo al botteghino destinato nel tempo a diventare un cult nel panorama delle scanzonate commedie italiane.
La fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 sono il momento di maggior successo per Cinzia, che davvero è richiestissima e molto apprezzata dal grande pubblico che adora le sue imitazioni di Francesca Dellera, Edwige Fenech, Anna Oxa, Marisa Laurito e Sabrina Salerno – giusto per citarne alcune tra le più famose – e che la Leone ripropone a sia a Stasera mi butto, su Rai2 del 1991, e ad Avanzi, sempre nel 1991, su Rai3, trasmissioni queste – soprattutto la seconda – di grandissimo successo. Del 1991 sono anche le pellicole   Donne con le gonne, per la regia di Francesco Nuti (1991) e  Caldo soffocante, per la regia di Giovanna Gagliardo (1991).  E, come abbiamo visto, è proprio la sera della prima di Donne con le gonne, che Cinzia accusa un gravissimo malore determinato da un aneurisma congenito all’arteria basilare. Supera una difficilissima operazione a Phoenix in Arizona, ma in seguito all’intervento rimane momentaneamente paralizzata alla parte sinistra del corpo.  La convalescenza, la riabilitazione, il ritorno al suo ruolo di personaggio pubblico saranno lunghi e difficili. Ma Cinzia ce la fa. Dove abbia preso le risorse necessarie per superare tutto, lo spiega lei stessa: “E’ stato il  grande amore che nutro nei confronti della vita, nella passione che ho nell’affrontare i problemi di ogni giorno e nella solidarietà della gente comune. Oggi credo che gran parte del merito della mia guarigione sia dovuto all’affetto e all’aiuto che ho avuto tutti i giorni da parte della gente. Una sorta di flusso positivo che mi ha aiutato a non mollare mai”. E ancora: “Anche se quando sono tornata dall’America ero già in grado di camminare con le mie gambe, la situazione all’inizio non è stata facile. Avevo la parte sinistra del corpo paralizzata, ed è ovvio che una volta tornata sulla scena trovassi delle difficoltà nel reinserirmi nel mio ambiente lavorativo. Ma non parlerei di indifferenza o di ostilità. Effettivamente in quel periodo non ero al meglio, e in un certo senso ero io la prima a sapere di non essere in grado di svolgere certi lavori. In quel periodo poi non badavo più di tanto a quello che mi girava intorno; il mio unico obiettivo era quello di guarire, e li per li è stato un bene. Solo dopo, con il passare degli anni, ho realizzato che il trauma da me riportato, oltre che nel fisico, mi aveva colpito anche al livello psicologico”.  Alla fine, dopo tanta sofferenza, tutto si risolve, e Cinzia può tornare al suo lavoro. 
Riappare al cinema col successo con Parenti serpenti, regia di Mario Monicelli (1992), a cui seguono  Selvaggi, regia di Carlo Vanzina (1995), Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica, regia di Lina Wertmüller (1996), Cose di sempre, regia di Andrea Saraceni (1998),   Marcondirondera, regia di Paolo Borgato (2003)  Nero bifamiliare, regia di Federico Zampaglione (2007), Le ragioni dell'aragosta, regia di Sabina Guzzanti (2007). E’ anche in svariate serie TV, quali  Un inviato molto speciale, regia di Vittorio De Sisti - Serie TV (Rai 2, 1992),  Occhio di falco, regia di Vittorio De Sisti - Serie TV (Rai 1, 1996)   Ma il portiere non c'è mai?, regia di Ugo Fabrizio Giordani - Serie TV (Canale 5, 2002) , Colpo di fulmine, regia di Roberto Malenotti - Film TV (Canale 5, 2010). Soprattutto, dopo il 2001, Cinzia Leone è attivissima in teatro, dove porta sia commedie che monologhi di successo. Ultimo della serie è Disorient Express, per la regia sua e di Fabio Mureddu.  Quest’anno, poi, in estate Cinzia ha partecipato alla kermesse comica romana All’ombra del Colosseo, dove l’attrice ha presentato in una splendida cornice di pubblico il suo spettacolo, Mamma sei sempre nei miei pensieri. Spostati! che, come ha detto la stessa Cinzia: “è uno spettacolo su quella che potremmo definire "mammità". Un testo che riflette, con ironia e sarcasmo, su come la mamma condizioni gli atteggiamenti, i pensieri e l’essere dei suoi stessi figli.”
In bocca al lupo per il futuro, inarrestabile Cinzia…
 
di Anna Paratore

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