Che fine ha fatto Edoardo Bennato?

02 agosto 2017 ore 9:59, intelligo
E’ stato lui, Edoardo Bennato, dopo le contestazioni degli anni ’70 che indussero masse di giovani scalmanati a distruggere i palchi dei concerti di Carlos Santana, Led Zeppellin e Lou Reed, ad aver riportato la musica negli stadi, ad aver ridato il via ai concerti per migliaia di spettatori. Ammette: “Ebbene sì, c'ero io al San Paolo nel 1978, c'ero io a San Siro nel 1980 davanti a settantamila spettatori. A seguire venne un tour con quindici concerti negli stadi, un giorno sul palco e un giorno di stop. Tutto organizzato in autonomia con le persone del mio staff senza multinazionali alle spalle...” Eppure, forse tutto quello che ha fatto e significato per la musica italiana, non gli è mai stato davvero riconosciuto. 
Che fine ha fatto Edoardo Bennato?
Dice: “Ci sono stati anni in cui vendevo più di chiunque altro, ma i giornali nazional-popolari di grande tiratura non mi hanno mai messo in copertina”. Un po’ di rammarico in queste parole? Possibile,  ma comunque non si può non essere orgogliosi per una carriera come la sua. Soprattutto, di un talento come il suo…
Edoardo Bennato nasce a Napoli, quartiere di Bagnoli, nel luglio del 1946, figlio di un impiegato dell’Italsider, Carlo,  e di una casalinga, Adele, che hanno anche altri due figli, Eugenio e Giorgio.  Mamma Adele ha una vera e propria passione per la musica così invoglia i figli a studiarla. Edoardo segue volentieri le indicazioni materne forse perché avverte di avere in sé il talento necessario, e perché, soprattutto, adora il neonato rock’n’roll  che è arrivato in Italia proprio con la fine della guerra.  Così, nella sua stanza, Edoardo colleziona i primi dischi di artisti come Paul Anka, Chuck Berry, Elvis Presley e Neil Sedaka. Adora quei ritmi indiavolati, Edoardo ma, al tempo stesso, è anche un ragazzino napoletano, e non può non subire l’influenza di famosi artisti locali dell’epoca, come Renato Carosone, Peppino di Capri e Aurelio Fierro, e soprattutto la magia della sua Napoli, e di Bagnoli, che nel tempo torneranno spesso nelle sue composizioni.
All’epoca, però, come abbiamo già visto per tanti altri cantanti italiani nati negli anni del dopoguerra, Edoardo è impegnato a mettere su un complessino, e lo fa con i suoi fratelli. Lui canta e suona la chitarra, Eugenio la fisarmonica e Giorgio è alle percussioni. E’ il 1958 e il Trio Bennato comincia ad esibirsi in piccoli locali, dopolavoro, teatrini di periferia fino a che, nel 1959, non viene chiamato in TV nel programma Il nostro piccolo mondo, realizzato da Zeitta Liù. Sono bravi i tre fratelli, e vengono notati dall’armatore partenopeo Aldo Grimaldi che li scrittura per esibirsi sulle sue navi da crociera che si dirigono in Sudamerica e Venezuela

Sono lunghi viaggi per i tre giovanissimi, ma saranno solo i primi di tantissimi altri, come racconta Edoardo stesso: “Ci sono prospettive di Valparaiso e di Viña Del Mar in Chile che mi sono familiari, essendoci stato tre volte, e così pure, angoli e stradine di Copenaghen, Londra e Zurigo. Anche di Rio De Janeiro e Buenos Aires conosco luoghi, spiagge ed itinerari, e nei Caraibi ci sono stato la prima volta a 12 anni d'età e ci sono ritornato almeno una ventina di volte, tra Cuba, la Jamaica, S. Domingo, Guadalupe, St. Lucia e tutte le isole di sottovento. E' stata una fortuna aver visitato ripetutamente e convulsamente tante parti del mondo.”
Intanto, però, Edoardo studia e si diploma, e decide di trasferirsi a Milano per iscriversi alla facoltà di Architettura, ma anche per avvicinarsi ai luoghi dove la musica si produce davvero. E’ sempre mamma Adele a consigliarlo di provare a rivolgersi alla Dischi Ricordi, dove Edoardo conosce il direttore artistico Vincenzo Micocci. Micocci, però, di lì a poco torna a Roma e fonda la Parade (con Carlo Rossi e Ennio Morricone), che lo prende sotto contratto e gli fa incidere il primo 45 giri della sua carriera, Era solo un sogno, lato B Le ombre. L’esperienza però non decolla e Edoardo se ne torna a Milano, dove entra in contatto con Herbert Pagani. I due cominciano a collaborare, con Pagani che scrive i testi, ed Edoardo la musica. Nascono così Cin cin con gli occhiali (1968), Ahi le Hawai (1969) e Fuoco bianco (1970), cantati dallo stesso Pagani. L’accoppiata funziona, e i due ragazzi vengono messi sotto contratto dalla Numero Uno, l’etichetta di Mogol e Battisti. Arriva il 45 giri Marylou/La fine del mondo proprio mentre Edoardo si laurea in architettura con la tesi sulla «Ristrutturazione della zona dei Campi Flegrei con particolare riferimento alle reti di trasporto urbano collettivo», e comincia ad impegnarsi componendo soprattutto canzoni. Nel 1970 scrive Perché... perché ti amo (insieme al fratello Eugenio per la musica, su testo di Mogol) per i Formula 3, nel 1971 Lei non è qui... non è là per Bruno Lauzi. Nello stesso anno esce un secondo 45 giri, contenente 1941, cover di una canzone dallo stesso titolo di Harry Nilsson, scritta da Mogol e Alessandro Colombini. 

L'anno dopo è la volta di Good Bye Copenaghen e Marjorie, che sono le prime due canzoni a essere scritte interamente, testo e musica, da Edoardo. Purtroppo, commercialmente parlando, i dischi non hanno successo. Così Edoardo torna alla Ricordi dove scrive per altri cantanti come Michele e Bobby Solo. Ma malgrado una varia produzione anche di brani per sé, il primo discreto successo di Edoardo arriva nel 1974 con un 45 giri: Meno male che adesso non c'è Nerone e Parli di preghiere. E’ poi la volta di Io che non sono l’imperatore, un LP che non va male, e di canzoni come Signor censore, Feste di piazza, Io per te Margherita, e Affacciati affacciati che prende di mira il Papa Paolo IV, suscitando non pochi vespai. Nel 1976 esce La torre di Babele, e nel 1977 Burattino senza fili, entrambi gli album di buon successo. Soprattutto il secondo, che è la rivisitazione allegorica della favola di Pinocchio. I due album hanno anche una ricchezza musicale davvero unica, spaziando dal rock alla musica da camera in un impasto di stili, sempre giusta per il pezzo che accompagna. 
Finalmente, arrivano i grandi successi. Dopo l’ottima accoglienza di Burattino senza fili, è la volta di Sono solo canzonette. Come per l’album che richiama alla favola di Pinocchio, qui in Sono solo canzonette il richiamo è alla storia di Peter Pan. Nell’album il brano maggiormente ispirato è L’isola che non c’è.  Quelli sono gli anni d’oro di Bennato, tra dischi, album, collaborazioni, concerti e trasmissioni televisive, e brani che viaggiano tra il rock e la musica lirica, “tra echi rinascimentali e swing, tra sintetizzatori e ciaramelle, fino a quello che forse può essere considerato il manifesto spirituale dell'autore: ‘sono solo canzonette, non mettetemi alle strette’ “, come scrivono di lui importanti critici. Dal 1980 in poi, escono gli album: È arrivato un bastimento (Ricordi EB5509) 1983;  Kaiwanna (Ricordi EB79); [in alcune versioni CD è stata aggiunta come nona traccia Nisida (singolo del 1982), in altre E invece no (singolo del 1981)] 1985;  OK Italia (Virgin, EBLP 09) 1987;  Abbi dubbi (Virgin, EBLP 955) 1989; È asciuto pazzo 'o padrone (Virgin VDI 135, con lo pseudonimo Joe Sarnataro; registrato insieme ai Blue Stuff; ristampato nel 2004 dalla Cheyenne Records, CYR 014) ; Il paese dei balocchi (Virgin VDI 136) 1992;  Se son rose fioriranno (Virgin 8 39665 2) (ripubblicato nel 1995 con 2 brani addizionali) 1995;  Le ragazze fanno grandi sogni (EMI 7243 8 35567 2 4) (Pubblicato anche in vinile in 1.700 esemplari dalla EMI, 7243 8 35567 1 7) 1995;  Sbandato (FonitCetra CDL 420) 1998; - L'uomo occidentale (WEA 5050466486424) 2003; Le vie del rock sono infinite (Mercury 0602527350769) 2010;  Pronti a salpare (Universal) 2015. Più gli album dal vivo: È goal! (Edoardo Bennato live) (Ricordi EB 5519) (Con un inedito)1984;  Edoardo live (Virgin, 2EB 209) 1987;  Live RTSI (RTSI Music: registrazioni del 1979)(Sony Music Italia) 2001;  ...Io c'ero... (Cheyenne Records, CYR 018; registrato dal vivo il 26 gennaio 1976 al "Tenda circo" di Roma) 2006;  Canzoni Tour 2007 (Cheyenne Records, CYR 021; registrato dal vivo in studio dei brani suonati dal vivo nel 2007) 2007; Canzoni Tour 2008 (Cheyenne Records, CYR 024; registrato dal vivo, nuove registrazioni in presa diretta e 3 inediti 2008);  MTV Classic Storytellers (Universal Music) 2010;  Canzoni Tour 2011 (Cheyenne Records CD+DVD dal vivo;contiene l'inedito "Italiani" composto per celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia)2011;  Edoardo Live Tour 2012 (Cheyenne Records CD doppio dal vivo;contiene il brano "Un'estate italiana" lo storico inno dei mondiali 1990 mai pubblicato dal vivo sino ad oggi)2012. Più antologie, colonne sonore, decine di singoli  e un’incredibile mole di canzoni scritte per altri interpreti. 
Insomma, un artista prolifico, innovatore, capace di creare sound destinati a durare ma che poco viene considerato nel suo paese, dove magari gli hanno preferito artisti di minor spessore. 

#bennato #edoardobennato 

di Anna Paratore
autore / intelligo
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