Che fine ha fatto Susan Boyle?

16 maggio 2017 ore 9:43, intelligo
Susan Boyle da noi non è conosciutissima. Nota, magari, non certo al grandissimo pubblico, quello che si riunisce nelle arene e negli stadi quando l’importante artista di turno dà un concerto, e canta a squarciagola tutto il tempo insieme al suo idolo. Ed è un peccato, perché Susan Boyle è una delle più belle voci che la musica leggera abbia partorito negli ultimi 50 anni. Ma non basta. Quella della Boyle è una storia incredibile, degna di un romanzo d’appendice, di quelli pure un po’ “pompati” che ti fanno pensare mentre leggi “ma no, ma figurati se certe cose possono davvero accadere”. Eppure, ci crediate o meno, è proprio così che è andata.
Siamo in epoca di talent show, questi nuovi programmi che imperversano sulle reti televisive di tutto il mondo, e siamo ormai abituati a conoscere nuovi talenti a ogni piè sospinto. Da noi XFactor e Amici sono ad esempio i talent che vanno per la maggiore, ma ne abbiamo anche altri che comunque vantano un buon seguito di pubblico. Gli altri paesi, non sono da meno rispetto a noi, e per esempio in Gran Bretagna c’è un talent molto seguito che si chiama Britain's Got Talent, ed è in corso la puntata dell’11 aprile 2009, quando sul palco fa le aspiranti cantanti si presenta Susan Boyle. Susan non è una ragazzina e nemmeno una giovane donna di quelle che solitamente calcano i palcoscenici di questo tipo di concorsi. Ha 47 anni, non ha un look moderno, meno che meno trasgressivo. Non è magra come un giunco, ma piuttosto sovrappeso, non ha un taglio di capelli originale, ma sembra piuttosto essere andata a farsi acconciare dallo stesso parrucchiere che di solito serve nostra zia Eulalia, la zitella che vive al paesello. Ha un vestito, Susan, di pizzo color avorio che sembra essere stato scelto su qualche bancarella al mercato una ventina di anni fa, e indossa calze scure sul scarpe aperte chiare. Non ha un filo di trucco, e sotto i riflettori risulta pallida  e con occhiaie profonde. Insomma, è il prototipo del disastro e, come sempre avviene in questi casi, sia il pubblico che i tre giurati, proprio non ci riescono a trattenere grasse risate. Già s’immaginano questa attempata “signorina” gracidare peggio di una rana convinta dalle sue pessime amiche di poter essere una cantante, mentre fa venire la pelle d’oca già dal primo accordo…
Che fine ha fatto Susan Boyle?
Susan Magdalane Boyle, nata a Blackburn il 1 aprile del 1 del 1961, non si lascia però intimidire da quell’accoglienza che avrebbe messo in difficoltà chiunque. Forse perché lei nelle difficoltà ci sguazza da sempre, da quando è venuta al mondo, più o meno.  Figlia di immigrati irlandesi, suo padre, Patrick, è un minatore e un  veterano della seconda guerra mondiale, sua madre Bridget è una stenografa, Susan nasce quando la mamma ha ormai 45 anni compiuti e il parto non è semplice. Anzi, la neonata rischia l’asfissia e l’incidente, negli anni che seguiranno, procurerà a Susan non pochi ritardi nell’apprendimento. Così, la ragazzina fatica a socializzare, e finisce per essere la vittima preferita di tutti i bulli della scuola. A un certo punto, a Susan viene diagnosticata anche la sindrome di Asperger, un disturbo pervasivo dello sviluppo, imparentata con l'autismo, che tuttavia non presenta problemi legati all'intelligenza, alla comprensione e all'autonomia a differenza delle altre patologie classificate in questo gruppo,  ma che certo non aiuta a stringere soddisfacenti rapporti con gli altri.  Col passare degli anni, le cose per Susan non migliorano. Cresce e da bimba si trasforma in una ragazza poco avvenente e nemmeno questo aiuta. Trova lavoro per la prima e unica volta nella sua vita come apprendista cuoca, ma già dopo sei mesi smette e torna alla sua esistenza poco invidiabile. Prova a farsi delle amicizie ma spesso coi suoi modi goffi risulta leggiadra come  un elefante in una cristalleria. Riesce a coltivare solo una grande passione, il canto, e comincia così a prendere lezioni dal vocal coach Fred O’Neil.  Frequenta anche una scuola di recitazione di Edimburgo, con cui prende parte anche al Festival artistico della capitale scozzese, il Fringe.  Nel 1994 prova anche di farsi conoscere presentandosi alla trasmissione My Kind of People e cantando la canzone I don’t Kno How to love him tratto dal musical "Jesus Christ Superstar", ma l’unica cosa che ottiene è la pesante presa in giro del presentatore Michael Barrymore. Nel 1999, Susan registra un brano  per un cd, Music for a Millennium Celebration, Sounds of West Lothian. La performance della cantante scozzese, che canta Cry Me a River, non viene però notata da nessuno che possa darle una mano verso il successo che merita. 
Ed ecco così Susan approdare sul palco di Britain’s Got Talent, ecco le solite risatine di scherno, l’intervista dei giudici che è già infarcita di ironia, gli spettatori a casa che colgono l’occasione per andarsi a fare un panino, o per correre in bagno. Le chiedono cosa intenda cantare, lei risponde che presenterà I Dreamed a Dream, tratto da Les Miserables di Vancouver, un brano tosto. Le chiedono cosa speri di ottenere e lei, candidamente, risponde di ambire allo stesso successo di Elaine Paige, e tutti sbottano a ridere. Poi, i giudici fanno partire la base, e Susan comincia a cantare…
Probabilmente, il momento più incredibile dello show è l’espressione sulla faccia dei giudici quando Susan intona le prime note: un misto di stupore, incredulità, ammirazione e forse anche un po’ di vergogna per un giudizio affrettato basato non su una performance ma solo sull’aspetto estetico della concorrente. Intanto, il pubblico dell’enorme sala è tutto in piedi in una standing ovation. Le parole che seguono sono quelle di Piers Morgan, probabilmente dei tre giudici il più tecnico: “Senza alcun dubbio questa è stata la più grande sorpresa che abbia mai avuto in tre anni durante questo show. Mentre te ne stavi lì con quel sorriso impertinente dicendo di voler essere come Elaine Paige, tutti stavano ridendo di te. Nessuno ride più ora, è stato meraviglioso, un’esecuzione incredibile.  Stupenda, mi gira la testa dalla sorpresa”.  Alla fine, in quell’edizione di Britain’s Got Talent Susan Boyle arriverà solo seconda al televoto, battuta dai Diversity, un gruppo di giovani londinesi appassionati di “street dance”, ma sarà in ogni caso lei la vincitrice morale del talent.  Subito dopo, una sussidiaria della Sony, la Syco, ha pubblicato il primo album di Susan Boyle, I Dreamed a Dream, che ha venduto circa 10 milioni di copie, la maggior parte negli Stati Uniti. Il disco è divenuto l'album d'esordio ad aver venduto più velocemente nella storia della musica, nonché quello acquistato più velocemente in Regno Unito. In seguito sono usciti gli album The Gift, nel 2010,  Someone to Watch Over Me nel 2011,  Standing Ovation: The Greatest Songs from the Stage nel 2012,  Home for Christmas nel 2013,  Hope nel 2014 e  A Wonderful World nel 2016, tutti successi di vendita.
Oggi Susan Boyle vale circa 20 milioni di sterline (24 milioni di euro) e il suo patrimonio personale viene valutato circa 10 milioni di euro. Sicuramente non male per una signora di mezz’età, figlia di un minatore, che viveva da sola in una casa modesta dopo la morte della mamma, in compagnia di un gatto. Eppure, le ultime notizie su Susan sono un vero e proprio scoop: secondo un tabloid britannico, la cantante sarebbe alla ricerca di un impiego e si sarebbe presentata per un colloquio presso una piccola ricevitoria di scommesse di Blackburn, cittadina scozzese di 105 mila abitanti a 30 chilometri da Edimburgo, dove Susan vive dalla nascita. Il responsabile della ricevitoria, intervistato dai giornalisti, avrebbe detto: “Io e i miei collaboratori  eravamo scioccati quando abbiamo visto la Boyle entrare. E siamo rimasti stupefatti quando ci ha detto di aver letto l’annuncio in vetrina in cui ricercavamo personale, e di essere interessata. Dopo abbiamo fatto una chiacchierata di circa 5 minuti e lei era molto attenta. Voleva sapere tutto. All’inizio, ammetto, mi veniva da ridere. In fondo si trattava di un impiego da quattro soldi. Ma di fronte a tanta insistenza non ho potuto far altro che fornirle tutte le informazioni.”
Da alcune voci, sembra che Susan cerchi un lavoro fisso anche da pochi soldi pur di potere uscire di casa e relazionarsi con il prossimo per non rischiare che alla sindrome di cui soffre si sommi una pesante depressione.  A questo punto, non possiamo che fare i nostri auguri a questa splendida cantante che è anche una donna dalla vita difficile, sperando che le cose le vadano nel migliore dei modi. Buon lavoro, Susan .

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di Anna Paratore

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