Vi ricordate Gigi la Trottola?

22 dicembre 2016 ore 10:41, intelligo
di Anna Paratore

Quando andiamo indietro a ricordare la nostra infanzia o, se siamo un po’ attempati quella dei nostri figli, una delle prime cose che ci saltano in mente sono le tante canzoncine imparate all’epoca, al 99% sigle di programmi televisivi per bambini o degli innumerevoli cartoni animati che imperversavano sui canali televisivi, soprattutto su quelli privati al loro esordio. 
Come abbiamo visto quando abbiamo parlato dell’impareggiabile Lady Oscar,  i cartoni animati dei ragazzini anni  ’70 e ’80 non erano più quelli della Walt Disney né dei grandi Hanna&Barbera, bensì delle produzioni che arrivavano dal lontano oriente dove era nata e imperversava l’arte dei manga che poi, quando hanno successo su carta, vengo ampliati come anime per il grande e il piccolo schermo.  C’è inoltre da dire che all’interno dei manga e delle anime stesse ci sono una serie di generi diversi, come ad esempio lo spokon, contrazione di supotsu konjo, letteralmente 'tenacia sportiva', genere di manga e anime le cui storie sono ambientate nel mondo dello sport ed hanno per protagonisti degli atleti. Archetipo del genere è Kyojin no hoshi (Tommy, la stella dei Giants), lunghissima serie TV (181 episodi) prodotta nel 1966 dalla Tokyo Movie. Innumerevoli sono gli esempi di altre opere del genere, tra cui, per indicarne alcune tra le più note anche in Italia, Ashita no Joe (Rocky Joe), Captain Tsubasa (Holly & Benji), Attack no. 1 (Mimì e la nazionale di pallavolo), Ace o nerae! (Jenny la tennista), Attacker YOU! (Mila e Shiro), Slam Dunk, Eyeshield 21, Inazuma Eleven.  Alcuni degli spoken prodotti in Giappone non sono arrivati mai in Italia, altri, come quelli elencati qui sopra, e come ad esempio Mila e Shiro, sono famosissimi anche da noi dove hanno riscosso un enorme successo.

Vi ricordate Gigi la Trottola?
Tra di essi, ci ricordiamo particolarmente di Gigi la Trottola, un divertente bambino di bassa statura, praticamente un nanetto, un po’ fuori di testa ma sempre allegro
, incredibile campioncino di pallacanestro, con la lingua perennemente di fuori a voler imitare il grande Michael Jordan di cui è un grande tifoso. Ma non è solo un patito della pallacanestro il nostro personaggio. Il nanetto in questione è proprio nato per lo sport, e sa affrontare un po’ tutte le discipline che poi, di volta in volta, nel corso delle varie puntate del suo show, ha anche la capacità di spiegare ai più piccoli, anche quando si tratta di discipline complesse, con tutte le loro regole, fornendo così anche una sorta di servizio educativo.

Vediamo ora in breve la trama di Gigi La Trottola per chi se lo fosse perduto. Nella versione originale in nanetto in questione si chiama Kappei Sakamoto, tradotto per gli europei in Gigi Sullivan, è alto poco più di un metro e vive in Giappone presso la famiglia Akane dove l’hanno spedito i suoi genitori, residenti in America, che però per il loro unico figlio maschio desiderano una tradizionale educazione giapponese. Ora, si potrebbe pensare che l’incontenibile Gigi senta nostalgia di mamma e papà, in realtà il ragazzino si trova benissimo presso gli Akane soprattutto perché in famiglia si mangia bene e tanto, e Gigi è decisamente ingordo e sempre affamato, e perché a condividere con lui la casa c’è anche la deliziosa figlia degli Akane, la “rossa” Anna.  E qui, come avviene spesso nei manga e nelle anime, c’è un piccola lato erotico della storia, e cioè una sorta di passione al limite del feticismo per le mutandine bianche come quelle che ogni tanto intravvede sotto le gonnelline di Anna. Per fortuna l’argomento è trattato in modo lieve e ironico, altrimenti sarebbe davvero ben poco adatto a un cartone per bambini. In realtà, le mutandine bianche hanno su Gigi lo stesso effetto degli spinaci per Bracci di Ferro, e il nanetto trascorre le sue giornate sognando di intrufolarsi nello spogliatoio femminile per osservare le ragazze in sottoveste. 

Quando poi gli capita, e ha la fortuna di sbirciar loro le mutandine bianche, eccolo diventare una specie di supereroe dello sport, capace magari di vincere una partita di pallacanestro da solo, sotto gli occhi ammirati di Anna che proprio di lsport è allenatrice. Unica nota stonata nella vita di Gigi che fino a questo punto sembrerebbe perfetta almeno dal punto di vista del nanetto, è il cane di casa Akane, un bracco di nome Salomone. Anche Salomone non è proprio normale. Quando lui e Gigi sono soli, il bracco si trasforma e parla proprio come un uomo. Si dà il caso, inoltre, che anche Salomone sia innamorato di Anna, e perciò tenta di fare in modo che  Gigi faccia di fronte ad Anna sempre figure barbine. Così si dipana la storia, con avventure a limite del surreale nel mondo dello sport, dove tutti tentano di allontanare Gigi da ciò che ama, senza per fortuna riuscirci. Il finale riserva un’Anna che accetta di sposare il nostro minuscolo eroe e una pioggia di mutandine bianche che piovono dal cielo.

Il manga di riferimento di Gigi La Trottola, Dash Kappei,  è composto di 158 capitoli ed è stato pubblicato in Giappone dalla Shogakukan sulla rivista Weekly Shonen Sunday ed in 17 volumi, e in Italia dalla Star Comics (nella testata Mitico) in 25 volumi. In Italia, l’anime ha iniziato la programmazione il 4 ottobre del 1981, e l’ha terminata il 26 dicembre del 1982, per un totale di 65 episodi. Da vedere se ve li siete li persi…


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