Che fine ha fatto Patrizia Mirigliani, la “mamma” di Miss Italia

24 maggio 2017 ore 13:12, Micaela Del Monte
Che fine ha fatto Patrizia Mirigliani, la “mamma” di Miss Italia? All’inizio fu il padre Enzo, un pugliese nato agli albori del secolo scorso, giusto alla fine della Prima guerra Mondiale. Soldato fino al 1952, Enzo che proveniva da una famiglia povera e numerosa, se ne era andato prestissimo da casa per non gravare sul modesto bilancio. E’ nel 1953 inizia ad occuparsi di concorsi di bellezza fino ad entrare nell’organizzazione di Miss Italia, che è nata appena qualche anno prima, nel 1946 sulla scorta di 5000 lire per un sorriso, concorso di bellezza nato a sua volta nel 1939 da un'idea di Dino Villani per sponsorizzare una marca di dentifricio.

Che fine ha fatto Patrizia Mirigliani, la “mamma” di Miss Italia
Nel tempo, Miss Italia sfornerà moltissime bellezze destinate poi a diventare attrici famose come Silvana Pampanini, Silvana Mangano, Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Lucia Bosè, Mirca Viola, Simona Ventura, Anna Falchi, Martina Colombari, Christiane Filangieri, Anna Valle, Daniela Ferolla, Francesca Chillemi, Miriam Leone, Giusy Buscemi e molte altre, e a mano a mano che trascorrono gli anni, Enzo Mirigliani diventa sempre più il patron del concorso. Questo, e anche i personaggi che nel corso degli anni compongono le varie giurie, come ad esempio  Totò, Giorgio De Chirico, Giovanni Guareschi, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida, Alberto Lattuada, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Lina Wertmüller, Dino Risi, Alberto Sordi, Claudia Cardinale, Sophia Loren, Raimondo Vianello, Mike Bongiorno, Luciano Rispoli, Maurizio Costanzo e Pippo Baudo, hanno fatto di Miss Italia nei primi anni una sorta di evento nazionale, in seguito, quando il concorso è approdato in TV, uno dei programmi televisivi di maggiore share. 

Poi, Enzo Mirigliani nel 2003 cede il posto alla figlia Patrizia. Patrizia Mirigliani, trentina, classe 1952, già da tempo affianca il padre nell’organizzazione del concorso che segue dal 1989. Lei da ragazza avrebbe voluto frequentare il Dams, ma suo padre la spedisce a Roma a studiare psicologia, poi vuole che lo affianchi nella sua attività, e lei ubbidisce. Organizza una mostra di corone indossate dalle Miss nelle precedenti edizioni, poi, dal 1997 al 2007, cura anche la direzione artistica della manifestazione, è perciò normale che il padre le affidi il ruolo che è stato suo per quasi cinquant’anni quando, per motivi di salute, decide di ritirarsi. Così, nel 2010, Patrizia si ritrova sola al timone del concorso, a dover dimostrare di essere all’altezza di uno show che va avanti ormai da decenni con successo. E lei non si tira indietro. Comprende forse prima degli altri che i tempi stanno cambiando, che la gente comincia a non trovare più troppo interesse in una sfilata di graziose ragazze mute, piazzate su una scalinata a far unicamente bella mostra di sé.  Patrizia capisce che per mantenere alto l’interesse del pubblico, bisogna ripensare un po’ tutto.

Inizia nel 2011 aprendo le passerelle del concorso alla “taglia 44”. Non che esistessero taglie “vietate” per partecipare a Miss Italia, ma era evidente che quando si superava la fatidica 42 non c’era speranza di poter essere accettate almeno da una parte della giuria. Patrizia Mirigliani inserisce questa sorta di mini-rivoluzione dopo che nel novembre del 2010 una nota modella francese, Isabelle Caro, muore in seguito a una grave forma di anoressia che l’aveva colpita tempo prima. Che il mondo della moda prediliga le donne “grissino” è storia vecchia, ma che si propini alle giovani generazioni l’idea che bellezza ed estrema magrezza siano sinonimi, è un errore che ha fatalmente travolto tante giovani vite. Le nuove tendenze, dunque, aprono alla 44 e addirittura alla 46. Le ragazze scoprono che qualche chilo in più, soprattutto nella vita di tutti i giorni, non solo non limita le possibilità, ma viene decisamente ben accolto dall’altro sesso.  Dunque, Patrizia ha fatto qualcosa di davvero valido, tanto che perfino di Daily Mail lo commenta in modo favorevole. Ma non solo. Poco prima del 2003, quando Patrizia ancora non è a capo dell’organizzazione, viene colpita da un tumore al seno i cui primi sintomi lei sottovaluta colpevolmente. Quando si rende conto della gravità della situazione, la sua vita ormai è a rischio. Patrizia deve ricorrere a pesanti cicli di chemioterapia fino a quando non riesce grazie alle cure, alla volontà e anche alla fortuna, a sconfiggere il terribile male.  L’incontro con un “avversario” tanto infame e pericoloso, le ha fatto capire però come sia necessaria la prevenzione. Così, nel 2012, Miss Italia si confronta con la malattia e, nel panorama degli eventi legati alla manifestazione fa in modo che vengano presentati ”C’era una volta il cancro” e ”Il male curabile”,  due volumi molto validi sull’argomento, che così raggiunge una vastissima platea di donne. Poi, non paga, Patrizia continua la sua opera a favore la prevenzione dei tumori al seno in collaborazione con Riccardio Masetti, presidente di Komen Italia.

Per tornare all’argomento più stringente, e cioè il concorso in sé, Patrizia decide nel 2012 di bandire il bikini dalla sfilata delle concorrenti a Miss Italia, e di tornare ai più morigerati costumi interi. E’ un’operazione che fa per allontanare l’idea che il concorso che organizza possa strumentalizzare il corpo delle donne. Oggi, a distanza di qualche anno, Patrizia è ritornata sui suoi passi e dall’edizione di quest’anno, il bikini tornerà in passerella. Ai giornalisti che le hanno chiesto il perché di questo cambio di rotta, ha risposto: “E’ ora di abbandonare il buonismo”, ha detto, per poi continuare: “Ciascuna delle ragazze è unica, con le proprie peculiarità e caratteristiche. Sicuramente da anni si è percorsa una strada che è quella dei valori che è giusto continuare a mantenere ma si è trattato di valori soprattutto legati al discorso dell’amore per la mamma, la nonna, il fidanzato, tutte cose giustissime e guai se non fosse così ma che in certi momenti risultano troppo personali e rischiano di dare l’idea che debbano  essere dette per andare a supplire la grande colpa di essere belle.  Non c’è bisogno di questo.” Quindi, per Patrizia, è ora che le donne tornino ad essere fiere di mostrare la propria bellezza, e di non sentirsi “oche” se la possiedono.

A lei, che è sempre stata una bella donna anche molto capace, questo problema non l’ha mai sfiorata. Prova ne sono i tanti riconoscimenti ricevuti durante la sua carriera. Giusto per citarne qualcuno ricordiamo che nel 2008, riceve da Fernanda Casiraghi, presidente dell'AIIM, l'Associazione degli imprenditori italiani nel Principato di Monaco, un riconoscimento attribuito alle “professionalità italiane che si distinguono a livello mondiale”. Nel 2011, riceve dall'Accademia europea per le relazioni economiche e culturali (AEREC) il “Premio Donna di Successo”. Nel 2012 in occasione della Giornata internazionale della donna, riceve in Campidoglio, a Roma, il premio “Venere Capitolina”, riconoscimento riservato ad alcune prestigiose rappresentanti della realtà femminile contemporanea. Sempre nel 2012, riceve anche l'onorificenza di commendatore al merito della Repubblica in riconoscimento delle benemerenze acquisite come imprenditrice e organizzatrice di Miss Italia. L'onorificenza, firmata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti, è avvenuta nel corso di una cerimonia a Roma premia l'impegno nella società civile ed alcune iniziative a favore dell'etica di Miss Italia e della tutela dei valori delle partecipanti. Anche il padre, Enzo Mirigliani, aveva ricevuto lo stesso titolo nel 1999.
A questo punto, a noi non resta che augurare a Patrizia Mirigliani di continuare così per tanti anni ancora…         

di Anna Paratore. 

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