Ong tedesca sequestrata, indagini su trafficanti grazie all'infiltrato eroe

03 agosto 2017 ore 12:11, Americo Mascarucci
Un agente sotto copertura salito su una nave delle Ong avrebbe permesso alla Procura di Trapani di fare luce su quello che secondo gli inquirenti si configurerebbe come un "traffico di migranti" mascherato da scopi umanitari. Accuse ovviamente che dovranno ora essere dimostrate, ma che potrebbero aiutare a capire meglio perché alcune Ong (non tutte ovviamente) avrebbero rifiutato di firmare il codice di condotta varato dal Viminale. Un eroe che sicuramente pochi esalteranno, anche perché con il suo operato avrebbe permesso di infrangere la "sacralità" del sistema Ong svelando come alcune di esse (e ovviamente non si sta facendo di tutta l'erba un fascio) operino non per scopi umanitari ma per interessi poco nobili.
Ong tedesca sequestrata, indagini su trafficanti grazie all'infiltrato eroe

IL CASO
L'inchiesta della Procura di Trapani ha portato al sequestro della nave Juventa appartenente all' Ong tedesca Jugend Rettet una di quelle che si è rifiutata di firmare il codice di condotta per i salvataggi in mare. L'accusa degli inquirenti è pesante: "Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina". La nave battente bandiera olandese è stata sequestrata nel porto di Lampedusa su ordine del gip Emanuele Cersosimo.  
 Al momento il fascicolo è ancora a carico di ignoti e riguarda almeno tre episodi, avvenuti il 18 e il 26 giugno scorsi e il 10 settembre 2016. "Sulla nave si sono alternati diversi equipaggi - precisa il procuratore di Trapani Ambrogio Cartosio - e al momento non pare abbiano percepito compensi".  

LE PROVE
Le prove in mano agli inquirenti non lascerebbero dubbi sulla responsabilità del team della Juventa: ci sarebbero foto che immortalerebbero membri dell'equipaggio della nave mentre si scambierebbero "cordiali saluti" con i trafficanti a ridosso delle coste libiche. Si tratta, lo ripetiamo, di accuse tutte da dimostrare ma se è vero che la nave è andata ai confini con le acque territoriali libiche segnalando ai barconi il loro arrivo, caricando i migranti e poi addirittura agevolando il ritorno indietro dei gommoni la cosa sarebbe a dir poco scandalosa. Vedremo. 

L'INFILTRATO
Il procuratore di Trapani ha spiegato che "le indagini della squadra mobile di Trapani e dello Sco (il servizio centrale operativo della polizia) avrebbero scoperchiato un sistema di collusione tra i trafficanti di esseri umani e l’equipaggio della Iuventa. L’intesa tra l’equipaggio della Iuventa e i trafficanti è stata certificata da intercettazioni, fotografie - grazie anche a un agente di polizia sotto copertura a bordo di una nave di un’altra Ong vicina".
Questo agente, che secondo indiscrezioni sarebbe una donna, è stata dunque fondamentale per lo sviluppo delle indagini e davvero mai come in questo caso sembra di essere davanti ad un eroe. Perché non è davvero facile svolgere un lavoro del genere con il rischio di essere scoperti, e di essere addidati al pubblico ludibrio per aver osato indagare sull'attività di organizzazioni considerate alla stregua di "eserciti della salvezza". 
Fino a ieri ipotizzare che le Ong potessero essere colluse con i trafficanti era quasi un delitto di lesa maestà, al punto che chi lo ha fatto. come il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, ha rischiato grosso. Ecco perché questo agente è davvero un eroe. Oltre a rischiare la vita (i trafficanti vale la pena ricordarlo non sono certamente dei beneffattori ma delinquenti con tutti i crismi) ha rischiato forse ancora di più il disprezzo e l'odio dell'intellighenzia e di certe lobby della solidarietà a buon mercato. 

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