Che fine ha fatto Loredana Berté

16 ottobre 2017 ore 11:50, intelligo
“Alla fine è stata una vita del caz..., una partita persa, una mano sfortunata”. Loredana Berté.
Un paio di giorni fa, dopo un bel po’ di silenzio, Loredana Bertè è tornata a far parlare di sé.  E’ accaduto in occasione della morte del padre, il professor Giuseppe Radames Bertè, 96 anni, originario di Bagnara Calabra ma residente a Cavaria con Premezzo, in provincia di Varese, il paese dove è anche sepolta Mia Martini, l’altra sua figlia cantante, morta nel 1995, che lì si era trasferita sembra proprio per tentare un ravvicinamento con questo padre definito quanto meno “complicato” da tutte e quattro le sue figliole. Tanto che proprio Mia Martini, in una delle sue canzoni più belle, Gli uomini non cambiano,  aveva cantato: «Sono stata anch’io bambina/Di mio padre innamorata/Per lui sbaglio sempre e sono/La sua figlia sgangherata/Ho provato a conquistarlo/E non ci sono mai riuscita/E ho lottato per cambiarlo/Ci vorrebbe un’altra vita».  Ora, in occasione della dipartita del professor Berté, Loredana ha fatto la sua uscita sui social. Su Facebook ha scritto: “ ‘Padre Davvero ma chi ti somiglia ma sei sicuro che sia tua figlia?’ Astenetevi tutti dal farmi le condoglianze.” Evidentemente, ci sono ferite che non si sanano mai.
Loredana Berté nasce a Bagnara Calabra il 20 settembre del 1950. Loredana è la terza figlia delle quattro ragazze di Giuseppe Radames Berté, professore di latino e greco e in seguito preside di liceo, e di Maria Salvina Dato, maestra elementare.  Prima di lei sono nate Leda, nel 1945, Domenica detta Mia nel 1947, e dopo di lei nasce Olivia, nel 1958.  All’apparenza, la famiglia Berté è la classica famiglia borghese italiana, in realtà tra le mura domestiche, almeno a detta proprio di Loredana che ne parlerà per la prima volta solo dopo la morte di Mimì, c’è una sorta d’inferno scatenato da un padre violento e padrone, e da una madre assente, entrambi impegnati solo ad imporre alle figlie una feroce disciplina senza però dimostrare loro amore.  A subire la durezza di una vita familiare impossibile, sono soprattutto le due sorelle maggiori, Leda e Domenica, Loredana a suo dire, vista l’età, assiste impotente, o viene allontanata da casa ogni volta che si scatenano le liti familiari, che sembra fossero violentissime. In ogni caso, oggi Loredana fa risalire tutti i suoi problemi esistenziali e anche tutti quelli che hanno portato la sorella Mimì alla morte, proprio a quel periodo tanto delicato quanto complicato.
Che fine ha fatto Loredana Berté
BIOGRAFIA
Insieme alle sorelle e alla madre che nel frattempo si è separata dal marito, Loredana sbarca a Roma nel 1965 e comincia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo ballando al Piper, dove conosce Renato Fiacchini, di lì a poco Renato Zero. Nel 1966 entra nel gruppo di ballo dei Collettoni e Collettini, che accompagnavano Rita Pavone nei suoi spettacoli, iniziando così a lavorare con il regista Gino Landi e il coreografo Don Lurio in trasmissioni come Partitissima e Canzonissima. Si innamora di Hair, durante una tournée che fa in America al seguito della Pavone, e si propone nel cast quando la commedia musicale arriva in Italia. Racconta: “Io non ci pensavo, a cantare. Me l'ha messo in testa Bill Conti, con cui abbiamo fatto due anni di prove, al Sistina, per Hair. Fu lui a convincermi che dovevo farlo”.
Negli anni ’70 Loredana, non ancora affermata come regina del rock, lavora sia in TV che in teatro. La ricordiamo in teatro con  appunto 1970: Hair (Musical);  1972: Ciao Rudy (Musical);   1973: Orfeo 9 (Musical) ;  1974: Forse sarà la musica del mare (Opera teatrale); in alcuni film  1970: Quelli belli... siamo noi ; 1970: Basta guardarla di Luciano Salce ;  1973: Orfeo 9 di Tito Schipa Jr. ;  1975: Il padrone e l'operaio di Steno;   1976: Movie rush - La febbre del cinema (uscito solamente in alcuni cinema d'essai) di Ottavio Fabbri; e in TV con  1977 - Bambole, non c'è una lira (Rai 1) e   1978 - Un viaggio in TIR (Rai 1).
Ma saranno gli anni ’80 che la sdoganeranno definitivamente come la regina del rock italiano, trasgressiva, provocatoria, capace di reggere il palco come poche altre, spopola tra i giovani e lancia una moda tutta sua. Tra il 1982 e il 1984 vende complessivamente oltre un milione di dischi con tre importanti produzioni interamente curate da Ivano Fossati, da cui emergono alcune delle sue interpretazioni più raffinate e al tempo stesso incisive. Nel 1982 ottiene consensi clamorosi al Festivalbar con Non sono una signora, suo vero manifesto musicale scritto da Fossati e incluso nel long playing Traslocando, prodotto sempre da Fossati e ancora una volta registrato negli USA. In quella decade pubblica anche gli album 1980 - LoredanaBertE' (CGD - 20209);  1981 - Made in Italy (CGD – 20260); Lorinedita1983 Jazz1984 Savoir faire;  1985 - Carioca (CBS - 26534) ;  1986 - Fotografando... i miei successi (CBS - 57076), tutti notevoli successi di critica e di pubblico.  Da ricordare, nel 1986 a Sanremo, una sua provocazione che fece epoca quando in scena si presenta con una coreografia pensata per lei da Franco Miseria, in cui simula una finta gravidanza. Da dire che 25 anni dopo, il tema della sua performance verrà ripreso addirittura da Lady Gaga.  In sintesi, in quegli anni, Loredana Bertè è davvero una classica espressione italiana: vende benissimo, è osannata dalla critica, ma viene massacrata regolarmente dai benpensanti che non condividono la sua smania di trasgressione, per la verità talvolta davvero un po’ troppo sopra alle righe. In quel periodo, Loredana si sposa anche per la prima volta. Lo fa l’ultimo giorno del 1983 con Roberto Berger, alle Isole Vergini.  Il matrimonio non è un successo. Lui è l’erede di un impero, ha 22 anni e il padre non approva le nozze. Nel 1988 i due si lasciano e Loredana inizia poco dopo una tormentata storia d’amore con il tennista Björn Borg. Per seguirlo, lei perde molte occasioni importanti per la sua carriera e si allontana dall’Italia. Poi il 7 febbraio 1989 Borg tenta il suicidio ed è proprio la Bertè a salvarlo. Alla fine i due si sposano nel settembre del 1989, ma la coppia resta sempre sotto attacco della stampa scandalistica soprattutto svedese che non vede di buon occhio le nozze del suo campione con la trasgressiva italiana. Nel 1991 Loredana torna a cantare in Italia, e nonostante il bel brano che presenta, di Pino Daniele, riceve una accoglienza fredda. Saranno le difficoltà sul lavoro o il matrimonio che va di male in peggio ma la mattina del 24 aprile la cantante viene ricoverata all'ospedale Fatebenefratelli a Milano in seguito ad un tentato suicidio, a due anni di distanza da quello del marito. E’ un periodaccio e l'11 aprile 1992, la cantante viene nuovamente ricoverata per un collasso da stress ed è in quest'occasione, che la sorella Mia Martini riesce a riallacciare il loro rapporto dopo anni di rottura. Nello stesso periodo, Loredana si decide finalmente a lasciare Björn Borg e la città di Stoccolma, preparandosi ad un ritorno alla musica.

ANNI '90
Dopo il divorzio, la Bertè torna in Italia e ricomincia a cantare e duetta con Mia Martini al Festival di Sanremo in Stiamo come stiamo. In estate partecipa al Festivalbar con il successo Mi manchi, uno dei diversi pezzi dell'album dedicati all'ex-marito Björn Borg. Nel 1994 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con Amici non ne ho, un pezzo particolarmente autobiografico. Nel 1995 propone, sempre al Festival di Sanremo, la canzone ANGELI & angeli, che però non riesce a bissare il successo di Amici non ne ho. Nel mese di maggio dello stesso anno, ecco una disgrazia terribile colpire Loredana con la tragica morte della sorella Mia, evento che segnerà la vita della Bertè e che sarà il motivo ricorrente di ispirazione per le opere future.  Da allora la carriera di Loredana Bertè tra alti e bassi è comunque continuata e anche in questo periodo non sempre splendente, la cantante può vantare grandi successi. Dal 18 aprile 2015, insieme a Sabrina Ferilli e Francesco Renga, è giurata fissa nella quattordicesima edizione di Amici di Maria De Filippi: un impegno con cui riguadagna una grossa visibilità, conquistando il favore della critica, che la definisce "il vero pilastro di questa quattordicesima edizione". Al termine delle registrazioni, la De Filippi dichiarerà: “Loredana Bertè è stata una conferma per me. Per anni non le veniva riconosciuto quanto meritava. Come giurata è stata puntuale, precisa, a volte brusca, a volte dolce. È stata l'unica giurata che in segno di rispetto si è alzata quando entrava un suo collega. Questa generosità parte da chi ha un animo puro. Fare il giudice a The Voice o X Factor è molto più facile, come a Tu sì que vales o Italia's got talent. Ad Amici è più difficile”.  
L’ultima fatica di Loredana è un album prodotto da Fiorella Mannoia,  Amici non ne ho... ma amiche sì!, per festeggiare i 40 anni di carriera della Bertè.

di Anna Paratore

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