Che fine ha fatto Eleonora Vallone?

14 settembre 2017 ore 10:11, intelligo
La vera, grande passione di Eleonora, attrice figlia di attori famosi, non è il palcoscenico, e nemmeno la TV, e neanche il grande o il piccolo schermo. La sua grande passione è il mare. Dice a single.net che la intervista : “La mia passione per il mare? E' la domanda più bella che potessi farmi, perché credo che il mare sia la sintesi di tutto quello che amo di più in questa vita.
Il mare per me non è una cosa da vedere, il mare è una cosa in cui mi devo subito immergere, devo quasi esserne posseduta: infatti in italiano il mare è un sostantivo maschile. È talmente avvolgente che da anche una sensazione di maternità... diciamo che il mare non mi ha mai tradito, quindi lo rispetto forse più degli uomini. Ti dirò che ho anche un concetto un po' panteistico della natura: per me il mare è davvero Poseidone, Nettuno. Fra l'altro dal mare è proprio nata questa passione, la mia attività che tuttora svolgo e che adesso è diventato il mio nuovo lavoro. Secondo me il mare è la sintesi: ci si può spogliare di tutto, dandoti la possibilità di eliminare l'inutile. Ad esempio si può essere nudi ed essere felici in mare; in nessun altro posto sto così bene”.
Che fine ha fatto Eleonora Vallone?
Eleonora Vallone nasce a Roma il 1 di febbraio del 1953, figlia di un famoso attore degli anni ‘50, Raf Vallone, deceduto nel 2002, e di Elena Varzi, anch’essa attrice. Ha due fratelli minori gemelli, Saverio, attore, e Arabella Cantante. Definita da chi la conosce “sportiva, atletica e grintosa”, da bambina Eleonora Vallone viene immediatamente attratta dal lavoro del papà e della mamma, e sogna di diventare un’attrice famosa. Ma crescendo, i suoi sogni cambiano. Spinta dal padre, però,  inizia la sua formazione artistica proprio nella scuola di Raf Vallone. A questo punto tutto farebbe pensare che per Eleonora si stia aprendo una carriera luminosa sia teatrale che cinematografica ad altissimo livello. Appartiene a una solida famiglia di artisti, conosce tanta gente che conta nel mondo dello spettacolo, ha studiato, è brava e anche molto bella. C’è però un problema: Eleonora soffre molto la figura del padre, un uomo davvero incredibile che, partendo dalla nativa Tropea con pochi soldi in tasca, era riuscito a diventare prima un calciatore del Torino, poi a prendersi due lauree, quindi a diventare caporedattore centrale delle pagine di cultura dell’Unità e, per finire, star di livello mondiale. Racconta Eleonora in un’altra intervista: “Ero la figlia ribelle. Ho dovuto esserlo perché quando due persone si amano troppo, si finisce per farsi male. Perciò ho preso decisioni che sapevo mi avrebbero allontanato da mio padre.”  Così lei finisce per contrarre un matrimonio appena a 17 anni, incinta, e suo padre è quasi costretto a darle il permesso che occorre alla ragazza per sposarsi ancora minorenne,  ma non si presenta alla cerimonia. E’ così che Eleonora delude tutte le aspettative di suo padre, si allontana da lui, e finisce per essere travolta dal mondo chiassoso e superfiale del gossip, fatto di feste, perenni vacanze, tanto che finisce anche per divorziare. A quel punto, tenta un riavvicinamento a Raf Vallone, ma lui è infuriato anche per il divorzio e non è certo lì a braccia aperte. Lei, per tutta risposta, parte per gli States per specializzarsi all’Actor’s Studio di New York. Lì, racconta che per colpa di Marlon Brando perde la buona occasione di recitare in una storia su Al Capone e quando torna in Italia partecipa come co-conduttrice a Sanremo 1981 accanto a Claudio Cecchetto, facendo scandalo. Dice: “I retroscena non si sono mai saputi. Mi dissero all’ultimo che sarei stata sul palco accanto a Cecchetto, e in tre giorni ho dovuto pensare agli abiti, disegnati da me, che non ho avuto nemmeno il tempo di provare. Uno aveva uno spacco sul retro troppo pronunciato. Ogni volta che mi giravo, il tessuto si alzava lasciando intravvedere le cosce. I flash dei fotografi cercavano di immortalare gli slip… Fecero scommesse per sapere se indossassi biancheria intima. Non si vedeva perché portavo un tanga, roba all’epoca mai vista in Italia ma già molto usata a Parigi. Dopo l’esperienza sanremese, venni definita sexy star, piena di amanti. Tutto falso, ero perfino timida, ma questa immagine che mi fu cucita addosso in un certo senso mi bloccò la carriera.”
Così, Eleonora perde buone occasioni, anche se altre le si prospettano. Ha già recitato in teatro diretta da L. Pergola, mentre sul piccolo schermo è stata chiamata ad interpretare un episodio del sensuale e onirico serial Valentina, dedicato all'eroina ideata da Guido Crepax.  Ha lavorato poi in Mamma li turchi, ne La Principessa Gonzaga, per la regia di Brando Giordano, ed è la protagonista nel telefilm Professione detective.  E, sul grande schermo, in  Un filo bianco e un filo nero, per la regia di Carlo Di Palma , Gardenia, il giustiziere della mala, per la regia di Domenico Paolella (1979),  Favole africane, per la regia di Y. Matsue,  Una storia africana (Afurika monogatari) (1980),  e il thriller  Carnada (1980).
Seguono altre pellicole come  Si ringrazia la regione Puglia per averci fornito i milanesi (1982) ,   Il motorino, regia di Ninì Grassia (1984),  Fuga scabrosamente pericolosa (1985), Fuga, regia di N. Rossati,   Italian gigolò, regia di Ninì Grassia, con Roberto Farnesi (1999) e lo struggente  Il papà di Giovanna (2008), per la regia di Pupi Avati, al fianco di un Silvio Orlando in grandissimo spolvero. In realtà, nella sua carriera, Eleonora ha spesso lavorato con famosi attori nostrani come Franco Califano e Nino D'Angelo, ma anche accanto a grandi star internazionali come Martin Balsam, Helmut Berger, James Stewart e Philippe Leroy .
Nel 1984, però, nella vita della bella Eleonora esplode il dramma. E’ una bella giornata d’autunno quando l’attrice, alla guida di una 24 Pininfarina spider bianca, si sta recando a Fregene con il fidanzato 41enne, l’imprenditore Publio Scheggi, figlio di un noto costruttore romano. Subito dopo l’uscita dell’autostrada, l’auto imbocca a velocità eccessiva un cavalcavia, Eleonora perde il controllo della vettura che sfonda il guard-rail, tre muretti di protezione e piomba sulla strada ferrata sottostante dopo un volo di 10 metri. Publio Scheggi muore sul colpo, e la stessa Eleonora finisce in coma per 15 giorni con gravissime ferite. Sono giorni davvero drammatici per lei e per la sua famiglia. Non solo Eleonora rischia la morte ma, alla fine, viene condannata anche a 8 mesi per omicidio colposo. 

Dopo quell’episodio, a parte sporadiche incursioni nel mondo dello spettacolo per qualche film o qualche altra produzione valida, Eleonora cambia vita. Racconta: “Subito dopo l’incidente, mi ritrovai con un corpo che non funzionava più e senza un soldo. Non è stato facile, ma ho trovato la forza di ricominciare. Anche grazie alla riabilitazione in acqua.” A quel punto, Eleonora mette a punto una disciplina acquatica che inventa lei stessa, per la quale ottiene il brevetto Coni come primo metodo per fare ginnastica in acqua, e che si adatta a tutte le età. Se eseguita con costanza, questa disciplina brucia calorie, combatte l’artrosi, stimola la diuresi e l’apparato cardiovascolare, oltre a scolpire la muscolatura e a farti ritrovare un corpo scattante e modellato. Su questa speciale disciplina, Eleonora ha pubblicato tre volumi di buon successo, Gymnuoto e Gymvasca, editi da Sperling e Kupfer e Gymswim edito da Rocha. 
Oggi Eleonora Vallone insegna a vip e non vip il suo gym-nuoto, ma non disdegnerebbe ancora qualche incursione nel mondo dello spettacolo, ma solo se ne valesse la pena. Auguri!

di Anna Paratore

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