Arte e moda in lutto: addio a Carla Fendi, imprenditrice e mecenate

20 giugno 2017 ore 7:40, Eleonora Baldo

A poche settimane dall’addio a Laura Biagiotti, il mondo della moda italiana affronta un altro grande lutto, dando l’addio a Carla Fendi, spentasi ieri sera a Roma dopo un periodo di malattia.

Quarta delle cinque sorelle – a rendere grande il marchio di famiglia, con lei anche Anna, Paola, Franca e Alda – che come amava sempre ricordare, citando la madre, componevano le dita di una mano, Carla Fendi lascia un grande vuoto non solo nell’azienda di famiglia ma anche nel mondo dell’arte e della musica, nel cui contesto da anni, grazie al legame profondo con il Festival di Spoleto, ma non solo, svolgeva una importante opera di mecenatismo.

Terminati gli studi classici, negli anni Cinquanta, Carla Fendi entra da subito nell’azienda di famiglia, inizialmente incentrata sulla lavorazione delle pellicce, e di concerto con le sorelle lavorò alacremente per renderla il grande marchio di moda internazionalmente conosciuto che è ancora oggi. Partita del settore amministrativo, l’imprenditrice perfezionerà la propria formazione cimentandosi anche nella produzione, nelle vendite, e nella progettazione, ambito in cui, per oltre 50 anni lavorò fianco a fianco con un altro grande nome della moda, Karl Lagerfeld, per poi approdare alla comunicazione e alla promozione del marchio, settore a cui dedicò il resto della sua vita.

Arte e moda in lutto: addio a Carla Fendi, imprenditrice e mecenate

Nel lavoro, a supportarla, il grande amore della sua vita, Candido Speroni, che per lei rinunciò alla carriera di farmacista, seguendola nella sua opera di magnificazione del marchio Fendi che raggiunse il suo culmine con l’approdo, a partire dai primi anni Sessanta, al mercato americano per poi espandersi successivamente ad altri importanti mercati internazionali.

Nell’ultimo decennio, Carla Fendi aveva iniziato a legare il proprio nome al mecenatismo, seguendo da vicino l’importante manifestazione spoletina denominata “Festival dei 2 mondi” sia durante il periodo di direzione da parte del maestro Carlo Menotti – con cui nacque una profonda amicizia – sia successivamente alla morte di questi, quando la direzione passò in mano a Giorgio Ferrara. Profondo il cordoglio da parte delle istituzioni del capoluogo umbro che con la morte della Fendi perde una delle sue più importanti guide e forze trainanti. "Con Carla Fendi scompare una straodinaria interprete del mondo della moda e una amica del Festival di Spoleto che ho amato tantissimo" il commento della presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini. “Sono affranto da questa notizia – ha fatto sapere, contattato al telefono il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli – che lascia sgomenta l'intera città. Certo di interpretare i sentimenti di tutti i cittadini sento di stringermi intorno ai famigliari, amici e collaboratori. Abbiamo avuto il piacere dfi conoscere una persona di altissimo livello culturale e di profonda sensibilità, valori che Carla Fendi ha sempre messo a disposizione della nostra città. Se oggi Spoleto è più bella lo dobbiamo anche a lei".

Ma il mecenatismo di Carla Fendi era troppo grande per fermarsi “solamente” alla manifestazione spoletina: da anni, infatti, l’imprenditrice si dedicava al sostengo dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, oltreché alla pubblicazione di opere letterarie e di libri e al supporto di iniziative per la tutela dell’ambiente, così come la creazione del presepe nella Basilica di Santa Maria in Montesanto a Roma, opera di Giosetta Fioroni. Tutte iniziative che dimostravano ancora una volta il grande amore che legava Carla Fendi al marito, scomparso dopo breve malattia nel 2014 e dal cui dolore pare non si sia mai del tutto ripresa. “Candido mi ha spinto a diventare mecenate” – amava ripetere – “credo molto all’importanza e al valore della bellezza come cultura e formazione nella mia esperienza di vita e di lavoro mi sono nutrita di bellezze estetiche, come costume ed evoluzione del sociale. Poi, questo rispetto per il bello l’ho dedicato alle bellezze artistiche che ci circondano: il bello come cultura e la cultura come linfa vitale. E come felicità, perché solleva lo spirito, è ossigeno in un mondo che ci travolge quotidianamente”.

caricamento in corso...
caricamento in corso...