Sciopero taxi 23 marzo, Bittarelli (Radiotaxi): "Noi non aderiamo"

14 marzo 2017 ore 13:02, Andrea De Angelis
Loreno Bittarelli, Presidente di Uri, Unione radiotaxi italiani, anche questa volta non ha dubbi: lo sciopero del 23 marzo è sbagliato. I tassisti italiani, secondo Bittarelli, dunque stanno commettendo un altro errore dopo quello dello scorso mese, quando si arrivò al blocco del servizio non autorizzato. Intervistato da IntelligoNews, Bittarelli ha però spiegato il perché del no ad Uber circa la possibilità di un incontro privato, così come ha ribadito che le scelte vanno fatte dalla politica, per questo "non basta l'Antitrust"...

Alcuni giornali titolano "nuovo sciopero", in realtà un vero sciopero della vostra categoria non si vedeva dal 2012. 
"L'ultima volta lo sciopero non era autorizzato, questa volta invece dovrebbe essere fatto secondo le regole. Ma noi comunque non abbiamo aderito per i motivi noti a tutti. C'è anche un comunicato appena inviato alle agenzie"

Sciopero taxi 23 marzo, Bittarelli (Radiotaxi): 'Noi non aderiamo'
Altre testate sottolineano come abbiate però detto no alla proposta di Uber. Perché non avete accettato l'incontro? Come è andata veramente?

"Evidentemente Uber si sta trovando in difficoltà, anche in seguito agli scandali delle ultime settimane. Probabilmente cerca un'interlocuzione da parte nostra, ma secondo noi non deve avvenire. In primo luogo perché sedersi al tavolo con Uber vorrebbe dire dargli un riconoscimento, voce in capitolo. In secondo luogo perché rappresenta interessi privati, non generali di una categoria. Infine perché noi non ci sediamo con chi opera illegittimamente nel nostro Paese, sottraendo lavoro agli operatori regolari, tra cui Ncc. Questo non lo dico io, ma il Tribunale autorevolissimo di Milano in una sentenza dove si specifica che Uber, così come opera, non è conforme alle normative italiane. La cosa strana è che questo servizio continui ad essere attivo nell'indifferenza di tutti". 

Anche l'Antitrust si è pronunciato, dicendo che è necessario legiferare, mettere nero su bianco. Non le sembra che a parole siano tutti o quasi dalla vostra parte, ma poi manchi comunque qualcosa?
"A parte che è un parere veramente tecnico sotto tutti i punti di vista. Non è la prima volta che vengono prese delle posizioni incredibilmente impossibili, senza una base scientifica. Anche quelle lette nell'ultima segnalazione. Noi l'avevamo poi già previsto, per questo avevamo fatto il comunicato una settimana prima". 

Che cosa?
"Avevamo il sospetto che l'Antitrust probabilmente ci avrebbe messo lo zampino quando c'è una questione aperta, tant'è che è arrivata questa segnalazione. Di segnalazioni ne ha fatte tante, ma poi è la politica che deve legiferare. La politica deve fare delle scelte e noi con la nostra proposta vogliamo, diciamo così, stanare la politica. Farla uscire allo scoperto affinché prenda delle posizioni, facendoci capire che il servizio taxi deve continuare ad essere un servizio pubblico oppure no. Una responsabilità che solo la politica può assumere. Quanto prevede il Consiglio di Stato va rispettato o no? Le nostre proposte sono formulate sulla base di quel parere del Consiglio di Stato di qualche mese fa...".

#taxi #sciopero #23marzo 


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