Che fine ha fatto la bomba sexy Anna Maria Rizzoli?

13 febbraio 2017 ore 11:36, intelligo
Peccati in famiglia, regia di Bruno Gaburro (1975) ; Il padrone e l'operaio, regia di Steno (1975); Ride bene... chi ride ultimo, regia di Walter Chiari (1977); Milano... difendersi o morire, regia di Gianni Martucci (1977); Dove vai in vacanza?, regia di Luciano Salce (1978); Play Motel, regia di Mario Gariazzo (1979); Scusi, lei è normale?, regia di Umberto Lenzi (1979);   Riavanti... Marsch!, regia di Luciano Salce (1979); L'insegnante al mare con tutta la classe, regia di Michele Massimo Tarantini (1980); Rag. Arturo De Fanti, bancario precario, regia di Luciano Salce (1980); La settimana bianca, regia di Mariano Laurenti (1980);  La ripetente fa l'occhietto al preside, regia di Mariano Laurenti (1980); La cameriera seduce i villeggianti, regia di Aldo Grimaldi (1980); Arabella (film TV), regia di Salvatore Nocita (1980); Bambole: scene di un delitto perfetto (miniserie TV), regia di Alberto Negrin (1980); La compagna di viaggio, regia di Ferdinando Baldi (1980); La sai l'ultima sui matti?, regia di Mariano Laurenti (1981); La settimana al mare, regia di Mariano Laurenti (1981); Peccati di giovani mogli, regia di Angelo Pannacciò (1981); Uno contro l'altro, praticamente amici, regia di Bruno Corbucci (1981); Una vacanza del cactus, regia di Mariano Laurenti (1981); I ragazzi di celluloide, regia di Sergio Sollima (miniserie TV) (1981); Attenti a quei P2, regia di Pier Francesco Pingitore (1982); Il sommergibile più pazzo del mondo, regia di Mariano Laurenti (1982); Un'età da sballo, regia di Angelo Pannacciò (1983); Il rubacuori (Le bourreau des coeurs), regia di Christian Gion (1983); Pazzo d'amore, regia di Mariano Laurenti (1999). 

Vi dice niente questa impressionante filmografia concentrata al 99% tra la metà degli anni ’70 a quella degli anni ’80? Se non vi dice nulla è perché probabilmente siete troppo giovani, e quegli anni ormai lontani vi appaiono solo come una sorta di Medioevo. Diversamente, avete l’età giusta, quella dai cinquanta in su, e certi titoli vi riporteranno alla memoria un’attrice bellissima che in quel periodo ebbe la sua età dell’oro, imperversando sul grande schermo e nei sogni conturbanti dei giovani italiani: Anna Maria Rizzoli.
Nata a Roma da famiglia milanese della buona borghesia che qui si era trasferita, Anna Maria vede la luce nel 1953, uno di quegli anni positivi per l’Italia, ormai uscita definitivamente dall’emergenza post conflitto mondiale, ma ancora non proprio entrata nell’età della “grande ricchezza”. Anna Maria è la cosiddetta “ragazza bene”, studia al liceo linguistico, abita nel quartiere signorile del Flaminio, frequenta le amicizie giuste ed è bellissima. Molto alta per l’epoca, bionda, slanciata e, come si diceva allora, di “coscia” lunga. Inevitabile che già giovanissima si faccia notare e cominci come modella e fotomodella. Sfila sulle passerelle italiane fino a che il grande schermo non si accorge di lei che, appena 22enne, viene ingaggiata per i programmi televisivi notturni, definiti di genere “erotico” ma che oggi faticherebbero a far arrossire un’educanda. Eccola dunque a Playboy di mezzanotte che, titolo a parte, basti dire che era presentato da Enzo Tortora per comprenderne il grado di trasgressione.

Quel che però balza subito agli occhi oltre all’evidente fisicità della ragazza, è la sua intelligenza, la cultura, l’educazione e la grazia che le permettono di andare ben più in là della classica “bomba sexy”, e che le danno l’agio di affrontare ruoli anche cinematografici accanto ad interpreti del livello di Walter Chiari, Massimo Ranieri o, addirittura, di presentare il Festival di Sanremo 1979 al fianco di Mike Bongiorno. Con Walter Chiari, Anna Maria ha anche una lunga storia d’amore che, in un’intervista, sintetizza così: “Fu suo fratello, Osvaldo, che mi volle fotografare per la locandina di una commedia di Walter. Lui le vide e si fece subito vivo. Scappammo in Australia, nella sua casa di Sydney e ci restammo tre mesi. Poi tornammo a Milano e furono ancora 4 anni d’amore”.
Intanto, Anna Maria irrompe a pieno titolo nel filone tutto italiano della commedia sexy e, in breve, si guadagna il “titolo” di “seno più bello d’Italia”.  Quelli sono anni particolari, divisi a metà da un’Italia sull’orlo del baratro dove il terrorismo rischia di condurla e la fine dell’emergenza con l’inizio degli “anni da bere”. I locali alla moda, quelli dove non puoi permetterti di non farti vedere,  sono il Charly Max, il Nepentha, il Numeber One, il Jakye’ O, il Tartarughino,  il Good Mood, tutti una via di mezzo tra la chiassosa discoteca e il discreto piano bar, dove i politici in auge all’epoca si intanano con le inconfessabili conquiste di allora. Proprio in uno di questi locali, il Good Mood, Anna Maria Rizzoli incontra un altro suo grande amore, il principe Egon von Fürstenberg, fratello della famosa, Ira, figlio di Tassilo e Clara Agnelli, miliardario e stilista.  Racconta Anna Maria: “Ci siamo incontrati, guardati negli occhi e abbiamo iniziato a ballare. Poi c’è stato un bacio e, senza neppure scambiarci una parola o salutare chi era con noi, siamo fuggiti in auto fino a Montecarlo, al Loews”.
Tra un grande amore e un altro, però, Anna Maria continua a lavorare senza posa, e considera i film che ha interpretato come vere e proprie commedie all’italiana, senza quell’aggettivo, sexy” che trova inutile e anche sbagliato visto che, come dice “perfino Monica Vitti, attrice molto bella, e che faceva la comica, aveva anche dei ruoli sexy, perché si faceva vedere anche in tanti varietà e da donna formosa che era, è stata molto corteggiata e c’era sempre qualcuno che se la voleva sposare e che si innamorava di lei o viceversa”. Inoltre, recita a fianco di attori di grande fama e qualità, quali Lino Banfi, Tomas Milian, Renato Pozzetto, Gastone Moschin e Paolo Villaggio.   

Alla fine, racconta, incontra  l’ennesimo uomo del destino, il noto architetto Mario Margheriti, amico di Carolina di Monaco e progettista del ranch di Ronald Reagan.  
I due si sposano ma, a sentire le cronache, il matrimonio risulta una sorta d’inferno, e finisce in 3 anni, con i panni sporchi che vengono lavati in pubblico e in tribunale. 
 Oggi Anna Maria Rizzoli vive a Milano, si occupa di arredamento ed è molto impegnata nel campo dell’ambientalismo e del volontariato.  Chi la frequenta e la incontra regolarmente dice che malgrado la sua idiosincrasia riguardo agli interventi estetici e al silicone, è ancora bellissima e affascinante come trent’anni fa. 

di Anna Paratore



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