Napoli, addio a Marotta: ultimo pensiero ai 300mila libri senza sede

26 gennaio 2017 ore 19:59, Adriano Scianca
È morto il filosofo Gerardo #Marotta, fondatore e presidente dell’Istituto italiano studi filosofici di #Napoli. Avrebbe compiuto 90 anni ad aprile. Animatore incontrastato della scena intellettuale napoletana, ha interloquito con Jaques Le Goff, Eugene Garon, Karl Popper, Jaques Deridda, Marc Fumaroli, Hans George Gadamer. Marotta è spirato ieri sera intorno alle 23, dopo le complicazioni di una brutta caduta in casa che lo costringeva nella clinica Hermitage di Capodimonte da prima di Natale. 

Napoli, addio a Marotta: ultimo pensiero ai 300mila libri senza sede

A dargli l’ultimo saluto, il figlio Massimiliano, il suo braccio destro Antonio Gargano, amici e parenti. Nel 1975 aveva creato l'istituto insieme a Elena Croce, al filosofo Pietro Piovani, allo storico dell’antichità Giovanni Puglese Carratelli, e a Enrico Cerulli, sotto gli auspici dell’Accademia dei Lincei, per rilanciare in Italia il dibattito filosofico. Marotta si rifaceva a una tradizione filosofica incarnata dall’eredità dell’illuminismo, dall’hegelismo napoletano e soprattutto dal ricordo della Repubblica partenopea del 1799. Gli ultimi anni della sua vita sono stati funestati dalla preoccupazione per la biblioteca dell’istituto che con i sui trecentomila volumi non aveva e non ha ancora trovato una sede.  

Con la sua morte, sottolinea il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, la città perde “un faro, un punto di riferimento per tutte le generazioni. Rivoluzionario sino alla fine, sempre dalla parte della libertà e della giustizia”. La camera ardente si terrà all’Istituto Studi filosofici. Sabato alle 12, sempre nella sede dell’Istituto italiano Studi filosofici i funerali. Per quella giornata è stato anche proclamato il lutto cittadino. Cordoglio per la morte di Marotta è stato espresso dal premier Gentiloni e dal presidente della Repubblica Mattarella.

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