La password della settimana: Un amore o un’amore?

16 febbraio 2017 ore 13:57, Paolo Pivetti
Anche l’apostrofo è impegnato nella battaglia gender. Anche per questo umile segnetto, questa specie di virgola appesa in alto tra due parole per farle diventare tutt’una, è arrivata l’occasione di entrare nella storia, e coprirsi di gloria nella guerra senza esclusione di colpi che ricondurrà noi tutti, recalcitranti e renitenti individualisti, all’osservanza di un italiano che sia davvero politically correct. 
Chi ha sfogliato il Corriere della Sera, e forse anche qualche altro quotidiano, nella giornata di martedì 14 febbraio, giorno di san Valentino, ha trovato, a tutta pagina e sullo sfondo di un vivacissimo color amaranto, questo titolo a caratteri giganti: “UN AMORE È UN’AMORE” Sarebbe a dire?
La password della settimana: Un amore o un’amore?

Si tratta di una pagina pubblicitaria, e l’apparente errore è una tecnica per attirare l’attenzione e indurre alla lettura del testo, quello che in gergo si chiama body-copy. 
Il quale testo suona così: “L’amore non ha età, razza, religione, genere, orientamento sessuale (Ahi ahi ahi... n.d.r.). Nella lingua italiana, però, la parola amore è un sostantivo di genere maschile. Se i pregiudizi iniziano dal linguaggio, è arrivato il momento di cambiare la nostra lingua. (Ma non è da credere!!! n.d.r.) Chiediamo di consentire l’uso della parola amore anche come sostantivo femminile, rendendola di fatto di genere neutro. Perché un amore è un’amore. Nient’altro. Perché siamo per ogni genere d’amore (anche quello dei pedofili? n.d.r.), contro ogni pregiudizio. E rendendo neutra la parola amore possiamo combattere la discriminazione”.

Segue l’invito a sottoscrivere una petizione da inoltrare, a quanto pare, all’Accademia della Crusca...
Caspiterina! Questa si chiama rivoluzione! Di fronte a questo vero e proprio colpo di genio, le varie Boldrini con la presidente, Boschi con la ministra, Raggi con la sindaca, appaiono delle principianti nella lotta per la parità grammaticale di genere. 
Qui si apre la via a una vera e propria riscrittura politicamente corretta dei nostri capolavori letterari. 
Per esempio: Un amore di Buzzati può diventare facilmente Un’amore. Quanto poi all’incipit così sessista dell’Orlando Furioso, "Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori", eccolo trasformato in "Le donne, i cavalier, l’arme, le amore". 
E anche quell’ "Amor che nullo amato amar perdona" dantesco andrà riletto tutto al femminile. E così via.
Abbiamo capito, si tratta di un gioco, si tratta soltanto di pubblicità. Ma la pubblicità, che secondo l’antico detto è l’anima del commercio, o forse il commercio dell’anima, è prontissima a captare al volo gli umori che sono nell’aria, anche se poi li trasforma in rozze banalità pseudo anticonformiste. 
Come dice quell’altro proverbio, “Ridendo e scherzando Bertoldo si confessa”.



autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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