La password della settimana: e-commerce Vs shopping mall

14 luglio 2017 ore 12:41, Paolo Pivetti
Un esercito perfettamente organizzato, efficiente, tempestivo, sta occupando tutto il Mondo Occidentale. E ha incominciato proprio là dove tutto comincia, di quello che poi accade nell’Occidente: negli Stati Uniti d’America.
È un esercito senz’armi, ma che non fa prigionieri. È l’esercito dell’e-commerce. Seppure astratto, il termine significa qualcosa di molto concreto: “il complesso delle attività commerciali svolte attraverso internet”. Nel nome, e sta per electronic cioè elettronico, e commerce significa ovviamente commercio. 
La password della settimana: e-commerce Vs shopping mall
Negli U.S.A. l’avanzata dell’e-commerce è travolgente e inarrestabile. L’invasione raggiunge i più lontani centri e percorre, oltre alle arterie di grande comunicazione, anche le strade sconosciute che solcano all’insaputa di tutti la prateria. E ciò che ne sta determinando il successo, ancor più della sua stessa efficienza, è l’accoglienza entusiastica dei popoli conquistati. L’uno dopo l’altro, i consumatori abbandonano negozi tradizionali e moderni centri commerciali, quelli che gli Americani chiamano shopping mall, e si abbandonano al piacere di ricevere a casa propria dal Servizio Postale l’oggetto desiderato. Soltanto nel primo trimestre di quest’anno sono stati chiusi più di ottomila tra negozi e centri commerciali, mentre il volume totale delle vendite on line dal 2009 ad oggi è addirittura triplicato. 
Qualcuno potrebbe pensare: non c’è niente di nuovo sotto il sole. Abbiamo già visto, decenni fa, il successo delle “Vendite per corrispondenza”. Ricordate, per esempio, Selezione? Anche quelle venivano dall’America...
No, amici: qualcosa di sostanzialment nuovo c’è, e  si chiama Internet. La Rete, che ormai avvolge tutto il mondo e non conosce confini di stati o di oceani o di catene montuose: questa è la novità che sta davvero cambiando, anzi, ha già cambiato, la vita di tutti, a cominciare dagli Americani. L’ha capito perfettamente, e per tempo, Jeff Bezos che poco più di vent’anni fa, nel garage della sua casa d’affitto a Seattle, mise in piedi quell’impresa di e-commerce che in un batter d’occhio sarebbe diventata Amazon. Oggi Bezos è il quinto uomo più ricco del mondo e Amazon polarizza su di sé l’attenzione e le speranze di chiunque nel mondo cerchi qualcosa e non sappia, o non abbia voglia, di andare a cercarlo con le proprie  gambe.
È un progresso? È un regresso? Il grande Marshal Mc Luhan, decenni fa, di fronte al raccogliersi delle famiglie attorno al caminetto televisivo, parlava di “ri-tribalizzazione”. Come definirebbe oggi il ripiegarsi dell’individuo attorno al proprio acquisto recapitatato a casa, rinunciando anche a quell’ultima parvenza di socialità che ancora trovava nell’animazione del centro commerciale?

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
caricamento in corso...
caricamento in corso...