A vent’anni dalla morte, è ancora Marcello Mastroianni

20 dicembre 2016 ore 11:20, intelligo
di Anna Paratore

Era nato in una famiglia modesta, in anni in cui o si era ricchi o quasi si faceva la fame. Perciò aveva sviluppato un rapporto con il cibo che lo rendeva quasi famelico, tanto che tendeva ad abbuffarsi appena gli era possibile. Dal set del film I girasoli, De Sica scrisse in una lettera alla figlia Emi: “È arrivato Mastroianni, più grasso del solito, non rinuncia a mangiare. Mi ha promesso che in questi due giorni che lo separano dal primo giro di manovella dimagrirà due chili". E lui stesso non faceva mistero di questa passione. Disse: “Alla fine della vita ricordo di più l'odore del cibo di mia nonna che aver incontrato Greta Garbo. Sono un italiano medio e mi piace questa normalità”.
Lui si chiama Marcello Mastroianni, e nasce nel 1924 a Fontana Liri, paesino all’epoca in provincia di Terra del Lavoro, oggi Frosinone, a pochi chilometri da Roma. E’ figlio di Ottone Mastroianni e di Ida Irolle, originari entrambi del vicino paese di Arpino. Ben presto però la famiglia si trasferisce a Torino per lavoro e lì nasce suo fratello Ruggero.  Dopo qualche anno, però, i Mastroianni arrivano a Roma, e vanno a vivere nel popolare quartiere di San Giovanni, dove il giovane Marcello frequenterà le scuole.  Proprio a Roma, Marcello ha la fortuna di poter fare fin da ragazzino la comparsa a Cinecitta,  in pellicole come Marionette di Carmine Gallone, La corona di ferro di Alessandro Blasetti, in Una storia d'amore di Mario Camerini, e nel capolavoro di De Sica I bambini ci guardano. Poi, con lo scoppio della guerra, anche l’attività di Cinecittà rallenta e Marcello si concentra sugli studi prendendo nel 1943 il diploma di Perito Tecnico presso l'Istituto Tecnico Industriale Statale Galileo Galilei Roma.  In quel periodo, Marcello aderisce alla RSI a Dobbiaco nei ranghi dell'Istituto geografico militare, e  lavora anche per l'Organizzazione Todt, una impresa di costruzioni che operò, dapprima nella Germania nazista, e poi in tutti i paesi occupati dalla Wehrmacht.
Superato il periodo della guerra, Mastroianni riesce a far dimenticare il suo periodo fascista comune alla maggior parte degli italiani, e torna a Cinecittà per cercare di sfondare nel mondo del cinema. Per questo prende anche lezioni di recitazione.  Conosce in questo periodo un’altra aspirante attrice, la bellissima Silvana Mangano, e tra loro nasce anche una breve storia d’amore.  Finalmente, nel 1948 arriva una parte nel film I miseriabili, di Riccado Freda, e viene notato da Luchino Visconti che gli offre il primo ruolo in teatro da protagonista in Rosalinda o Come vi piace un’opera di Shakespeare che viene presentata all’Eliseo di Roma. Seguirà la messa in scena di Un tram che si chiama Desiderio, il famoso dramma di Tennessee Williams dove Mastroianni interpreta Mitch, mentre la sua controparte Kowalsky viene interpretata da Vittorio Gassmam.
Chi lavora con Marcello si accorge subito che il giovanotto è dotato. Da una parte, anche se ancora acerbo, sa recitare e ha grandi possibilità di miglioramento, dall’altra è un ragazzo molto bello, con le physique du rôle adatto a fare “l’attor giovane” nelle commedie brillanti dell’epoca. E così eccolo di nuovo sui grandi schermi in varie produzioni, come Domenica d'agosto, Parigi è sempre Parigi, Le ragazze di Piazza di Spagna pellicole leggere tra cui segnaliamo Peccato che sia una canaglia, di Blasetti dove per la prima volta Mastroianni recita con una giovane attrice, Sophia Loren, destinata in futuro a condividere con lui molti altri set. Alle commedie seguono altre pellicole, stavolta drammatiche e più impegnative, come Febbre di vivere di Claudio Gora, Cronache di poveri amanti di Carlo Lizzani e Le notti bianche di Luchino Visconti. Poi, con il 1958 arrivano due pellicole che consacrano definitivamente Mastroianni al successo nazionale: I soliti ignoti di Monicelli, e Adua e le compagne e di Pietrangeli. 
A trasportare il successo di Marcello Mastroianni oltre confine e a fare di lui un interprete internazione di prima grandezza, arrivano i film di Federico Fellini, primo tra tutti La dolce vita (1960) e 8 ½ (1963). Del successo che ottiene, la componente che gli pesa è la fama di latin lover, da cui tenta di liberarsi interpretando Il bell’Antonio, tratto da un romanzo di Vitaliano Brancati, dove interpreta il ruolo drammatico di un uomo giovane e bellissimo, da tutti considerato un “tombeur de femme” ma che in realtà è completamente privo di virilità.  La pellicola ha successo, ma non serve allo scopo per cui Marcello l’aveva girata: l’attore italiano continua ad essere l’oggetto del desiderio di donne di tutto il mondo.  
A vent’anni dalla morte, è ancora Marcello Mastroianni
E lui continua a mietere successi in patria e non, tanto che dopo aver vinto il nastro d’argento come miglior attore protagonista,
il premio BAFTA al migliore attore straniero, il Golden Globe per il miglior attore in un film commedia o musicale e infine anche la nomination all'Oscar al miglior attore per il film Divorzio all’italiana che a Cannes aveva ottenuto anche il premio per la miglior commedia, il settimanale americano Time gli dedica un servizio e l’incorona divo straniero più ammirato negli States. 
Grazie anche a un’attenta scelta dei copioni, Mastroianni mantiene alto anche il giudizio sul suo notevole talento. Interpreta I compagni (1963), di Mario Monicelli, Ieri, oggi, domani (1963), Matrimonio all'italiana (1964) e I girasoli (1970), e negli ultimi tre film citati, ritrova Sophia Loren al suo fianco, riuscendo a formare con lei uno dei sodalizi artistici più riusciti del cinema non solo italiano. Poi, nel 1966, Mastroianni debutta anche nella commedia musicale, interpretando per circa tre mesi il ruolo di Rodolfo Valentino in Ciao Rudy di Garinei e Giovannini, cantando e ballando tutte le sere e cercando di sfatare chiacchiera che gli pesava, quella di essere pigro. Il successo di pubblico fu notevolissimo, quello di critica molto meno e così, alla fine, pagando 100milioni di penale, Marcello abbandonò la commedia musicale.
Negli anni seguenti gira altre decine di film tra cui ricordiamo Questi fantasmi, non accreditato, di Renato Castellani (1967); Amanti di Vittorio De Sica (1968); Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Ettore Scola (1970) con una bravissima Monica Vitti;  Correva l'anno di grazia 1870 di Alfredo Giannetti (1971); Roma di Federico Fellini (1972); La cagna di Marco Ferreri (1972); La grande abbuffata di Marco Ferreri (1973); Allonsanfàn di Paolo e Vittorio Taviani (1974); C'eravamo tanto amati il capolavoro di Ettore Scola (1974) dove presenta un cameo; Divina creatura di Giuseppe Patroni Griffi (1975); La donna della domenica di Luigi Comencini (1975); Todo modo di Elio Petri (1976); Una giornata particolare di Ettore Scola (1977); La città delle donne di Federico Fellini (1980); Le due vite di Mattia Pascal di Mario Monicelli (1985); Maccheroni di Ettore Scola (1985); Ginger e Fred di Federico Fellini (1985);  Stanno tutti bene di Giuseppe Tornatore (1990); Verso sera di Francesca Archibugi (1990); Al di là delle nuvole di Michelangelo Antonioni e Wim Wenders (1995).  Impossibile citarli tutti…
Nella sua vita di uomo bellissimo, apprezzato, famoso, talentuoso e chi più ne ha ne metta, è evidente che Marcello Mastroianni sia stato molto amato, e non solo dalle sue innumerevoli fan. Mentre recitava al Teatro Eliseo di Roma conobbe l'attrice Flora Carabella che sposò nel 1950 e da cui ebbe una figlia, Barbara (1951). I due si separarono nel 1970 a causa delle numerose relazioni di lui, ma non divorziarono mai. Mentre era ancora il marito di Flora, ebbe un grande amore con Faye Dunaway, conosciuta sul set di Amanti. Travolti dalla passione, lei avrebbe voluto sposarlo e avere da lui dei figli, ma Marcello era troppo cattolico per divorziare. Nel 1971, sul set de La cagna conobbe l'attrice Catherine Deneuve, con cui ebbe una relazione dal 1971 al 1975 da cui nacque la figlia Chiara. Nel 1976 si legò alla regista Anna Maria Tatò, con la quale convisse fino alla morte che avvenne a Parigi, in 19 dicembre del 1996, quando Marcello Mastroianni venne stroncato da un tumore al pancreas che gli era stato diagnosticato solo pochi mesi prima
Nella sua lunga carriera di artista, ha collezionato un numero incredibile di premi. Tutti quelli che l’hanno conosciuto su una cosa sono concordi: Marcello Mastroianni è un uomo indimenticabile. 


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