Che fine hanno fatto Gaspare e Zuzzurro?

25 gennaio 2017 ore 11:47, intelligo
di Anna Paratore.

Ci sono dei sodalizi nel mondo del lavoro, specialmente nel campo dello spettacolo, che pur funzionando dal punto di vista del pubblico, sono dei veri e propri disastri, fatti di liti, diatribe, perfino dispetti e cattiverie, e continue ricomposizioni per amore del dio denaro che verrebbe meno se il sodalizio si sfasciasse. Ce ne sono però anche altri, destinati spesso a durare anche decine di anni, e molto più rari rispetto ai primi, fatti di un tale affiatamento, di un’amicizia così profonda, di una comprensione così totale che spezzarli sarebbe come distruggere il legame tra gemelli monozigoti. A questa seconda categoria apparteneva il famosissimo duo comico Gaspare e Zuzzurro, finito nel 2013 solo a causa della morte di Andrea Cipriano Brambilla, meglio noto come Zuzzurro. 

Che fine hanno fatto Gaspare e Zuzzurro?
Da allora, per Nino Formicola, Gaspare, l’altra nota del duo, tutto è cambiato, non solo nel privato ma soprattutto nel lavoro. Racconta lui stesso in un’intervista rilasciata a play4movie.com: “Ritrovarsi senza Andrea è stato difficile perché io ho sempre ragionato in due, trovarsi da solo diventa spiazzante e faticoso, anche dal punto di vista dell’invenzione comica. E poi eravamo dei precursori. Tra noi non c’ era la spalla e il comico, funzionava il meccanismo del palleggio, come tra Ficarra e Picone, Ale e Franz. Mi sono dato da fare… teatro, cucina, anche un libro: Io sono quello senza barba, che è la nostra biografia, mia e di Zuzzurro, la vera storia dall’ inizio alla fine”. Così, continua Nino: “E’ quasi più semplice fare altre cose. Per esempio, io sono un cuoco vero. E organizzo social dinner. È nato tutto casualmente perché dovevo registrare delle video-ricette. Mi hanno detto: “Senti, ma tu sai cucinare? E allora perché non fai delle social dinner? Tu cucini e la gente viene a mangiare e sta con te”. Probabilmente dipende dal fatto che ho passato la vita nei ristoranti, e va bene mangiare certe cose sfiziose, presentate bene… Poi però, dopo un po’, ti viene voglia di mangiare una carbonara fatta come Dio comanda”. 

Ma per quanto Nino tenti di mostrarsi fiducioso e con una gran voglia di andare avanti, nelle sue parole si avverte la profonda mancanza di un amico con cui ha camminato nella vita per quasi 40 anni. Tutto, infatti, era cominciato nel lontano 1976, quando l’Italia era immersa negli anni di Piombo, ma forse proprio per allentare la tensione di un periodo particolarmente difficile, si sfornavano comici di grandissima qualità. Andrea Brambilla e Nino Formicola si conoscono – nemmeno a dirlo – nel santuario della comicità milanese di quegli anni, lo storico Derby Club. Sono due comici, sono simpatici e divertenti, ma hanno bisogno di un’idea per sfondare e la prima che viene loro in mente è di mettersi insieme e formare un duo. I personaggi sono un ingenuo e surreale commissario, Zuzzurro, e il suo fido assistente, una specie di logorroico Dott. Watson all’italiana, Gaspare. Domandando come e a chi venne in mente quel Zuzzurro che poi diventerà tanto famoso, Nino risponde: “L’idea fu di Andrea che la ebbe dopo aver visto al cinema Il giudizio Universale, una pellicola di Vittorio De Sica. In una delle sequenze finali del film una voce dl cielo annunciava che alle 18 di quel giorno avrebbe appunto avuto inizio il Giudizio Universale, e che si sarebbe proceduto in ordina alfabetico. A quel punto si faceva avanti un vecchietto che tutto soddisfatto diceva:”Io mi chiamo Zuzzurro"”. La scena aveva fattori ridere di gusto Brambilla e gli era rimasta così impressa che quando si era trattato d trovare un nome al personaggio, gli era tornato in mente quello che era poi diventato una sorta di marchio di fabbrica. Nasce così la premiata ditta Gaspare e Zuzzurro, che per la prima volta appare in televisione nel 1978, nella trasmissione RAI Non Stop. 

Vanno bene i due amici, piacciono, e così l’anno dopo eccoli in La sberla e di seguito anche a Domenica in, dove vengono praticamente sdoganati per il grande pubblico. I due non si limitano però a esibirsi in gustose scenette, ma scrivono anche i testi per altri comici, come per esempio Boldi e Teocoli, e lanciano il famoso tormentone “Ce l’ho qui la brioche!” Inevitabile, dunque, che nel 1983 vengano chiamati a far parte dello scintillante cast di Drive In. In realtà, Andrea Brambilla e Nino Formicola non sono solo due comici, ma anche due attori completi, particolarmente a loro agio con testi brillanti. Così , intorno al 1986, abbandonano per un po’ il piccolo schermo e trasferiscono la loro attività in teatro, dove recitano la commedia di Neil Simon Andy e Norman, storia di due giornalisti squattrinati, amici ma entrambi innamorati della stessa vicina di casa. Il 1987 li vede tornare sul piccolo schermo nel varietà del venerdì sera di Canale 5 Festival, condotto da Pippo Baudo. 

Nel 1989 è la volta di una trasmissione di nicchia divenuta invece un vero e proprio cult, Emilio,che va in onda la domenica sera su Italia 1 ed è ambientata nella frenetica redazione di un videogiornale. Il luogo è frequentato da un eterogeneo gruppo di strambi personaggi, dall'inviato Silvio Orlando, al tifoso rossonero Teo Teocoli, dal critico letterario Gene Gnocchi, all'apprendista giornalista Carlo Pistarino e dall'irriducibile caporedattrice Athina Cenci. Nel 1990, oltre alla seconda edizione di Emilio e all'edizione estiva del programma Emilio '90, il duo è ospite d'onore delle tre serate dello show televisivo C'era una volta il festival. E così si va avanti per tutti gli anni ’90, con il duo che passa dai varietà televisivi al teatro, sempre apprezzato e bene accolto da pubblico. Poi, però, arriva il primo grosso colpo di sfortuna. E’ il 9 gennaio del 2002 quando Andrea Brambilla viene coinvolto in un grave incidente stradale nei pressi di Castelnuovo Scrivia, nell’alessandrino. L’attore viaggia su una Volvo 70 insieme a due amici, quando l’auto è sbanda finendo in un fossato. Nonostante gli air-bag, Brambilla resta ferito gravemente alla testa mentre rimangono praticamente illesi gli altri occupanti della vettura. Il duo interrompe così le rappresentazioni de “La cena dei cretini” di Francois Veber che stava portando in scena e per parecchi giorni Andrea Brambilla lotta tra la vita e la morte. Per fortuna alla fine tutto si risolve per il meglio, e la coppia torna al lavoro anche in alcune puntate di Paperissima e una conduzione di una settimana di Striscia la Notizia. Tutto sembra andare bene quando poi, all’improvviso per il pubblico ma non inaspettatamente per i suoi cari, Andrea Brambilla viene a mancare per un tumore ai polmoni. E’ il 24 ottobre 2013. "Zuzzurro e Gaspare da adesso non ci sono più. Punto". Così Nino Formicola ha annunciato la fine di una grande amicizia e di un grande duo comico senza riuscire a trattenere le lacrime.
autore / intelligo
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