La carriera di Leone di Lernia e aggiornamenti sulla sua salute post-dimissione

24 febbraio 2017 ore 23:59, intelligo
Di seguito il testo di uno dei grandi successi di Leone di Lernia, musica “The Rhythm of the Night”, parole sue in barese-italiano : “Ti si mangiate la banana / con due salsicce e u'parmigian / e mo' te senti mal! /se tu te fe 'na limonata / con tre cucchiai / di cidret / surridi alla giurnat!!  / Nel quartiere della baresina / ci sono un sacco di latrine / ed è proprio lì che c'era la marì / lei soffriva di malinconia  / il mangiare era una mania / era assai golosa  / delle banane a iosa / Ti si mangiate la banana / con due salsicce e u'parmigian / e mo' te senti mal! / se tu te fe 'na limonata / con tre cucchiai / di cidret / surridi alla giurnat!! / quando lei andava a far la spesa / nu' carrell chien non bastava / tutte le banane / a casa se portava / se mari guardava la tv / la chiquita dal bollino blu / blu blu blu blu blu / e poi to metti in... blu / Ti si mangiate la banana / con due salsicce e u'parmigian / e mo' te senti mal! / se tu te fe 'na limonata / con tre cucchiai / di cidret / surridi alla giurnat!! / Ti si mangiate la banana / con due salsicce e u'parmigian / e mo' te senti mal! / se tu te fe 'na limonata / con tre cucchiai / di cidret/ surridi alla giurnat!! / Ti si mangiate la banana / con due salsicce e u'parmigian / e mo' te senti mal! / se tu te fe 'na limonata / con tre cucchiai / di cidret / surridi alla giurnat!!”
La carriera di Leone di Lernia e aggiornamenti sulla sua salute post-dimissione
Di lui si può dire che abbia fondato un genere, quello del comico-cantante, che canta canzoni demenziali, genere poi ripreso da altri con grande successo, compresi i notissimi Dado e Checco Zalone.  Leone di Lernia è nato a Trapani il 18 aprile del 1938 con un sogno nella mente e nel cuore: diventare un cantante di grido, nel senso pieno del termine. E infatti, non a caso, con lo pseudonimo di Cucciolo di Lernia partecipa nel 1961 al Festival dell’Urlo organizzato da Ghigo Agosti, uno dei primi a portare in Italia il rhythm'n'blues e il rock. 
Non si conosce quale sia stato il suo piazzamento al festival, ma probabilmente non si deve essere trattato di un successone, visto che Leone cambia anche il nome d’arte, toglie quel “cucciolo” che poco c’entra anche con la sua fisicità,  e nel 1968 incide il suo primo disco Trenta chili/andiamo nei cieli.  Anche qui, non è che arrivi un successo trionfale, e il nostro Leone decide di  trasferirsi a Milano in cerca di fortuna. In quel periodo, sia chiaro, Di Lernia non ci pensa per niente ad abbandonare il mondo della canzone, ma si rende conto che forse il suo genere non è proprio quello dell’urlatore alla moda. 
Gira per locali, si esibisce in pugliese e riceve un buon riscontro di pubblico, dedicandosi così alla canzone comico/dialettale che lo porta anche su alcune televisioni locali.  E, sebbene sia pugliese e lavori al Nord, ottiene un buon successo, e comincia anche a guadagnare discretamente. Così, dopo tanta fatica, e a distanza di 10 anni dal primo, ecco che nel 1978 esce il suo secondo singolo, Gaccia ad'avè/Spuosatiella Geuvè
 
In particolare il lato A del 45 giri,  Gaccia ad'avè, risulta essere molto gradita. Si tratta di una cover in dialetto tranese della celebre “I gotcha” di Joe Tex, e per Leone significa l’illuminazione su come deve evolversi la sua carriera per il futuro. In pratica, il segreto di quello che sarà poi il successo nazionale del cantante pugliese negli anni novanta: prendere un famoso brano inglese e sostituirne le parole con testi demenziali in italiano o, meglio ancora,  in tranese.
L’idea ha talmente successo che Leone può mettere su una sua band con cui girare l’Italia ed esibirsi in locali, teatri, feste paesane, festival casarecci e televisioni locali. "Leone Di Lernia e la sua new rock band" spopolano. La Duck Records, piccola etichetta di Trezzano sul Naviglio, pensa di aver fiutato l’affare offrendosi di produrre i dischi della band ma, purtroppo, il successo che Leone ottiene col pubblico dal vivo non si tramuta in una vendita di dischi.  Lui però non demorde né si fa deprimere. Sognava di fare il cantante, e lo sta facendo, in più ci campa dignitosamente anche la famiglia, tutto sommato ci si può stare. E poi, ad essere positivi, ci si guadagna sempre e infatti ecco che la fortuna viene a cercarlo.  Negli anni ’80 Leone compare durante i collegamenti da San Siro per 90°minuto dietro all’inviato, e questo fa accrescere la sua popolarità tanto che, negli anni ’90, arriva finalmente il successo a livello nazionale, presso quel grande pubblico a cui Leone ha sempre guardato. Tutto si concretizza con la partecipazione al programma radiofonico di Radio Monte Carlo, Fausto Terenzi show, e ad alcuni brani della “Barhouse” dove Leone reinterpreta in barese i successi più ballati del momento. Ad esempio a-ra-ri, ra-ra, pesce fritto e baccalà (Gypsy Woman), Magnando (Bailando), Chille che soffre (Killing Me Softly), Tu sei ignorante (Zombie), Uè paparul maccaron (Pump Up the Jam), Te sì mangiàte la banana (The Rhythm of the Night), Melanzan (Turn Around), Il presidente (Love Is Love), Cumbà Giuàn (All that she wants) e Bevi stu chinotto (Get It On).
A completare il quadro, caso mai non fosse chiaro, nel 1997 Leone di Lernia si candida – per la verità senza successo – come capolista della Lega d’Azione Meridionale che sostiene Giancarlo Cito candidato sindaco a Milano, e chissà che Antonio Albanese non vi abbia tratto ispirazione per il suo Cetto La Qualunque. La politica comunque non distoglie Leone dalla sua prima attività e nel 1999 il nostro uomo inizia a collaborare come spalla comica al programma radiofonico Lo Zoo di 105 su Radio 105, condotto da Marco Mazzoli, Fabio Alisei, Pippo Palmieri, Wender, Paolo Noise e Gibba dove, oltre che cantando, si esibisce anche in siparietti comici che danno luogo a veri e propri tormentoni. Purtroppo, Leone è un tipo umorale, un po’ indisciplinato, sanguigno possiamo dire e così a un certo punto viene sospeso dal programma per poi essere riammesso nella trasferta de Lo Zoo di 105 all'Università di Cagliari.  Da quel momento in poi, compare saltuariamente anche in TV, dove ad esempio nel 2006 sostituisce Ceccherini nel reality L’isola dei famosi condotto da Simona Ventura. Dal  dicembre 2008 al dicembre del 2011 conduce con Ylenia Baccaro e Max Brigante 105 Non Stop su Radio 105, sostituito dal gennaio del 2012 da Daniele Battaglia. Inoltre, sempre nel 2008 continua a partecipare saltuariamente alle dirette dello Zoo e agli sketch del programma, ma più come tappabuchi che come presenza stabile.  Anche se, nel 2011, nell’edizione di Zoo che ha visto l'abbandono di Fabio Alisei, Wender e Paolo Noise e l'arrivo di Maccio Capatonda, Ivo Avido ed Herbert Ballerina, rientra stabilmente nel cast. Da maggio 2012 conduce prima ogni sabato, poi ogni domenica Leone D'Ylenia con Ylenia Baccaro, sempre su Radio 105. Di seguito pubblica i singoli Eccitato, parodia di Mama lover delle Serebro, e Foggia Style, parodia di Gangnam Style di PSY. 
Ultimamente, purtroppo, Leone di Lernia non sta bene.  Molti erano al corrente del suo stato di salute precario, ma a dare l’allarme su FB è stato giorni fa un post di Marco Mazzoli conduttore di Zoo 105: “Abbiamo iniziato questo lungo percorso radiofonico insieme. Per 18 lunghi anni ci siamo insultati, augurati la qualsiasi. Ti ho fatto un milione di scherzi, abbiamo creato tormentoni indimenticabili e costruito il programma radiofonico più assurdo d'Italia. Hai 80 anni, ma non hai mai mollato un secondo. Quando andiamo in onda, siamo cane e gatto, ma nella vita reale ti voglio un bene indescrivibile. Non mollare adesso, nessuna malattia potrà mai sconfiggere il guerriero che c'è in te. Tieni duro vecchiaccio, perché voglio poterti insultare per altri 20 anni”. Queste parole hanno fatto supporre che le condizioni di Leone, ricoverato in un ospedale di Genova, si fossero improvvisamente aggravate tanto da non lasciar  presagire nulla di buono sull’evoluzione della malattia. In serata, però, Leone Di Lernia si è collegato telefonicamente con il salotto televisivo di Barbara D’Urso annunciando un miglioramento e di essere stato dimesso dal nosocomio. Intanto, moltissimi fan del comico e cantante pugliese si sono fatti sentire dimostrando tutto il loro affetto per Leone a cui anche noi vogliamo inviare un augurio di pronta guarigione.  Vai, Leone, aspettiamo il tuo ritorno…

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di Anna Paratore
autore / intelligo
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