Che fine ha fatto Luciana Turina?

16 giugno 2017 ore 13:20, intelligo
Una premessa doverosa per la storia che vi raccontiamo oggi. La UCL (Univerty College London) ha pubblicato una ricerca scientifica sull’impatto della discriminazione nella vita delle persone grasse. Vi si dice che su oltre 5 mila adulti studiati, quanti erano stati discriminati in base al loro peso hanno registrato un aumento del 70% nei sintomi di depressione, un calo del 14% nella qualità di vita e il 12% in meno di soddisfazione della vita rispetto a quanti non erano stati emarginati per il loro peso. Ed ecco le conclusioni dello studio, guidato dall’epidemiologa Sarah Jackson. “La discriminazione può essere una causa importante di scarso benessere per le persone obese. Non ci sono leggi che vietino la discriminazione in base al peso, e questo potrebbe veicolare alla gente il messaggio che questo tipo di discriminazione sia accettabile. La discriminazione è parte del problema-obesità, e non la soluzione. Tutti, compresi i medici, dovrebbero smetterla di incolpare e far provare vergogna alle persone per il loro peso, e offrire invece un supporto o, quando necessario, un trattamento”.

Che fine ha fatto Luciana Turina?
Ed ecco il perché della premessa: nel mondo di oggi essere grassi ed avere successo, è praticamente impossibile, a meno che non si scelga di essere la solita macchietta del “ciccione/cicciona” messo alla berlina per il suo aspetto, sia esso un ragazzino, un adulto o una donna. E infatti di una donna vi parliamo che però, in un certo periodo e contro ogni aspettativa, malgrado i suoi molti chilogrammi di troppo, è riuscita a riscuotere un discreto successo da cantante. Lei si chiama Luciana Turina, settant’anni da poco compiuti, e vi vogliamo raccontare un po’ della sua vita che non è stata per niente facile.

Luciana Turina nasce a Malavicina di Roverbella, 13 agosto 1946, e da che lei stessa possa ricordare, ha sempre avuto un po’ di chilogrammi di troppo. Non entriamo nel merito di quale sia il suo problema, perché il discorso diventerebbe lungo e complesso, ma parliamo invece di un grande talento che Luciana porta con sé: una voce molto bella, simile come timbrica e sonorità a quella di cantanti di colore davvero quotate.  E come spesso accade nel mondo dello spettacolo, dove si bada più al personaggio che al resto, l’esordio a Castrocaro di quella che viene immediatamente soprannominata “Lucianona”, è di successo. Lucina Turina vince.  E’ il 1965, e questa avversione come quella di oggi nei confronti dei grassi è decisamente inferiore.  In più, come già detto, se fai personaggio – e solo per quello – anche la ciccia ti può essere perdonata.  Così, avendo vinto Castrocaro con Come ti vorrei, Luciana acquisisce il diritto a partecipare anche al Festival di Sanremo 1966, dove presenta il brano Dipendesse da me, che però non arriva alla serata finale. 

Intanto, questa simpatica e brava cantante, comincia l’immancabile giro delle ospitate, spiace dirlo, più per questa sua immagine così dissonante dal resto del panorama esistente fatto delle magre di gran moda, che per la sua gran bella voce.  Non è un caso infatti se nel 1970, quasi come un urlo contro l’omologazione,  anche la celeberrime Playboy e Playmen le offrono la copertina e lei accetta di posare, sebbene coperta da tanti veli trasparenti. Luciana torna alla musica nel 1972, pubblicando il suo primo e unico album, Perché qualcuno un giorno mi ha dato la vita e… una voce, con all’interno arrangiamenti di Vince Tempera e l’ausilio di musicisti del calibro di Ellade Bandini, Alfredo Golino e Massimo Luca.  In realtà, la produzione discografica della cantante, non è troppo estesa, ma si può ridurre a poco più di dieci singoli. Nel 1965 esce Sei il mio male/Come ti vorrei (CGD, N 9600); nel 1966: Dipendesse da me/L'amore è una giostra (Compagnia Generale del Disco, N 9604); sempre nel 1966 ci sono anche  Depende de mi/L'amore è una giostra (Music-Hall, 30.524; pubblicato in Argentina), Non prendere la vita così com'è/Un ragazzo che ride (Compagnia Generale del Disco, N 9625) e Il mio male/Non prendere la vita così com'è (Compagnia Generale del Disco, N 9634). Nel 1968 è la volta di Imogene/Notte senza fine (RCA Talent, TL1); nel 1971: Fratello ladro/Ma perché (Cinevox, SC 1069);  nel 1972 esce  Djamballà (il mio tempo arriverà)/Cena per due (Cinevox, SC 1074); poi bisogna attendere il 1977 per Water closet/Arancione (Mia Records, M 1513) e, infine, nel 1983 ecco Hey mamma/Brr...che freddo (Strong Records, SR 106).

Sebbene Luciana Turrina sia una cantante e si sia sempre sentita tale, la sua fisicità a cui abbiamo ampiamente accennato, la fa scoprire dla cinema che vede in lei una caratterista perfetta per certi ruoli, alcuni anche nel filone commedia sexy all’italiana. Così, Luciana si trova a girare almeno 30 pellicole di successo, sempre in parti secondarie, e sempre come “cicciona” della situazione, ma che le assicurano discreta fama e buoni guadagni. Anche in TV la chiamano per alcuni programmi di varietà, come Settimo anno del 1978, insieme a Lando Buzzanca ed Ivana Monti, Che Patatrac (1982) di Gianni Boncompagni con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, o ancora nel 1988 in Aperto per ferie, insieme a Michele Mirabella, tutti sulle reti RAI.  Come spesso però accade, col trascorrere degli anni altre caratteriste affollano il mondo della celluloide così come altri personaggi si assiepano sulle tavole dei palcoscenici, e Luciana viene dimenticata. 

Quando inizia la sua crisi professionale, sul momento, Luciana non se ne fa un problema. Segno zodiacale Leone, è una combattente nata, e immagina che si tratti solo di un periodo duro che presto verrà superato. Dopo due matrimoni falliti e una figlia, Luciana ha da oltre 15 anni un compagno, Emerico Lino, ed è lui che per molti anni la salva dalle difficoltà della vita di tutti i giorni. Dice lei stessa in un’intervista rilasciata alcuni anni fa a Luca Giordano: “Ci amiamo come fosse il primo giorno in barba alle tante persone cattive pronte a sostenere che lui, essendo più giovane di 21 anni,  stava con me solo per interessi di portafoglio. In passato, per non troncare il nostro amore, abbiamo fatto tanti sacrifici, su e giù per l’Italia. Io vivevo a Roma, il mio fidanzato  a Palermo. Città che non poteva lasciare perché fino al novembre scorso Emerico era impiegato di un’azienda siciliana. Cosi due anni fa sono stata io a trasferirmi da lui, a Terrasini, un’incantevole cittadina sul mare, a pochi chilometri da Palermo. Volevamo stare insieme, sotto lo stesso tetto. E poi, in questo modo, avremmo ridotto le spese di gestione quotidiana. In fondo per me l’amore viene prima di tutto. Con la mia pensione e lo stipendio di Emerico ce l’avremmo fatta a vivere un’esistenza dignitosa. Vai a prevedere che anche il mio compagno potesse perdere il lavoro.[…]  E adesso è nera, Emerico e io dobbiamo stare attenti anche ai centesimi… “ E a chi le consiglia di ricorrere alla legge Bacchelli nata per aiutare persone famose in difficoltà, Luciana risponde che non ci sta, che non vuole la carità ma solo la possibilità di lavorare, perché è ancora dinamica e in forze e la sua voce, come confermato da Maurizio Costanzo, ancora godibilissima.  Giorni fa la Turina è apparsa in TV, e ha lanciato il suo appello ai dirigenti Rai o, comunque, a chi sia in grado di farla lavorare. Noi, conoscendo il valore dell’artista, non possiamo che sperare che il suo appello non cada nel vuoto e che Lucianona – tale non per la stazza ma per il cuore e il coraggio – torni ad allietarci con le sue belle canzoni.

di Anna Paratore.
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