Che fine ha fatto Lino Banfi?

26 aprile 2017 ore 11:02, intelligo
Racconta di sé Lino Banfi a un giornalista: "Sa cosa mi disse a Roma il cardinale Poletti? "Lei fa del bene, perché con il suo personaggio la gente si rilassa e sorride, riconciliandosi un poco con la vita... Fra poco mi venderanno in farmacia.” 
Considerato uno dei migliori comici italiani dal dopoguerra, Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi, nasce ad Andria il 9 luglio del 1936 ma è ancora un frugoletto di 3 anni quando con la famiglia si trasferisce a Canosa di Puglia.  Pacioccone, allegro, simpatico a tutti, si diverte a far ridere gli amici e ci riesce talmente bene che decide di emigrare per cercare fortuna nel mondo del varietà, di gran voga nel dopoguerra. E’ il 1954.

Entra nella compagnia di Arturo Vetrani, e con essa gira nel triangolo industriale, Milano, Torino, Genova, interpretando la macchietta del pugliese dalla divertente cadenza, che poi lo contraddistinguerà per tutta la sua carriera. Sceglie come pseudonimo Lino – da Pasqualino – Zaga, accorciandosi nome e cognome seguendo un consiglio di Totò, che riteneva portassero fortuna queste abbreviazioni ma, alla fine, a inventare il suo nome d’arte fu un suo impresario che faceva anche il maestro elementare e scelse il cognome per Lino su un suo registro di classe. Così ecco Lino Banfi, pugliese doc, ma con un cognome così milanese da risultare su di lui davvero comico.  I primi anni della carriera, sono comunque per Lino abbastanza duri, e non danno risultati travolgenti, seppure gli permettono di mantenere la famiglia. La notorietà aumenta quando si trasferisce a Roma e comincia a esibirsi nel mitico Puff, locale di Lando Fiorini in cui all’epoca recitava anche Enrico Montesano.  
Il pubblico inizia ad amare Banfi e così è inevitabile che anche il cinema lo cerchi. L’attore viene scritturato per diverse commedie leggere, tipo i film di Franchi e Ingrassia in gran voga, dove interpreta parti di contorno, che però si fanno notare. E’ l’epoca de I due evasi di Sing Sing, 00-2 Operazione Luna, Due marines e un generale, I due pompieri, Riuscirà l'avvocato Franco Benenato a sconfiggere il suo acerrimo nemico il pretore Ciccio De Ingras?, recita anche nei film in cui ci sono come protagonisti Alighiero Noschese ed Enrico Montesano, come Il furto è l'anima del commercio!?..., Io non spezzo... rompo e Boccaccio. Tutti piccoli successi per Lino che il pubblico apprezza sempre di più. 

Che fine ha fatto Lino Banfi?
Poi, nel 1973 l’attore interpreta il suo primo film da protagonista intitolato Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia, che lo porta al successo.
Con il cinema arriva anche la televisione. L’esordio avviene su Rai 2 nel 1969 a Speciale per voi di Renzo Arbore. E’ il 1975 quando Lino, ormai molto conosciuto, partecipa a  Senza rete, con Alberto Lupo. 
Da quel momento per Lino Banfi inizia l’epoca della commedia sexy all’italiana, un filone di grandissimo successo, con l’attore pugliese che recita accanto ad alcune delle più affascinanti attrici dell’epoca. La liceale nella classe dei ripetenti, L'onorevole con l'amante sotto il letto, La moglie in bianco... l'amante al pepe, L'infermiera di notte, L'insegnante va in collegio, L'insegnante viene a casa, L'insegnante balla... con tutta la classe, Cornetti alla crema sono i titoli di maggior successo. Mario Carotenuto, Gianfranco D'Angelo, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Edwige Fenech, Gloria Guida, Ennio Antonelli, Jimmy il Fenomeno e Nadia Cassini, sono i compagni di lavoro con cui spesso recita. 
Verso la metà degli anni ’80, la commedia sexy all’italiana comincia a scemare, e Lino Banfi amplia il suo raggio d’azione recitando in pellicole divertenti ma più strutturate, alcune destinate a diventare dei veri e propri cult come ad esempio L’allenatore nel pallone, del 1984, per la regia di Sergio Martino, dove Lino dà vita al mitico Oronzo Canà, uno sconclusionato allenatore di calcio  che in campo adotta “il cinque/cinque/cinque”, o anche Il commissario Lo Gatto, per la regia di Dino Risi, una surreale storia gialla che, si scoprirà solo alla fine, di giallo ha ben poco.  Altra pellicola cult della sua filmografia è Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, film in due episodi incentrato sul tema dell'occulto (dell'altro episodio è protagonista Johnny Dorelli). Nel 1985 Lino Banfi diventa uno dei protagonisti del film I pompieri, insieme con Christian De Sica, Massimo Boldi, Paolo Villaggio, Andrea Roncato, Gigi Sammarchi e Ricky Tognazzi. Seguiranno Scuola di Ladri e Grandi Magazzini. Quindi il sequel de I Pompieri, con la pellicola Missione Eroica e il film Com’è dura l’avventura con Paolo Villaggio. Tutte pellicole che se non troveranno il grande plauso della critica, almeno in quegli anni, saranno successi incredibili di botteghino, battezzando Banfi come uno degli attori italiani che fa meglio guadagnare i produttori.

Nonostante ciò, alla fine degli anni ’80 il cinema sembra dimenticarsi un po’ di Banfi che però nel frattempo è richiestissimo sulle reti televisive. Risatissima (1985), Domenica in (1987-1988), Stasera Lino (1989) sono alcuni dei programmi che è chiamato a condurre prima dell’epoca delle fiction, che si apre con Il vigile urbano, serie televisiva con la figlia, Rosanna Banfi, Pippo Santonastaso e Riccardo Garrone. Poi, dopo altre conduzioni, nel 1992 interpreta il giornalista RAI un po' pasticcione Damiano Tarantella nella serie televisiva Un inviato molto speciale.  Infine, dal 1998 ecco iniziare quello che sarà un travolgente successo di Lino Banfi, la serie televisiva Un medico in famiglia, con Lunetta Savino e Giulio Scarpati. Nella fiction, Banfi interpreta il ruolo di Libero Martini, meglio noto come nonno Libero, e diventa in pratica il nonno di tutti gli italiani, non a caso, nella sua prima serie, la sit-com arriva a superare i 10milioni di telespettatori a puntata, e mantiene il suo successo anche nelle successive 10 stagioni in cui viene prodotta. In tutto questo, Banfi riesce a trovare tempo anche per due film TV drammatici, diversi dalla sua solita cifra, ma che dimostrano il suo talento e la sua versatilità, Nuda proprietà vendesi (1997), con Annie Girardot, Alessandro Gassmann e Charlotte Kady, e Vola Sciusciù (2000), e per una parentesi teatrale del 1995 quando interpreta Vespro della Beata Vergine, di Antonio Tarantino per la regia di Chérif.  Seguono Un difetto di famiglia (2002); Il destino ha quattro zampe (2002); Un posto tranquillo (2003); Raccontami una storia (2004); Un posto tranquillo 2 (2005); Il mio amico Babbo Natale (2005), Il padre delle spose (2006); Il mio amico Babbo Natale 2 (2006); Scusate il disturbo (2009); Tutti i padri di Maria (2010); Il commissario Zagaria (2011), tutte fiction di successo, alcune anche con compagni di lavoro molto famosi come Un difetto di famiglia (dove si affronta per la prima volta in TV il tema dell'omosessualità) e Un posto tranquillo, recitate entrambe al fianco di Nino Manfredi. Poi, a gennaio 2008, dopo 24 anni dall'uscita nelle sale dell'Allenatore nel pallone, e dopo una lontananza dal cinema durata 20 anni, Banfi torna a vestire i panni di Oronzo Canà nel sequel intitolato L'allenatore nel pallone 2. Seguono la partecipazione al film di Carlo Vanzina Un'estate al mare e Indovina chi sposa mia figlia!  Infine, nel 2012 esce nella sale Buona giornata, per la regia di Carlo Vanzina. Il cast comprende anche Diego Abatantuono, Teresa Mannino, Maurizio Mattioli, Vincenzo Salemme e Christian De Sica.

Nella vita privata, Lino Banfi che ha recitato accanto alle attrici più affascinanti del cinema italiano e non solo, si è dimostrato fortemente monogamo. Sposato con Lucia dal 1962 dopo 10 anni di fidanzamento, ha due figli, Rosanna e Walter, e due nipoti figli entrambi di Rosanna. Intervistato ultimamente, ha parlato della sua presenza nell’undicesima stagione di Un Medico in Famiglia, e lo ha fatto a modo suo, con tanta ironia: “Mi dicono sempre ‘cominciate una serie con i funerali di nonno Libero e fate l’80% di share, tanto che vi frega?’. Ma tanto nonno Libero prima o poi morirà, quindi io non posso assicurare che farò tante serie ancora”.  Il fatto è che i fan non ci pensano per niente di accettare la possibile morte di nonno Libero, e contano invece che Lino Banfi resti ancora a lungo nel mondo dello spettacolo perché questo grande attore è davvero “una medicina per il buonumore”. 

di Anna Paratore

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