Che fine ha fatto Michel Platini?

15 febbraio 2017 ore 10:11, intelligo
C’è solo un tipo d’uomo che può davvero permettersi di essere antipatico, magari anche saccente e presuntuoso, in poche parole insopportabile, avendo la certezza di mantenere sempre intorno a sé un numero incredibile di estimatori, adoratori in certi particolari casi. Parliamo dei grandi divi del pallone. 
Essere un ottimo giocatore di calcio non è semplice e associarvi una lunga carriera che  non sia costellata da gravi incidenti, è ancora più complicato. Ma tra centinaia di migliaia di casi possibili, si contano davvero sulle dita della mano i calciatori che nel corso di una particolare generazione si possano considerare fenomeni. Uno di loro è stato senza dubbio Michel Platini, atleta di purissimo ed eccelso talento, ma con un tasso di empatica molto vicino allo zero. 

BIOGRAFIA 
Michel François Platini  - il nome lo pronunciano tutti “alla francese” con l’accento sull’ultima, ma andrebbe pronunciato con l’accento sulla prima i, come si trattasse dell’omonimo albero - nasce a Jœuf, poco meno di 7000 abitanti, comune nel dipartimento della Meurthe e Mosella, regione della Lorena, il 21 giugno 1955. La sua è una famiglia di origini italiane che proviene dal paesino di Agrate Conturbia, in Piemonte. Il nonno, muratore, appassionato di calcio, emigra in Francia dove migliora la sua condizione e apre un bar che in ossequio alla sua passione chiama  le Café des Sports. Ha un figlio, Aldo, che fa studiare e diventa professore di matematica. Aldo, a sua volta, è appassionato di pallone forse più del padre e diviene prima capitano della squadra del Jovincenne e poi allenatore del Nancy, all'epoca in terza divisione. La mamma di Michel, Anna Piccinelli, invece, si occupa solo dei figli, Michel e Martina, mentre dà una mano al suocero nel bar di famiglia.
Normale che con nonno a papà appassionati, ben presto anche il piccolo Michel si ritrovi su un campetto di periferia a tirare calci al pallone. Gioca allenandosi con il cane della cugina Stefanina, e non promette poi questo granché se è vero che in molti lo prendono in giro per via della sua bassa statura. Michel però non se ne fa questo gran cruccio, magari non sarà alto, ma fin da piccolo dimostra di avere un carattere determinato: ha un idolo che si chiama Pelè, ed è fermamente convinto che da grande ne emulerà i successi tanto che se deve firmare qualcosa cerca di storpiarsi il nome e firma Peleatini.  Così, nonostante i problemi di statura e altri fisici, tra cui una lieve insufficienza cardiaca e una limitata capacità polmonare, Michel continua a giocare e viene notato dal Metz2 che però dopo le visite mediche non lo lascia ad attendere in vano una chiamata.
Ecco, comincia così questa storia di grandissimo calcio, come ne iniziano centinaia di migliaia di altre in tutto il mondo: un giovane dalle ottime capacità, con un fisico che però lascia molto a desiderare, e tutta una strada lunga e tortuosa davanti, difficile, che potrebbe sfociare di lì a pochi anni in un nulla di fatto. Ma non è questo quello che accade a Michel.  1,77 cm d’altezza per 73 chilogrammi di peso, le sue non saranno mai dimensioni di un atleta possente, ma sono quanto basta soprattutto in quegli anni, per permettergli di andare avanti.

CARRIERA
Viene preso dal  Nancy dove milita fino al 1979, quando passa al Saint’Etienne e vi resta fino alla stagione 1981-1982. Già a quel punto in molti hanno notato le sue squisite capacità. Platini è un “regista” nato, dotato di un notevole bagaglio tecnico, ottima visione del gioco e un innato senso del goal tanto che nei suoi periodi migliori segnerà spesso più lui di parecchi attaccanti anche di buon nome. Se non bastasse, con gli anni migliorerà anche le sue capacità col gioco di testa, e si farà conoscere come uno dei migliori specialisti al mondo nel calcio di punizione. Addirittura, i suoi calci piazzati che spesso superavano la barriera e poi andavano ad infilarsi in rete con una parabola tutta particolare, vennero soprannominati proprio alla “Platini”.  Tutte queste doti insieme, supportate da un carattere d’acciaio e da un determinazione incredibili, gli resero il soprannome di Le Roi.
Il periodo di massimo splendore di Platini, si concretizza in Italia, dopo che viene acquistato dalla Juventus, dove viene a giocare dal 1982-1983 fino al 1986-1987. A volerlo quasi contro ogni logica, è lo stesso Avv. Agnelli, che paga il cartellino 250milioni di lire e rinuncia per lui ad avere Tom Brady in squadra. Nella sua prima stagione in Italia, 1983-84, Platini in coppia con il polacco Zbigniew Boniek, trascina la Juve al secondo posto sia in campionato che in Coppa Campioni, mentre la squadra si aggiudica la Coppa Italia. La stagione successiva, la Juve vince il campionato e la sua prima Coppa delle Coppe battendo in finale i lusitani del Porto. Nella stagione 1984-85 la Juve con un goal proprio di Platini vince la Coppa dei Campioni allo stadio dell’Heysel, dove negli incidenti prepartita muoiono 39 persone, quasi tutti italiani. Nell'anno calcistico 1985-1986, a causa delle cessioni di alcuni compagni di squadra Michel rimane fra i giocatori più "anziani" della rosa bianconera, sempre allenata da Giovanni Trapattoni. Nel 1985 platini si aggiudica il terzo Pallone d'oro della sua carriera, quarto consecutivo per un giocatore della Juventus,dopo quello di Paolo Rossi e i primi due dello stesso Platini. Poi, a soli 32 anni, il campione dice addio al calcio giocato, preferendo ritagliarsi un ruolo da dirigente. Con queste parole giustifica quell’abbandono che molti giudicheranno anzitempo: “Quando io ho smesso, non avevo più benzina. Era da tanti anni che giocavo a pallone ed ero veramente stanco, cotto. Ho passato tutto il 1986 infortunato e avevo dei problemi alle caviglie per cui ho deciso di smettere”.

INCARICHI
Ma anche da dirigente, Michel ha una carriera di tutto rispetto. Vicepresidente della Federcalcio francese dal 2001 al 2003, dal 2002 ricopre la medesima carica nell'Esecutivo della FIFA.  Il 26 gennaio 2007 vince le elezioni per la presidenza della UEFA con 27 voti favorevoli, contro i 23 di Lennart Johansson, il presidente uscente. Il 22 marzo 2011 è rieletto, per acclamazione, presidente dell'organo di governo del calcio europeo. Il 24 marzo 2015 viene rieletto per la terza volta. Poi, all’improvviso, dopo una vita di successi e applausi arriva la nuvola nera… L'8 ottobre 2015, Platini viene sospeso per 90 giorni dal comitato etico della FIFA poiché accusato di aver percepito nel 2011 2 milioni di franchi svizzeri come compenso dall'allora presidente della federazione mondiale, Joseph Blatter, per lavori svolti tra il 1999 e il 2002. In questo lasso di tempo cede le sue funzioni in seno alla UEFA al vicepresidente Ángel María Villar. Il 21 dicembre la stessa commissione etica FIFA lo squalifica per 8 anni, in seguito ridotti a 6, da tutte le attività calcistiche. Dopo il ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, il 9 maggio 2016 la squalifica è ulteriormente ridotta a quattro anni ma non cancellata in quanto, per la commissione giudicante, Platini ottenne un vantaggio indebito dalla succitata collaborazione con la FIFA, rendendosi colpevole di conflitto di interessi; a seguito di ciò, annuncia l'intenzione di dimettersi da presidente dell'UEFA [Fonte: Wikipedia].  
In compenso, proprio quest’anno, 2017, Michel Platini è stato nominato “il calciatore più sexy del mondo” per il secondo anno consecutivo dalla prestigiosa rivista “Glam'Mag”. Basterà questo per consolare Michel dalla perdita della prestigiosa presidenza UEFA? E’ abbastanza per Le Roi?

autore / intelligo
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