I cento anni di Kirk Douglas: vita privata e professionale sotto lente

19 dicembre 2016 ore 13:05, intelligo

di Anna Paratore

Quello è l’anno in cui Albert Einstein pubblica la teoria della relatività, e in Italia per la prima volta viene introdotta l’ora legale.  E’ anche l’anno in cui Pancho Villa scatena la guerra con gli Stati Uniti, e in Irlanda inizia la Easter Rising, meglio nota da noi come ribellione di Pasqua. In Austria muore Francesco Giuseppe, e in Francia inizia la battagli di Verdun mentre l’Italia dichiara guerra alla Germania.  E’ il 1916, ed è anche l’anno in cui nasce un bambino destinato a vedere il terzo millennio e anche a lasciare un segno nella cinematografia mondiale. Lui si chiama… Kirk Douglas, che ha compiuto 100 anni il 9 dicembre scorso, nasce ad Amsterdam, ma non la città olandese, bensì un piccolo centro alle porte di New York. E’ figlio di immigrati bielorussi, ebrei, originari di Chavusy, Voblasc' di Mahilëu, il suo vero nome è Issur Danielovitch Demsky, ma lo cambierà presto per assecondare la sua carriera. Una carriera che inizia subito dopo la laurea in lettere che acquisisce giovanissimo, e il diploma all’American Academy of Dramatic Arts, dove si rileva come uno dei migliori allievi.

Partecipa alla Seconda Guerra Mondiale servendo gli Stati Uniti in Marina, e quando finisce il suo turno di servizio, inizia a lavorare a Broadway, in teatro. E’ bravo, e non gli costa troppo ottenere una scrittura. E’ a questo punto che cambia nome, quando gli fanno notare che “Isadore Demsky” può magari non far ridere sul cartellone di una recita studentesca, ma non è certo adatto a una locandina di un teatro. Si opta quindi per Kirk, nome del personaggio dei fumetti preferito dal giovane Demsky, e per Douglas, cognome dell’insegnante preferita all’ Accademia di recitazione. Kirk Douglas: gli porterà fortuna.

I cento anni di Kirk Douglas: vita privata e professionale sotto lente
Arrivano anche i primi contratti cinematografici,  e ci si accorge subito che il suo volto dai lineamenti duri, severi, che sembra scolpito nel legno così come il suo fisico atletico, muscoloso ma scattante, non si addicono a ruoli frivoli o al personaggio romantico di una commedia. Dopo aver interpretato un giovane procuratore distrettuale nel film Lo strano amore di Marta Ivers (1946), si fa conoscere dal pubblico interpretando il ruolo di un pugile dalle poche qualità umane in “Il grande campione” (1949). Ma la consacrazione nel firmamento cinematografico arriva però nel 1951 con L’asso nella manica, di Billy Wilder, dove Douglas è Chuck Tatum, un giornalista senza scrupoli che specula sul dramma di un minatore intrappolato dopo il crollo in una miniera, cui seguono Pietà per i giusti di William Wyler (1951), dove interpreta un poliziotto spietato e Il bruto e la bella (1952) di Vincente Minnelli, dove Kirk è panni di uno spietato produttore.

Il 1954 è un anno fondamentale nella vita di Douglas. Prima di tutto per quanto riguarda il suo privato. Kirk si sposa una prima volta nel 1943 con l’attrice inglese Diana Dill da cui ha due figli, Michael nato nel 1944 e divenuto se possibile anche più famoso del padre, e Joe, nato nel 1947, oggi produttore di successo. La coppia si separa nel 1951. Tre anni dopo ecco l’incontro con la produttrice Anne Buydens, e un nuovo matrimonio da cui nascono altri due figli  Peter Vincent (1955) ed Eric (1958), quest’ultimo venuto a mancare nel 2004, a 46 anni, per un’overdose di stupefacenti.  Con Anne Buydens, che oggi ha 97 anni, Kirk forma la coppia più solida di Hollywood, visto che il loro matrimonio va avanti da 63 anni e senza che ci sia mai stata tra loro una vera crisi. Anzi. A chi domanda a Kirk il segreto della sua longevità, lui ne dà il merito sempre alla moglie, sostenendo che un’unione solida, dove ami e sei amato, è il vero elisir di lunga vita.

Oltre al felice matrimonio con Anne, il 1954 porta a Kirk la nascita della sua casa di produzione, la Bryna production (dal nome della mamma, che però tutti chiamavano Bertha), con la quale poi realizzerà tutti i suoi più grandi successi. Arrivano a quel punto nel 1956 Brama di vivere,  sulla vita del pittore Vincent van Gogh, diretto da Vincente Minnelli, e nel 1957 uno dei più grandi film di sempre, Orizzonti di gloria, pellicola diretta da Stanely Kubrik contro un certo mondo militarista che qui viene mostrato sotto la sua luce peggiore.  Poi, sempre sotto la guida di Kubrik, Kirk interpreterà Sparacus, tratto dall'omonimo romanzo di Howard Fast (1952) che narra la vita dello schiavo che sfidò la Repubblica romana: il gladiatore trace Spartaco. Nel 2007 l'American Film Institute l'ha inserito Spartacus all'ottantunesimo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi.  Nella lunghissima carriera di Douglas, ci sono poi da ricordare alcuni western come Il grande cielo (1952) e Sfida all’O.K.Corral (1957). Tra altri film dell’attore degni di nota, ricordiamo I vichinghi (The Vikings), regia di Richard Fleischer (1958); Il giorno della vendetta (Last Train from Gun Hill), regia di John Sturges (1959); L'occhio caldo del cielo (The Last Sunset), regia di Robert Aldrich (1961); I cinque volti dell'assassino (The List of Adrian Messenger), regia di John Huston (1963);  Per soldi o per amore (For Love or Money), regia di Michael Gordon (1963); 7 giorni a maggio (Seven Days in May), regia di John Frankenheimer (1964); Combattenti della notte (Cast a Giant Shadow), regia di Melville Shavelson (1966); Parigi brucia? (Paris brûle-t-il?), regia di René Clément (1966); Uomini e cobra (There Was a Crooked Man...), regia di Joseph L. Mankiewicz (1970); Una volta non basta (Jacqueline Susann's Once Is Not Enough), regia di Guy Green (1975); Fury (The Fury), regia di Brian De Palma (1978), quest’ultimo un grande successo al botteghino; Countdown dimensione zero (The Final Countdown), regia di Don Taylor (1980); Due tipi incorreggibili (Tough Guys), regia di Jeff Kanew (1986); Oscar - Un fidanzato per due figlie (Oscar), regia di John Landis (1991); Diamonds, regia di John Mallory Asher (1999); Vizio di famiglia (It Runs in the Family), regia di Fred Schepisi (2003); Illusion, regia di Michael A. Goorjian (2004).

Kirk Douglas ha ricevuto 3 nomination all’Oscar, ma ne ha vinto solo uno, alla carriera, nel 1996. E’ anche stato insignito della Medaglia presidenziale della libertà dal Presidente Jimmy Carter. Riguardo ai Golden Globe, Kirk ha ricevuto una nomination per Pietà per i giusti (1952), un’altra nomination al miglior attore protagonista per Il bruto e la bella (1953) e ha poi vinto uno nel 1957 come migliore attore drammatico, per il film Brama di vivere. Infine ha ricevuto un altro Golden Globe alla carriera nel 1968. Ai Laurel Awards del 1961 è stato anche nominato miglior attore drammatico per Spartacus. In questi ultimi anni, insieme all’inseparabile moglie, si dedica quasi esclusivamente alle opere di bene, soprattutto riguardo l’assistenza ad attori poveri a cui ha destinato somme davvero ingenti. 

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