Che fine hanno fatto i Trettré?

20 ottobre 2017 ore 10:38, intelligo
Lo spettacolo leggero italiano  può vantare da sempre una grandissima tradizione comica fatta da singoli artisti ma anche da piccoli gruppi. Tra questi, anche se ormai da parecchio non si vedono sui nostri schermi, è impossibile dimenticare tre comici napoletani che esplosero tra le scenografie di una trasmissione cult che ha segnato un’intera epoca sulle nostre TV, Drive in.  Stiamo parlando dei TreTrè,  e più precisamente di  Gino Cogliandro, Mirko Setaro ed Edoardo Romano.
Mirko Setaro, napoletano d’adozione, nasce a Firenze il 1° di Agosto del 1952, sotto lo splendente segno del Leone, che gli conferisce un carattere estroverso, allegro e disponibile nonché, all’occorrenza, accentratore, egocentrico e magari un po’ dispotico. Gino Cogliando, invece, nasce  Napoli il 10 ottobre del 1949 sotto il segno della bilancia, quindi riflessivo ma all’occorrenza determinato. Per finire c’è Edoardo Romano, anche lui di Napoli, dove è nato il 2 del 1942 sotto il segno de capricorno, quindi praticamente inamovibile quando si mette in mente qualcosa, ma anche uno con i piedi ben piantati per terra, inattaccabile dai canti di pericolose sirene. Tutti e tre sono poi simpatici, divertenti e talentuosi, ma finché non si riuniranno in un gruppo, non gli riuscirà di riscuotere il successo che meritano. Per la verità, nel 1975 con il nome di I Rottambuli, una sorta di trio comico viene fondato dal maestro Vessicchio, con Setaro e Romano. I Rottambuli si destreggiava nell'avanspettacolo, nel cabaret e nei locali notturni; tuttavia prima che il successo li baciasse in fronte, Vessicchio decide di proseguire il suo percorso di musicista e il suo posto viene rilevato da Gino Cogliandro.  E’ solo allora, nel 1976, che si realizza l’alchimia e Cogliandro, Setaro e Romano, reduci da numerose esperienze come attori e cantanti teatrali in tutto il territorio campano, fondano la fortunata compagine de I Tretré.  

Come nella miglior tradizione del teatro popolare napoletano, I Tretré  iniziano a portare in giro per l’Italia spettacoli e rappresentazioni comiche facendo tappa in luoghi simbolo per eccellenza della loro vocazione, come il teatro “Sancarluccio” di Napoli fino ad approdare al teatro “La Chanson” di Roma, aumentando via via il successo ottenuto tra il pubblico che anche della critica, mai troppo disponibile nei confronti del teatro popolare.  Naturalmente, il punto d’arrivo de I Tretrè in quegli anni è quello di tutti i comici del tempo che avessero speranza di sfondare a livello nazionale, e cioè il “Derby Club” a Milano, dove inevitabilmente i nostri entrano in contatto con tutti i grandi comici del futuro ancora sconosciuti alle grandi platee, come Teo Teocoli, Paolo Villaggio, Massimo Boldi, Diego Abatantuono, Cochi & Renato e I Gatti di Vicolo Miracoli con Jerry Calà.
Il rodaggio al Derby dà ovviamente i suoi frutti e molti addetti ai lavori notano il novello trio comico capace davvero di far ridere tanto. Ed ecco che arrivano le prime chiamate in TV, per la precisione in RAI, dove I Tretrè  partecipano, come conduttori o protagonisti, in numerose nuove trasmissioni televisive tra le quali: I-taliani (1988-90, una sitcom creata dallo stesso Setaro con la collaborazione di Lorenzo Beccati), Cabaret per una notte (1988), Trisitors (1989), Raimondo e le altre (1991), Il TG delle vacanze (1991), Buona Domenica (dal 1992 al 1994), Il gioco delle coppie beach (1995), Caro bebè e Retromarsch (1996).
Che fine hanno fatto i Trettré?

In tutto questo, circa a metà degli anni ’80 I Tretré approdano sul palcoscenico di quella che si rivelerà la trasmissione cult delle televisioni di Berlusconi, allora ancora Reti Fininvest. Ci riferiamo, come avrete capito, a Drive In, ideato da Antonio Ricci e Beppe Recchia  che ne cura la regia. I Tretré resteranno nel cast di Drive in per tre stagioni e, più precisamente, dal 1983 al 1986, arrivando così ad essere molto noti e molto apprezzati nelle case di tutti gli italiani.  Naturalmente, l’alto gradimento ottenuto dal trio fa piovere offerte di lavoro di tutti i tipi, compresa quella di incidere il classico disco che in quegli anni non si nega a nessuno. I comici vengono affidati alla Esquire Records, casa discografica specializzata nella produzione di dischi di cantanti italiani di secondo piano, artisti minori come Lou Sern, Tania Tedesco, Marina Marfoglia e  Den Harrow con il quale, incredibilmente, sfiorarono la conquista di un disco di platino. Nasce così Iammamare,  classico pezzo estivo a sfondo ritmico-melodico-napoletano, e lato B con un dimenticabile pezzo solo strumentale. Neanche a dirlo, il disco ottiene un più che  discreto successo, forse anche grazie ai tormentoni che il gruppo ha inventato e che vengo riprodotti in musica. 
Abbiamo già visto che dopo Drive In, i Trettré partecipano, come conduttori o protagonisti, a numerose trasmissioni televisive imperversando per anni nelle case degli italiani. Ma sebbene i moltissimi impegni, riescono a ritagliarsi il tempo anche per un’esperienza cinematografiche con tante piccole parti in pellicole differenti, e perfino nell’interpretazione di un intero film, Italian Fast Food (1986), trasposizione sul grande schermo delle loro gag del Drive In, non proprio un capolavoro, ma comunque una sorta di loro personale antologia di buon riscontro al botteghino.
Poi, con il trascorrere degli anni e il cambiare delle mode a tutti i livelli, I Tretré sono spariti dal panorama televisivo nazionale anche se in alcune circostanze i componenti del gruppo hanno continuato a lavorare nel mondo dello spettacolo, come ad esempio Mirko Setaro, che ha collaborato come autore in Mediaset, e Gino Cogliandro, che dal 1997 al 2005 è stato uno degli inviati della trasmissione Forum. Negli stessi anni, sempre Cogliandro, ha scritto e messo in scena diverse commedie, tra cui "Otello ma non troppo", "A volte se ne Vanno", "Cavoli all'ananas". Nel 2007/8 ha fatto parte del cast di Buona Domenica. Ha lavorato in teatro con diverse compagnie leggere e ha continuato con Mediaset soprattutto in promozioni pubblicitarie. Edoardo Romano ha invece recitato in una piccola parte nel film La rivincita di Natale con Diego Abatantuono.

Certo, non ci dispiacerebbe rivederli insieme nella classica formazione artistica che li ha resi famosi, gli indimenticabili Tretrè… speriamo.

di Anna Paratore

#renzi #

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...