Inchiesta Ong, Meluzzi: "Ci troviamo di fronte a un grande piano strategico"

03 agosto 2017 ore 13:04, Andrea Barcariol
Prima il rifiuto di alcune Ong di firmare il Codice di Condotta voluto dal Viminale, poi l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per la nave tedesca fermata dalle motovedette della Guardia costiera e condotta nel porto di Lampedusa per accertamenti. Sta cambiando l'atteggiamento dell'opinione pubblica verso le Ong, dopo i recenti casi di cronaca. Su questo tema IntelligoNews ha intervistato lo psichiatra Alessandro Meluzzi.

Inchiesta Ong, Meluzzi: 'Ci troviamo di fronte a un grande piano strategico'
Sequestrata la nave tedesca Iuventa con l'accusa di
"favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". Cosa ne pensa?

"Solo un ebete poteva pensare che questo giro colossale di soldi poteva essere una sorta di Paese dei balocchi. E' evidente che ci troviamo di fronte a un grande piano strategico che gestisce un traffico ben organizzato. Con questa sorta di ricatto-estorsione "o l'imbarco o la morte" tengono sotto scacco gli Occidentali e hanno un traffico dai contenuti economici colossali, da 10mila dollari a testa fino ai 4 miliardi di euro gestiti dalle cooperative in Italia. Come dicevano i responsabili di Mafia Capitale, i migranti ormai rendono più della droga".


Alla luce di quanto sta accadendo, va rivalutato il lavoro del Pm di Catania Carmelo Zuccaro che fu tra i primi ad accandere i riflettori sulle Ong?

"Certo, va rivalutato il lavoro dei magistrati seri, come Zuccaro, come quello di Trapani. Invece va svalutato quello di chi ha chiuso gli occhi in nome del politicamente corretto di fronte a un traffico paramafioso che ha tra i suoi effetti anche quello di aver prodotto in Italia il radicamento della mafia nigeriana che gestisce non solo la prostituzione ma anche la droga".

Sembra che nel sequestro della nave tedesca sia stato determinante il lungo lavoro di un infiltrato sotto copertura. In molti già lo definiscono un eroe. Qual è la sua opinione?

"Chiamiamolo pure eroe, ma non dovremmo stupirci che i servizi di intelligence facciano questo. Basta guardare quanto ci costano. E' il minimo che devono fare, devono occuparsi della sicurezza dello Stato anche con operazioni coperte e, in alcuni casi, anche con operazioni illegali".

A differenza di Macron, Gentiloni ha incontrato solo Sarraj e non il generale Haftar che sembra abbia ordinato di bombardare qualsiasi nave militare italiana che entrerà in acque libiche. Errore strategico?

"Gli equilibri interni libici sono molto delicati. Io non so se sia stato Gentiloni a non voler incontrare Haftar o il contrario. Credo che Haftar sia il vero padrone della Libia, anche perché ha alle sue spalle gli Stati Uniti che lo avevano usato in funzione anti Gheddafi, poi la Russia di Putin e ora anche Macron. Sarraj, l'interlocutore privilegiato di Gentiloni, mi pare che gestisca 7/8 condomini a Tripoli, non ha neanche il controllo della città. Sono convinto che finché un uomo forte non avrà ripreso in mano la Libia, converrà dividerla in 3 regioni. Questa potrebbe essere una soluzione razionale. Pare che però sia una soluzione che non piace troppo all'Eni. Comunque finché non ci sarà un accordo con Haftar non ci sarà nessun vero interlocutore certo in Libia".

Si aspetta un intervento della Merkel sulla nave Iuventa?

"La Merkel interviene solo su questione di pieno interesse per il popolo tedesco. Come dovremmo fare noi. Dovremmo avere una capacità di intervento, perlomeno come facemmo nel 1909 quando sbarcarono in Libia anche dei blindati italiani e come quando c'era il colonnello Gheddafi che ci proteggeva dalla grande immigrazione per la sostituzione etnica che vede responsabile anche personaggi come Soros".


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