Addio all'economista Vaciago, l'ultima intervista sul Jobs Act

24 marzo 2017 ore 15:48, Americo Mascarucci
È morto la scorsa notte, a Piacenza, Giacomo Vaciago, economista, docente universitario ed ex sindaco di Piacenza, dove fu primo cittadino dal 1994 al 1998. Aveva 74 anni ed era da tempo malato. La sua carriera densa di professionalità lo ha visto docente universitario, ordinario di Economia Politica ad Ancona, dove è stato anche direttore dell'istituto di economia, poi Ordinario di politica economica e direttore dell'istituto di economia e finanza della Cattolica di Milano .
Come riporta puntualmente l'Ansa, dal 1987 al 1989 è stato consigliere economico del Ministro del tesoro, dal 1992 al 1993 e consigliere del Presidente del Consiglio, dal gennaio 2003 al marzo 2005 è consigliere scientifico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. 
Appena una settimana fa lo avevamo contattato proprio noi di Intelligonews per avere un suo commento sull'abolizione dei voucher decisa dal Governo.
Il professore non si tirava mai indietro, difficilmente rifiutava un'intervista. Se era impegnato ci invitava cortesemente a richiamare più tardi. Ci rispose la moglie che ci informò delle cattive condizioni di salute del marito spiegandoci che purtroppo Vaciago non avrebbe probabilmente più rilasciato interviste. 
Addio all'economista Vaciago, l'ultima intervista sul Jobs Act

LA NOSTRA ULTIMA INTERVISTA
L'ultima nostra intervista a Vaciago è del 19 gennaio scorso. L'argomento era inerente alla sentenza della Consulta sul Jobs Act, con particolare riferimento allo stralcio del referendum sull'abolizione dell'articolo 18.
In quell'occasione fu molto duro con la Cgil che aveva proposto i quesiti referendari.
"Se il sindacato, in questo caso la Cgil, va alla Corte Costituzionale, significa che sta venendo meno il suo ruolo di tutela del lavoratore - spiegò - Un referendum quello proposto che non è dei lavoratori, ma di disoccupati e pensionati visto che oggi sono queste categorie la spina dorsale del sindacalismo. In pratica a pronunciarsi sul Jobs Act, sull'articolo 18, sui voucher, tutti temi che hanno a che fare con il lavoro, rischiano di essere coloro che un lavoro non ce l'hanno o che non lavorano più. Non c'è dubbio che ad esempio sui voucher si possa e si debba ragionare, ma la sede naturale per farlo resta il Parlamento. Il sindacato dovrebbe tutelare il lavoratore sul posto di lavoro non nelle aule di giustizia e alla Corte Costituzionale. Questo è molto anomalo, anche se in linea con i tempi, visto che oggi si fanno referendum su tutto".
Poi aggiunse:
"Il ruolo dei sindacati non è quello di riempire i vuoti lasciati dalla politica. I partiti si sono liquefatti e i sindacati hanno preso il loro posto. Quindi fanno politica, non fanno sindacato. Credo che se non si capisce questo non si andrà da nessuna parte". 
Il suo contributo di economista certamente mancherà a molti. 

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