Che fine ha fatto Miguel Bosè?

22 giugno 2017 ore 10:21, intelligo
Si può essere tanto sexy da far accapigliare le ragazze, così ambiguo da risultare la più affascinante drag queen degli ultimi cinquant’anni e avere al tempo stesso quell’aria da bravo ragazzo che poteva piacere anche alle nonne? Ebbene, Miguel Bosè c’è riuscito…
Luis Miguel González Dominguín, meglio noto come Miguel Bosè, nasce a Panama il 3 di aprile del 1956, figlio di una coppia famosa in tutto il mondo. Suo padre è l’affascinante Luis Miguel González Lucas conosciuto come Miguel Dominguín, torero madrileno che insieme a Manolete raggiunse enorme popolarità nel suo paese e in tutta l’America latina nei primi anni quaranta, disputando corride vittoriose in Spagna, in Portogallo e in Colombia. Sua madre è la bellissima Lucia Bosè, attrice italiana capace di passare con disinvoltura dal neorealismo alle commedie sentimentali, famosissima anche per essere stata il grande amore di Walter Chiari e una Miss Italia capace di sbaragliare anche Gina Lollobrigida che le arrivò seconda.  Per non parlare del fatto che oltre al background che si ritrova, Miguel può vantare di essere stato tenuto a battesimo da Visconti, e di essere stato accompagnato niente meno che da Picasso alla sua prima lezione di danza, quando aveva solo 4 anni.
Miguel nutre una vera e propria passione per il ballo fin da piccolissimo, ma trova l’avversione del padre, torero macho che vede nel suo unico figlio maschio colui che dovrebbe perseguire nel solco tracciato sia da lui che da suo padre
Che fine ha fatto Miguel Bosè?
prima di lui. “Sono l’unico maschio della mia famiglia che si è rifiutato di lavorare con i tori”, ha dichiarato una volta Miguel, aggiungendo: “e mio padre non me l’ha mai perdonata”.  Malgrado tutto, però, non è facile distogliere Miguel dalle sue passioni che per altro sua madre appoggia, anche se pure con lei il rapporto non è sempre idilliaco come capita quando a scontrarsi sono due caratteri forti e volitivi. Così, a diciassette anni, Miguel lascia le due sorelle minori a casa coi genitori e se ne va a vivere da solo. Vane sono le minacce del padre di non mantenerlo perché Miguel già all’epoca se la cava benissimo da solo: bellissimo ed efebico, trova ingaggi a non finire nella moda, anche se gli resterà sempre il cruccio di non aver potuto interpretare il ruolo del giovane Tadzio  in Morte a Venezia, dove Visconti l’avrebbe voluto e dove suo padre gli aveva impedito di recitare. 
A un certo punto, tra i vari talenti che può vantare, Miguel si scopre cantante  e inizia la sua carriera sul finire degli anni settanta, quando esordisce con due singoli, Soy (con For Ever for You sul lato B) del 1975 ed Es tan fácil (con Who? sul lato B) del 1976. Pubblica il suo primo album, Miguel Bosè nel 1978, e da esso viene estratto il singolo Anna, che comincerà a farlo conoscere fuori i confini del paese. Poi è la volta di Chicas! album del 1979 che lancia anche il primo grande successo internazionale di Miguel, Super Superman, che lo fa incoronare re della disco dance. Nel 1980 pubblica l'album Miguel il cui primo singolo Olympic Games , inno ai Giochi olimpici prodotto da Danilo Vaona, ottiene al Festivalbar di quello stesso anno la prima di tre vittorie della manifestazione che Miguel incasserà nella sua carriera. La seconda vittoria nella manifestazione, arriva infatti nel 1982 con Bravi ragazzi, a pari merito con Non sono una signora, di Loredana Bertè.  Sulla scorta di quel successo, Miguel porta in giro per l’Italia un mega-tour che vede praticamente il sold-out in ogni tappa.  L’anno dopo, nel 1983, viene pubblicato Milano-Madrid con all’interno due singoli di successo, Non siamo soli e Angeli caduti. Ma l’album ha un’altra particolarità praticamente unica: grazie alla loro amicizia, niente meno che Andy Warhol propone a Miguel di disegnargli la copertina del disco. E così avviene.
Dalla metà degli anni ’80 fino alla fine degli stessi, Miguel inizia un lento cambiamento sia nello stile che nell’immagine. Da re della disco dance e passione di tutte le teenager, si trasforma in una sorta di bad boy, cambiamento che per la verità non viene particolarmente apprezzato né in Spagna né in Italia che sono i paesi in cui va per la maggiore.  Pubblica l’album Bandido in due versioni, una italiana e una spagnola, e in entrambe il lavoro viene osannato dalla critica, ma non ottiene uguale successo di vendite. Intanto, Miguel cambia anche casa discografica, passando dalla Columbia alla Warner Music.  Con quest’ultima etichetta pubblica l’album Salamandra dal quale viene estratto il singolo Indio, che ottiene un grandissimo successo internazionale lanciando Miguel anche sul palcoscenico anglosassone. E mentre il cantante si impegna nel nuovo genere che ha scelto di fare, nel 1988 la Columbia, sua precedente casa discografica, rilascia una prima versione su vinile della raccolta intitolata I grandi successi di Miguel Bosé, composta da 14 tra i suoi pezzi più famosi del periodo 1979-1984.
In questo periodo per Miguel inizia anche un proficuo lavoro televisivo e, dopo aver presentato la serata inaugurale di Telecinco, partecipa anche  allo sceneggiato RAI intitolato Il segreto del Sahara (The Secret of the Sahara, nella sua versione originale in inglese).  Continua anche a sfornare dischi a ripetizione, fino al 2007 quando in occasione del trentennale della sua carriera, rilascia Papito, un album dove duetta con cantanti del calibro di Shakira, Mina, Laura Pausini, Paulina Rubio, Julieta Venegas e Ricky Martin e che, oltre a vendere un milione di copie, verrà definito come «l'opera discografica più grande mai realizzata in Spagna». Dall’album vengono inoltre estratti 3 successi internazionali, Nena feat con Paulina Rubio, Si tú no vuelves feat con  Shakira e Morenamía feat con  Julieta Venegas. Il singolo italiano è invece Agua y sal in duetto con Mina, versione spagnola del celeberrimo Acqua e sale che Mina ha cantato con Celentano. Alla carriera di cantante, dobbiamo aggiungere anche i tanti successi di Miguel Bosè come attore. Dopo aver recitato in pellicole di scarsa qualità, viene chiamato a recitare in Tacchi a spillo di Pedro Almodòvar, dove Miguel,  nelle spoglie di un travestito, interpreta magnificamente Un anno d’amore di Mina ottenendo un incredibile successo anche da parte della critica.
Della sua vita privata, Miguel Bosè non ha mai parlato sostenendo di essere troppo signore per farlo. Anni fa, Barbara D’Urso sostenne di essere stata la sua fidanzatina per un paio d’anni quando Miguel – sono parole di lei – era ancora eterosessuale. In ogni caso, eterosessuale, bisessuale o gay, è fuori discussione che Miguel sia stato capace di far perdere la testa sia a donne che a uomini. Oggi, che ha superato i 60 anni, è padre di 4 bambini (Telmo, Tadeo, Ivo e Diego), due coppie di gemelli avuti con gravidanze surrogate, si dichiara single e ha nella sua tenuta 22 cani.   Ultimamente, nel gennaio di quest’anno, Miguel ha subito un gravissimo lutto quando è venuta a mancare sua nipote Bimba, (all’anagrafe Eleonora) figlia di sua sorella Lucia, morta dopo aver combattuto per due anni una strenua battaglia contro il cancro al seno. “Buon viaggio Bimba, mia complice, mia compagna, amore mio, mia figlia amatissima", sono state le parole con cui Miguel le ha detto addio.  

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di Anna Paratore

autore / intelligo
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