Che fine ha fatto Liam Neeson?

20 marzo 2017 ore 11:40, intelligo
Nel 2015 ha rischiato di creare un vero e proprio problema per le produzioni di moltissimi film hollywoodiani quando, in una sua dichiarazione al quotidiano di Dubai Gulfe News mentre rispondeva a una domanda sull’attentato a Charlie Hebdo, ha definito la legge USA in vigore sulle armi “un vero e proprio disonore”. 

In quella circostanza e per tutta risposta, un famoso produttore di armi americano, per altro lo stesso che aveva fornito le armi usate sul set dallo stesso Neeson in alcune sue pellicole, aveva espresso pubblicamente tutto il suo rammarico riguardo le dichiarazioni ostili dell’attore, ma non solo. L’industriale aveva anche lanciato una sorta di appello all’intera industria delle armi americana, esortando tutti a boicottare i film di Neeson, evitando di fornire le armi alle produzioni, e di associare i loro marchi ai progetti dell’attore.   Bisogna dire, però, che l’attore già all’epoca di questo pronunciamento non si poteva dire estraneo a stentoree prese di posizione politiche, come quando nel 2014 era sceso in campo contro il sindaco di New York, Bill de Blasio, che voleva eliminare le carrozze a cavalli che circolavano all’interno di Central Park, sostenendo che quei mezzi turistici davano lavoro a molte famiglie di immigrati. Liam Neeson, e qui facendo clamore nel suo paese d’origine, si è anche dichiarato favorevole alla legalizzazione dell’aborto in Irlanda, facendosi così apostrofare come “raccapricciante” e “anti-cattolico”. Non a caso, quest’uomo è sempre stato il genero favorito di Vanessa Redgrave…
Liam John Neeson nasce a Ballymena nel 1952, nell'Irlanda del Nord, sotto il segno del Cancro, figlio di una cuoca e di un custode, che gli danno il nome del prete della locale parrocchia. Unico maschio di famiglia a parte suo padre – avrà tre sorelle, due maggiori e una minore – Lian  è fin da bambino pieno di contraddizioni. Da una parte determinato e testardo, dall’altro a volte è perfino insicuro, schivo, timido. Poche cose lo rendono felice, come il calore della sua famiglia, una scazzottata sul ring durante l’ora di ginnastica che gli fa abbracciare il pugilato , e una bella recita a teatro, dove si esercita sulle tavole del palcoscenico della locale filodrammatica da quando ha solo 11 anni.   
Potrebbe essere un mago dell’informatica, materia che studia, ma ben presto capisce che la sua carriera sarà tutta nel mondo della recitazione. Ha talento e un’ottima fisicità – è alto 1,91 – e comincia con piccole parti in film minori prima di essere Gesù in Pilgrim’s Progress di Ken Anderson, sua prima pellicola di un certo rilievo e approdare nel cast di Excalibur (1981), di John Boorman, dove interpreta uno dei cavalieri della Tavola Rotonda, Gawain. Sul set conosce Helen Mirren che nel film interpreta Morgana e tra i due nasce una storia d’amore che andrà avanti qualche anno e che, come diranno i due in seguito con una certa ironia, permise a Liam di trovare un agente. Nel 1984 è nel cast di Il Bounty di Roger Donaldson, accanto a star del livello di  Mel Gibson, Anthony Hopkins e Laurence Olivier.   Nel 1986 è padre Fielding nel pluripremiato e cruento Mission di Roland Joffé,  accanto a due altri mostri sacri della cinematografia mondiale, Rober De Niro e Jeremy Irons. Nel 1987 recita in Suspect-Presunto colpevole, e in un episodio della serie Miami Vice.   E’ in questa circostanza che decide di trasferirsi ad Hollywood dove nel 1990 ottiene il suo primo ruolo principale nel film Darkman di Sam Raini.  La grande fama, però, gli arriva solo tre anni dopo grazie a Steven Spielberg che lo chiama a interpreta il ruolo di Oskar Schindler nello struggente Schindler’s list.  La sua interpretazione di Oskar Schindler, tra l’altro, gli fece guadagnare grandi consensi e una candidatura al premio Oscar al miglior attore nel 1994, ma il riconoscimento fu assegnato a Tom Hanks per Philadelphia. In quell’anno, tra l’altro, Liam sposa il grande amore della sua vita, l’attrice Natasha Richardson, figla di Vanessa Redgrave e del regista Tony Richardson.  Un matrimonio felice e destinato a durare nel tempo da cui sono nati due figli, Michael (1995) e Daniel Jack (1996). Purtroppo, il 16 marzo del 2009, mentre era impegnata in una discesa sugli sci in Canada, accompagnata da un istruttore, Natasha cadde e batté violentemente il capo. Inizialmente non sembrò una cosa ma, nelle ore successive, l’attrice iniziò ad accusa violentissimi mal di testa che in breve la portarono al coma
Morì due giorni dopo il 18 marzo 2009, a soli 45 anni, al Lennox Hill Hospital di New York, per il trauma irreversibile con emorragia cerebrale innescato dalla caduta. Dichiarata la morte cerebrale, i medici spensero l'apparecchiatura che la e della famiglia. Gli organi di Natasha furono donati.
Intanto che la vita privata scorreva, anche la carriera di Liam andava avanti.  Dopo il capolavoro di  Spielberg, ecco Rob Roy, regia di Michael Caton-Jones (1995);  Prima e dopo (Before and After), regia di Barbet Schroeder (1996);   Michael Collins, regia di Neil Jordan (1996);   I miserabili (Les Misérables), regia di Bille August (1998);  Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma (Star Wars: Episode I - The Phantom Menace), regia di George Lucas (1999;  Haunting - Presenze (The Haunting), regia di Jan de Bont (1999);   Gun Shy - Un revolver in analisi (Gun Shy), regia di Eric Blakeney (2000);   K-19 (K-19: The Widowmaker), regia di Kathryn Bigelow (2002);   Gangs of New York, regia di Martin Scorsese (2002);   Love Actually - L'amore davvero (Love Actually), regia di Richard Curtis (2003);  Kinsey, regia di Bill Condon (2004);   Le crociate - Kingdom of Heaven (Kingdom of Heaven), regia di Ridley Scott (2005);   Batman Begins, regia di Christopher Nolan (2005); Breakfast on Pluto, regia di Neil Jordan (2005);  Caccia spietata (Seraphim Falls), regia di David Von Ancken (2006); Io vi troverò (Taken), regia di Pierre Morel (2008), tutte pellicole di alto o almeno buon livello per lo più dirette da importanti registi e con budget di tutto livello.
Dopo una sosta dovuta alla scomparsa dell’amata compagna, Liam ha ripreso l’attività di attore che continua ancora oggi ad alti livelli. 

di Anna Paratore

#Chefinehafatto #LiamNeeson #vita


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