Referendum, Prestipino: "Io voto Sì perché senza riforme sarà terzo mondo"

02 dicembre 2016 ore 15:55, Andrea De Angelis
"Con il Sì i nostri ragazzi si sentiranno cittadini tutelati da Nord a Sud, da Est a Ovest". Così Patrizia Prestipino, membro della Direzione Nazionale del Pd e insegnante, nell'intervista a IntelligoNews spiega agli italiani perché votare Sì domenica 4 dicembre. Aggiunge ancora Prestipino: " Berlusconi, Brunetta e altri provarono nel 2006 a cambiare la Costituzione in senso sì autoritario. Oggi si viene a dire a Renzi che è il ducetto quando nella riforma non c'è scritto da nessuna parte". Anzi, secondo l'esponente democratica "non è vero neanche che la seconda Camera non può mettere bocca, quella roba appartiene alla riforma di Berlusconi che gli italiani a giugno del 2006 bocciarono" 

Cosa devono votare domenica gli italiani?

"Volete che parli da dirigente politico, da cittadina o da insegnante?"

Partiamo da insegnante perché in questa campagna referendaria si è parlato molto del futuro dei nostri figli. 
"Nei ragazzi c'è molta ignoranza in generale, ma quando trovano insegnanti motivati si mostrano interessati. Oggi nella mia classe abbiamo dedicato un'ora alla riforma costituzionale leggendo due pagine del libro di educazione civica dove si parla del bicameralismo perfetto. Ho detto loro che se vincerà il Sì, l'editore sarà costretto ad aggiornare il testo perché avremo un monocameralismo. Mi permetta di fare una battuta. Ieri spiegavo la differenza tra Catone il Censore, conservatore, e gli Scipioni che invece volevano cambiare la cultura romana. Alla fine hanno vinto gli Scipioni e Roma è migliorata. Allora due mi hanno detto: 'Professoré, insomma Catone è come quelli che votano No al referendum?'. Perché ho detto loro che Roma aveva fatto un balzo in avanti". 

Referendum, Prestipino: 'Io voto Sì perché senza riforme sarà terzo mondo'
Grillo ha invece parlato di serial killer riferito al Sì e ai nostri figli. Come cambia l'Italia a seconda dell'esito del voto del 4 dicembre?

"Se vince il Sì, i nostri figli vivranno in un Paese migliore grazie alla snellezza delle pratiche dell'iter legislativo e della chiarezza nei rapporti tra Stato e Regione. Quando nel 2001 il Governo D'Alema portò al decentramento, il funzionamento di determinati settori della vita dei cittadini è cambiato di regione in regione. Venti realtà diversificate. Con il Sì invece i nostri ragazzi si sentiranno cittadini tutelati da Nord a Sud, da Est a Ovest". 

Se vince il Sì rischieranno anche di avere un uomo solo al comando che sceglierà il Presidente della Repubblica e i giudici della Corte Costituzionale?
"Ma non è vero! Berlusconi, Brunetta e altri provarono nel 2006 a cambiare la Costituzione in senso sì autoritario. Oggi si viene a dire a Renzi che è il ducetto quando nella riforma non c'è scritto da nessuna parte! Non c'è un rafforzamento del potere del premier, ma solo un monocameralismo che permetterà maggiore velocità ed efficienza. Non è vero neanche che la seconda Camera non può mettere bocca, quella roba appartiene alla riforma di Berlusconi che gli italiani a giugno del 2006 bocciarono". 

Cosa fa dunque questa riforma?
"Semplifica l'iter legislativo e le competenze tra Stato e Regioni come turismo, grandi infrastutture, energia, ambiente e parte della Sanità che tornano così al cervello centrale che è lo Stato. Serve dunque anche a rendere migliore la qualità della vita dei cittadini perché siamo un Paese del terzo mondo". 

L'ultima domanda la faccio invece al dirigente del Pd. Se vince il Sì si va comunque al voto o Renzi ha intenzione di governare un anno e mezzo con quello che sarebbe gioco forza il vecchio Senato? Si vota lo stesso?
"Non credo, il rischio invece è totale se vince il No. Conosco Renzi, ha formato questo Governo per fare le riforme. Glielo chiese Napolitano che subordinò il suo secondo mandato all'obbligo di fare le riforme. Bacchettò il Parlamento. Renzi prese poi il Governo e mantenne fede a quello che gli chiese Napolitano, così come l'Europa perché siamo rimasti nell'Ue il Paese fanalino di coda per quanto riguarda le riforme". 


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