Che fine ha fatto Enrico Lucci de Le Iene?

02 marzo 2017 ore 9:36, intelligo
L’ultima sua “incursione” – perché solo così si possono definire i suoi interventi nei posti e nelle situazioni più disparate – è avvenuta l’altro giorno all’assemblea della minoranza PD dove, vestito con un cappotto dell’Armata Rossa, ha tentato senza successo di parlare con Bersani. L’ex leader PD, infatti, gli ha risposto che non avrebbe parlato con lui se non si fosse presentato vestito seriamente. Lucci, dal canto suo, per niente impressionato da quel diniego che probabilmente si aspettava, ha commentato: “Conosco la differenza tra una buffonata e il giornalismo sedicente serio. Ma spesso con le buffonate racconti le cose meglio che con l’italiano forbito da gentiluomo. Pensa che in questo insensato dibattito nel Pd sia io l’unico pagliaccio?” E ancora: “Mi piace fare il buffone, esiste la liberta di informazione e quella di satira. Magari qualcuno non ride, io sono un giornalista che fa il cretino e anche un giornalista cretino. Ma il moralismo non mi piace, a volte anch’io indosso il cachemire ma facendo il pagliaccio ho raccontato cose che i giornalisti in cachemire non sono riusciti a vedere” 
Enrico Lucci nasce a Velletri, classe 1964, e probabilmente tenta il suo primo intervento satirico già in sala parto, perché essere sempre pungente, e porgere domande difficili alle quali rispondere sembra essere proprio la sua missione nella vita. Comunque, prima di darsi alla professione dell’”inviato cattivo”, si laurea in Lettere con indirizzo in Storia Contemporanea, frequentando per lunghi anni una delle facoltà più politicizzate e più rosse della Sapienza.  Non a caso diventa presto uno dei principali esponenti del movimento studentesco della Pantera mentre inizia a collaborare con qualche piccola emittente locale soprattutto tra quelle più vicine ai centri sociali. E del resto, è proprio nei centri sociali che cresce, e consolida la sua ideologia. Infatti, se gli si pone la domanda “cosa volevi fare da grande?” lui ti risponde candidamente: “Il poeta e il segretario del Partito Comunista Italiano, il P.C.I.”.
Così, il suo essere tanto apertamente di sinistra, lo fa avvicinare alla RAI, precisamente a RAI3 dove solo grazie  a una certa connotazione politica vieni preso in considerazione nei programmi d’informazione e di approfondimento.

Collabora ad alcune trasmissioni, tra cui Scirocco, Il Giro d’Italia, Feste e Vacanze, e nel 1996 vince la seconda edizione del premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi  con la trasmissione Telesogni. E’ a questo punto che la sua vita professionale subisce un drastico cambiamento: è il 1997 ed Enrico realizza il suo primo servizio per Le Iene per le quali intervista Teodoro Buontempo.   Se gli si domanda quale sia la prima dote per essere una buona Iena, Lucci risponde di getto “avere incoscienza critica”, un concetto che è poi meno surreale di quello che sembra.
Al servizio de Le Iene, Lucci resta circa vent’anni, intanto però collabora anche ad altre trasmissioni televisive Mediaset, come Vacanze, che nel 2000 conduce su Italia1, e Lotta di Classe, sulla stessa rete nel 2002, per arrivare nel 2003 a trovare anche il tempo per scrivere un romanzo Tutto può ancora accadere – Aspettando Tony Randine. Nel 2005 recita nel film Vieni via con me di Carlo Ventura e negli anni  2006,  2008 e  2011 si reca nella Repubblica Dominicana per intervistare Luciano Gaucci in latitanza. Ci riesce, e l’intervista fa scalpore, arrivando ad aprire la strada per un ritorno in Italia del bancarottiere romano.
Poi, nel 2016 e con grande sconforto dei suoi amici e dei compagni di lavoro, Lucci lascia Le Iene e firma un contratto con RAI2, per partecipare al programma di Alessandro Sortino,  Nemo - Nessuno escluso, in onda dal 12 ottobre 2016, un talk show che condurrà con Valentina Petrini. Purtroppo, però, il programma si scopre un vero e proprio flop, con ascolti bassissimi, e share assestato sempre intorno al 3,5%. Questo trend negativo si è rivelato fin dalla prima puntata del 12 ottobre. Dicono del programma: “Pur avendo creato un consistente traffico sui social network, la nuova creatura di Alessandro Sortino non ha mantenuto le aspettative della vigilia. Ed è immediatamente crollato non riuscendo a suscitare alcun interesse da parte del pubblico.” Ciononostante, proprio in questi giorni il programma è stato ripreso dalla rete.
E poi? Chissà cosa c’è di altro nel futuro di Lucci, che ha risposto ad alcune domande poste dall’Hiffington Post. Ad esempio se si sentisse ancora Iena: “Quello che facevamo vent’anni fa a Le Iene aveva senso perché andavamo da ministri che non volevano parlare mai, o solo con giornalisti leccapiedi. Il precursore è stato Piero Chiambretti col Portalettere poi siamo arrivati noi, la politica era un mondo protetto. Piano piano è cambiato tutto, ora vedi l’aggressività fine a stessa. Sono cambiato anch’io, oggi sono più il bambino scemo che fa domande casualmente ingenue, che l’aggressore. L’aggressione non m’appartiene".
Alla luce di quanto detto, un talentuoso, incontenibile e imprevedibile come Lucci, che ci sta preparando?
  Forza Enrico! Ed ecco il tweet, arrivato in redazione, che informa sulla sua attuale conduzione!       
                                                                                                                                                                         
di Anna Paratore

#chefinehafatto #enricolucci #iene
       
                                                                                                                                                                                                                                        
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