Che fine ha fatto Gianni Boncompagni?

22 febbraio 2017 ore 10:14, intelligo
Da un’intervista a Huffingtonpost del 2015, parlando di Non è la Rai: “È stata una cosa magica a cominciare dal posto dove si girava, sul colle Palatino. C'era una piazza dove ci radunavamo prima di andare in onda con tutte le 200 ragazzine, bellissime, sempre assediata da una folla di fan scatenati, ragazzi e ragazze anche loro giovanissimi. Qualche volta è venuto anche Berlusconi, quando passava a controllare gli studi del Tg5 che stava nascendo proprio allora. La prima volta rimase attonito, senza parole, ipnotizzato da quella visione. Poi mi disse a bassa voce: "Io penso che il paradiso terrestre deve essere così". Tornò un mese dopo, e ridisse la stessa cosa. Io la prima volta non dissi niente. La seconda scambiai uno sguardo d'intesa con il direttore del Centro Palatino, Paolo Vasile, e tutti e due rispondemmo: "Forse sì".
Giandomenico Boncompagni, noto a tutti come Gianni, nasce ad Arezzo nel 1932, segno zodiacale Toro e quindi, per chi ci crede, amante dei beni materiali, dei piaceri, dei confort, della bellezza. Quando a 18 anni lascia la sua città e si trasferisce in Svezia, probabilmente è proprio questo ciò a cui pensa: migliorare la sua condizione, cambiare trend a una vita che sembrerebbe altrimenti avviata sui binari della mediocrità di un provinciale con pochi mezzi.                                                                                                          
Che fine ha fatto Gianni Boncompagni?
                                
In Svezia, Gianni fa mille lavori per sostenersi, poi riesca a diplomarsi all’Accademia di pubblicità e grafica ma, soprattutto, scopre il mondo della Radio, e di essere portato alla conduzione. Si sposa con una nobildonna scandinava che gli dà tre figlie, ma l’unione non è destinata a durare. Così, dopo 10 anni in Svezia e dopo aver ottenuto l’affidamento delle figlie, torna in Italia dove, nel 1964, vince un concorso in RAI per programmatore di musica leggera: è l’inizio di una grande carriera.      In RAI conosce Renzo Arbore e tra i due nasce un sodalizio che li porterà a creare tra le più innovative trasmissioni radiofoniche dell’epoca che, oltre a cambiare per sempre il modo di fare radio, saranno essenziali per la diffusione della musica beat.  Bandiera Gialla, Alto gradimento diventano dei veri e propri cult. I ragazzini cominciano a scoprire la radio, un mezzo che prima era ad appannaggio delle casalinghe o comunque degli adulti.
Boncompagni, però, non si limita a fare l’autore radiofonico e il conduttore, ma incide anche un 45 giri con il nome d’arte Paolo Paolo, in più scrive il testo per Il mondo brano portato al successo da Jimmy Fontana. Questo gli fa scoprire una sorta di “vena d’autore musicale”, firma, perciò, le colonne sonore dei film "L'estate" e "I ragazzi di Bandiera Gialla" dove compare anche come attore, di "Riuscirà il nostro eroe a ritrovare il più grande diamante del mondo?" e di "Il colonnello Buttiglione diventa generale".  Sarà poi la volta del testo di un altro grande successo della musica leggera, Ragazzo triste, di Patty Pravo. Nell’insieme si può tranquillamente affermare che già all’inizio degli anni 70, Gianni Boncompagni è un giovane uomo di successo, che riesce tranquillamente a mantenere le sue tre figlie da ragazzo padre, e che nella vita si può permettere il lusso di fare proprio quello che gli piace. 
E’ in quest’ottica che nel 1977 arriva anche in televisione, alla conduzione di Discoring, uno dei primi esempi di programma leggero, musicale, destinato a un pubblico di giovanissimi.  Le cose continuano ad andare bene, e il piccolo schermo sembra catturare Giani sempre di più. Nascono trasmissioni come SuperStar e Drim, poi con Giancarlo Magalli Che patatrac e Sotto le stelle, con cui si inaugura l’ingresso negli anni ’80. Nel 1982 seguono  Illusione, musica, balletto e altro, e Galassia 2 nel 1983. Poi, arriva il grande successo con l’ennesima trasmissione innovativa. L’idea di per sé potrebbe sembrare banale, ma non sarà un caso se prima di lui nessuno ci aveva pensato: si tratta di far interagire in diretta il conduttore televisivo con il pubblico: il classico caso di “TV interattiva”. 
Nasce Pronto, Raffaella, con la donna a cui è sentimentalmente legato, Raffaella Carrà, alla conduzione. All’interno della trasmissione, classico contenitore destinato ad andare avanti per ore, uno spazio viene riservato a Pronto, chi gioca?, condotto da Enrica Bonaccorti, dove il pubblico gioca e vince in diretta telefonica.  Il successo è travolgente, tanto che Boncompagni nel 1987 viene chiamato a Domenica in dove resterà fino al 1990 decretando il successo televisivo di Edwige Fenech, fino ad allora conosciuta solo come sexy del cinema,  e di Marisa Laurito.
Ma è il 1991 l’anno che consacrerà Gianni Boncompagni come “re Mida” degli autori televisivi. Nasce il programma cult per eccellenza, quel Non è la RAI destinato ad entrare nelle enciclopedie che parlano dell’evoluzione televisiva. Come accade lo racconta Boncompagni stesso: “È stato il mio primo programma per Mediaset. Berlusconi voleva farmi rifare a tutti i costi Pronto Raffaella? e io gli dicevo che era impossibile perché era un programma basato sulle telefonate e Mediaset non aveva ancora la diretta, ma lui insisteva, da vero paraculo: "Ma che c'entra, lo facciamo uguale, con le telefonate finte". E ancora: “Non ricordo bene come andò. Ricordo solo che da Mediaset all'inizio mi ammollarono Bonolis che aveva già il contratto, ma io lo detestavo allora come lo detesto oggi. Non gli feci fare niente e dopo un anno misi Ambra al posto suo, con gli auricolari. Tutti credevano che io suggerissi le battute, invece le dicevo delle cose tremende, irriferibili, e lei doveva fare finta di nulla". E mentre il successo di Non è la RAI impazza, Boncompagni, in tandem con Irene Ghergo, anche lei autrice emergente, non si ferma e sforna Primadonna con Eva Robin's, Bulli & pupe  e poi Rock 'n' Roll (1993), praticamente degli spin-off nati dal successo della trasmissione pomeridiana. 

Alla fine, Boncompagni potrà vantarsi di aver lanciato nel mondo dello spettacolo Claudia Gerini, Ambra Angiolini, Antonella Elia, Sabrina Impacciatore, Nicole Grimaudo, Miriana Trevisan, Francesca Gollini, Laura Freddi e qualche altra che magari ci sfugge.
Nel 1996 Boncompagni torna in RAI. Lo fa con Macao, condotto da Alba Parietti. Nel 1998 realizza Crociera, condotto da Nancy Brilli, uno dei pochi flop nella carriera dell’autore, intatti la trasmissione fa ascolti molto bassi e viene interrotta dopo la prima puntata.  In seguito, Boncompagni collabora con la Commissione Artistica che seleziona i brani per Sanremo 1998, e con Piero Chiambretti per la sua Chiambretti c’è. Nell'estate 2003 cura la trasmissione di Rai 1 Telefonate al buio, condotta da Mara Venier. Nel  2004 firma la regia televisiva per Rai 2 e Rai International del concerto di Elton John allo Stadio di Reggio Calabria, in Omaggio a Gianni Versace. Nell'autunno 2008 è tornato a lavorare come autore per Raffaella Carrà nella nuova edizione di Carràmba che fortuna. Quindi passa a collaborare su La7, e cura il programma Bombay.
Attualmente, è da un po’ che sue trasmissioni mancano dal video, e sembra si sia ritirato a vita privata. O forse, chissà, sta lavorando alla sua prossima trasmissione di successo che, ci potremmo scommettere, sarà oltremodo innovativa.

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di Anna Paratore
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