Controstoria, ecco come Lenin ha tradito comunismo e operai

03 maggio 2017 ore 12:54, intelligo
Lenin non si interessava molto al miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, il suo obiettivo principale era la distruzione della odiata classe borghese considerata come un gruppo di esseri umani spregevoli non degni di vivere e partecipare alla vita della società. I suoi scritti sono un combinazione di propositi di potere molto espliciti e di falsificazioni nemmeno troppo velate.

Controstoria, ecco come Lenin ha tradito comunismo e operai
La statua di Lenin
1917 aprile, "Tesi di Aprile": «Sopprimere la polizia, l'esercito e il corpo dei funzionari… Lo stipendio dei funzionari - tutti eleggibili e revocabili in qualsiasi momento - non deve superare il salario medio di un buon operaio… E si pretende che io sia contrario alla più sollecita convocazione dell'Assemblea costituente!!». La Assemblea Costituente venne effettivamente convocata, ma quando i bolscevichi presero atto di non disporre della maggioranza la chiusero dopo una sola seduta.

1918 Novembre, “La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky”: «Non essendo lo Stato altro che un'istituzione temporanea di cui ci si deve servire nella lotta, nella rivoluzione, per tener soggiogati con la forza i propri nemici, parlare di uno "Stato popolare libero" come aveva affermato il leader tedesco è pura assurdità: finché il proletariato ha bisogno dello Stato, ne ha bisogno non nell'interesse della libertà, ma nell'interesse dell'assoggettamento dei suoi avversari... La democrazia proletaria, di cui il potere dei Soviet è una delle forme, ha dato appunto alla stragrande maggioranza della popolazione, agli sfruttati e ai lavoratori, uno sviluppo e una estensione della democrazia finora mai visti nel mondo», sei mesi dopo la conquista del potere le celebri assemblee dei lavoratori furono private dei loro poteri e sottomesse al controllo del Governo.

1919 Marzo, “Progetto di programma del Pcr(b)” sigla che sta per Partito Comunista Russo (bolscevico): la confisca delle terre a favore dei contadini doveva essere solo un provvedimento provvisorio, per creare la «collettivizzazione delle terre» e le grandi aziende agricole di stato che riducevano drasticamente l’autonomia dei lavoratori dell'agricoltura. «Il potere sovietico, per la prima volta nella storia, non soltanto facilita in ogni modo l'organizzazione delle masse oppresse dal capitalismo, ma ne fa il fondamento, costante, e permanente di tutto l'apparato dello Stato, dal basso in alto, dell'apparato locale e di quello centrale. Solamente in tal modo si realizza di fatto la democrazia per la maggioranza del popolo, cioè la partecipazione effettiva della stragrande maggioranza del popolo, dei lavoratori, alla direzione dello, Stato... l'organizzazione delle elezioni e la possibilità di indirle più spesso, e così pure le condizioni per la rielezione e la revoca dei deputati, sono assai più facili e più accessibili ai lavoratori della città e della campagna di quanto non lo siano nelle migliori forme di democrazia borghese… In nessuno, degli Stati democratici borghesi le masse lavoratrici hanno mai goduto del diritto di voto, formalmente concesso loro dalla borghesia, ma di fatto assai ristretto, in una misura anche solo approssimativamente cosi larga, frequente, generale, semplice e facile, quanto con il potere sovietico… si deve al tempo stesso invitare tutta la popolazione lavoratrice a partecipare in modo autonomo all'amministrazione dello Stato». Di elezioni in quegli anni inutile dire che se ne videro veramente ben poche.

1919 Luglio, “Sullo Stato”: «in Svizzera e in America impera il capitale, e ad ogni tentativo degli operai di ottenere un miglioramento più o meno serio delle loro condizioni si risponde immediatamente con la guerra civile... Vi fu un tempo in cui lo stato non esisteva. Esso apparve dove e quando apparve la divisione della società in classi, quando apparvero gli sfruttatori e gli sfruttati… Se prendete una opera qualunque sulla civiltà primitiva incontrerete sempre delle descrizioni più o meno precise, degli accenni e qualche ricordo di tempi che erano più o meno simili a un comunismo primitivo, quando la società non era divisa in possessori di schiavi e schiavi».

1921 Settembre, “L’epurazione del partito”: «epurare in questo modo il partito dall'alto in basso… la situazione esige innanzi tutto un aumento del rendimento del lavoro, un aumento della disciplina del lavoro».

La maggioranza degli storici ritiene che nel solo biennio 1921-1922 la Ceka abbia fucilato 200.000 contadini che rifiutavano le requisizioni del raccolto a favore dell'Armata Rossa, mentre i cosacchi deportati o fucilati sarebbero mezzo milione. Nel 1920 venne introdotta la "militarizzazione del lavoro". Nel 1922 la carestia provocata dalla politica delle requisizioni provocò la morte di cinque milioni di persone.

di Luciano Atticciati

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