Che fine ha fatto Anna Mazzamauro che ha recitato con Paolo Villaggio?

03 luglio 2017 ore 10:01, intelligo
Sebbene sia una grande caratterista del cinema italiano, capace di interpretare con successo ogni ruolo come ha ben dimostrato nel corso della sua lunga carriera, Anna Mazzamauro sarà probabilmente per tutti sempre la signorina Silvani, l’impiegata bruttina anzi che no, convinta di essere vamp da una serie di corteggiatori talmente sfigati da veder emergere tra loro niente meno che Fantozzi. E su questa sua presunta bruttezza, lei ha sempre ironizzato, come spiega a un giornalista di gay.it che le fa una domanda al riguardo. 

Dice: “Mi chiedi quando la smetterò di giocare sul mio aspetto? Ebbene, quando gli altri la smetteranno di definirmi così, anche io la smetterò di prendermi in giro. Guardandomi non penso di essere brutta, piuttosto mi definirei atipica. Nella vita non parlo mai di bruttezza perché il termine brutto significa volgare, sgradevole ed io non mi sento affatto così. Ho fatto della mia atipicità, un altro modo di essere bella. Non sarò come Belén, ma neanche poi così Bruttén…”
L’atipica  Anna Mazzamauro nasce a Roma il 1 di dicembre del 1938. 
Fin  da piccolina ha solo un sogno: quello di riuscire a recitare. “Da bambina recitavo in bagno, ed è per questo che sono diventata un cesso…”, racconta, non lasciandosi sfuggire l’opportunità di fare una battuta.  In realtà, almeno all’inizio Anna incontra non poche difficoltà per intraprendere la carriera che sogna tanto che, nei primi anni sessanta, diventa impresaria di se stessa, aprendo un piccolo teatro in centro a Roma, Il Carlino. In questo laboratorio sperimentale, oltre alle sue prime prestazioni da attrice prevalentemente teatrale, muovono i loro passi anche personaggi come Elio Pandolfi, i Vianella (Wilma Goich e Edoardo Vianello) e Bruno Lauzi. Così, grazie a questa sua attività, Anna riesce ad ottenere una parte nel film Pronto... c'è una certa Giuliana per te, del 1967, diretto dal regista Massimo Franciosa, una delicata storia d’amore tra adolescenti. L’anno dopo, però, ecco arrivare un colpo di sfortuna, quando Il Carlino viene distrutto da un disastroso incendio, e la Mazzamauro si ritrova a dover cominciare tutto da capo. 

Che fine ha fatto Anna Mazzamauro che ha recitato con Paolo Villaggio?
E lo fa nella commedia musicale Non cantare, spara, insieme al Quartetto Cetra.
Arrivano così i primi anni ’70, e Anna inizia ad esibirsi in tanti cabaret dove presenta una serie di caricature di personaggi femminili presi dalla società, riuscendo a renderli divertenti, ironici eppure concreti e fin troppo reali allo stesso tempo, antesignana delle attrici comiche di cabaret insieme a Franca Valeri. I suoi partner di scena sono attori di ottimo calibro come Oreste Lionello e l’allora quasi esordiente Lino Banfi. Si impegna anche in qualcosa di serio, quando nel 1970 ad esempio viene chiamata ad interpretare un monologo di Mario Moretti dedicato ad Anna Magnani e sempre di Moretti mette in scena "Carmen", quindi Cyrano de Bergerac, dove l'attrice interpretava la parte del protagonista, prima e unica donna al mondo ad averlo fatto.   Poi, a metà degli anni ’70, ecco arrivare il primo film di Fantozzi, e il ruolo della signorina Silvana, sebbene la Mazzamauro si fosse presentata al provino per il ruolo di Pina, la moglie del protagonista.  Racconta: “Quando mi presentai al provino, il regista mi disse: ‘Ma dai, ti ricordavo più brutta. Non puoi fare la moglie di Fantozzi’. Ma io tanto strepitai e tanto supplicai che decisero di farmi fare la Silvani”. Eppure se parli con lei di questo suo personaggio che in fondo le ha portato grande fama e successo, Anna non appare troppo felice ma addirittura un po’ infastidita. “E’ vero”, dice, “con la signorina Silvani ho ottenuto una popolarità che in teatro non avrei saggiato nemmeno in duecento anni. Le sono grata, infinitamente grata per questo. Quel che mi infastidisce, è che di lì in poi io non sono più stata altro. Non al cinema almeno, dove all’attore non è dato di fare tutto quel per cui è portato. Io sono brava, avrei potuto fare altro”.  E ancora: “Sono nata attrice di teatro, e la signorina Silvani ha avuto successo solo per via di quella sua smaccata natura scenica… Lo sputo nella tavoletta del rimmel, il bacio a labbra protese, quella voce da cartone animato non sono che gli espedienti che avrei usato per farmi sentire sino all’ultima poltrona”.
Dunque, la signorina Silvani come una specie di gabbia dorata: “Non sono certo esterofila: amo il mio Paese in tutte le sue orrendezze. È solo che gli italiani si affezionano ad un personaggio come ad una persona reale. E pretendono lealtà, quasi fosse un matrimonio. Qualcuno, ancora, mi ferma per strada: e fammi la boccuccia, mi chiede, dimmi merdaccia schifosa”, spiega ancora Anna, anche se oggi, a distanza di tanti anni dall’ultimo film di Fantozzi da lei interpretato, dice: “Oggi, grazie al teatro dove ho potuto essere il Cyrano de Bergerac così come Anna Magnani, la signorina Silvani si è trasformata in un dagherrotipo. S’è fatta marroncina, sfumando in un ricordo al pari delle vecchie fotografie di famiglia”. 
E di Paolo Villaggio, con cui ha recitato in così tante pellicole, che diceva Anna in un’intervista solo qualche anno fa? “Non siamo mai stati amiconi”, racconta l’attrice, meravigliando un po’ chi l’ascolta. “ Per dirla in una parola non l’ho mai amato. Nel senso di travolgente passione. Come artista, tantissimo. Paolo è un genio. E su questo non ho alcun dubbio. Soltanto un genio poteva creare Fantozzi. E se qualche volta qualche sua frase ha fatto imbestialire qualcuno, senza volerlo troppo difendere dico che Villaggio è fatto così, non agisce mai sospinto dalla cattiveria. Mai. Altrimenti, cosa dovrebbero dire milioni e milioni di impiegati leccapiedi che ha malmenato per tanti anni? Da uno come lui c’è da aspettarselo.”
Per tornare all’attrice, bisogna dire che oltre ai film di Fantozzi, Anna non è praticamente mai stata ferma, lavorando sia in TV che in teatro. In televisione ha condotto Scuola serale per aspiranti italiani per la regia di Enzo Trapani su Rai 2, è stata chiamata da Corrado a far parte del cast del Gran Canal, con Tullio Solenghi e Patrizia Pellegrino (1981 su Rai 2). In seguito a questi spettacoli, Anna ha anche inciso su 45 giri alcune sigle e canzoncine per bambini, interessanti sotto il profilo del collezionismo musicale. Su Mediaset ha partecipato a Grand Hotel su Canale 5 nel 1985 a fianco dei migliori comici dell'epoca per la regia di Giancarlo Nicotra ed a Beato tra le donne con Enrico Papi per la regia di Beppe Recchia. Nel 2013 ha ricevuto Premio Charlot alla carriera e nel giugno 2014 il premio "Queen of Comedy" al Festival MIX Milano. Nel dicembre del 2014 è protagonista della commedia teatrale "Nuda e Cruda" al Teatro Erba di Torino, tratto dall'omonimo libro scritto dalla stessa attrice nel 2013. Sua ultima fatica è stato il film Poveri ma Ricchi, per la regia di Fausto Brizzi, con Christian De Sica, Enrico Brignano e Lucia Ocone e Lodovica Comello. La pellicola ha ricevuto dal pubblico un’ottima accoglienza, tanto che è in lavorazione Poveri ma Ricchi 2. 
Anna Mazzamauro è stata sposata con Bartolomeo Scavia, che nel 1970 le ha dato una figlia.  Attualmente si definisce una single soddisfatta e continua a lavorare a pieno ritmo.  In bocca al lupo…


#AnnaMazzamauro #PaoloVillaggio #Fantozzi
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