San Pietroburgo, il kamikaze è kirghiso e le coincidenze ora sono due

04 aprile 2017 ore 15:38, intelligo
Il comitato investigativo della Federazione Russa ha aperto un procedimento penale per indagare sull'attentato terroristico avvenuto ieri, lunedì 3 aprile, a San Pietroburgo in cui sono morte 14 persone e oltre 49 sono state ferite. La stampa russa ha ipotizzato il nome del possibile attentatore - Akbarzhon Jalilov - nato nel Kirghizistan. In precedenza si era detto che l'ordigno fosse stato nascosto in un estintore, ma le autorità russe hanno smentito tale ricostruzione. L'attentato è avvenuto proprio 24 ore prima della visita ufficiale del ministro degli esteri russo Sergey Lavrov in Kirghizistan.

San Pietroburgo, il kamikaze è kirghiso e le coincidenze ora sono due
LE COINCIDENZE
Non solo Putin dunque ieri si trovava a San Pietroburgo per l'incontro con i giornalisti programmato durante la conferenza del (ONF) Fronte Nazionale Panrusso e per incontrare il presidente bielorusso Lukashenko. Oggi nel programma del ministro degli esteri Sergey Lavrov era previsto un viaggio in Kirghizistan. Nel corso del summit a Bishkek dei leader della CSI (Comunità degli Stati indipendenti) il ministro degli esteri russo con il suo partner kirghizo Erlan Abdyldaev ha discusso le questioni riguardanti i rapporti bilaterali nei diversi settori, compresa l'attuazione degli accordi firmati nell'ambito EurAsEc (Comunità Economica Eurasiatica) durante la visita ufficiale Vladimir Putin nel Kirghizistan il 28 febbraio 2017. Nel corso della visita di Lavrov a Bishkek i due ministri hanno inaugurato la mostra per celebrare i 25 anni trascorsi dall'avvio di relazioni bilaterali tra Russia e Kirghizistan.

IL KAMIKAZE

L'inchiesta ha rivelato l'identità del colpevole: Akbarzhon Jalilov è nato in Kirghizistan il 1 aprile 1995, ma ha la cittadinanza russa. Gli esperti hanno trovato le tracce di Jalilov sullo zaino lasciato nella stazione "Ploshchad Vostania". I dati personali di Jalilov sono stati confermati dai servizi segreti kirghisi al media russo RIA Novosti. Secondo gli ex colleghi di lavoro di Jalilov, il sospettato terrorista ha lavorato come cuoco in un sushi bar di San Pietroburgo nel 2015. Una volta lasciato il lavoro, secondo la stessa fonte, era andato in Corea. Secondo le fonti di gazeta.ru Jalilov era un simpatizzante del cosiddetto "Stato islamico", mentre il quotidiano "Fontanka.ru" riporta che Jalilov ha vissuto a San Pietroburgo durante gli ultimi sei anni, cambiando più volte il passaporto interno e avendone avuto anche quello per andare all'estero. Intanto le foto del corpo martoriato dall'esplosione del kamikaze kirghiso sono state diffuse dal canale 5 Russia.

LE INTERVISTE
Intelligo news ha sentito Stefano Dambruoso, parlamentare di Civici e Innovatori, Questore della Camera dei Deputati ed esperto di terrorismo internazionale che prima ancora che uscisse il nome di Jalilov, ipotizzava che la posizione della Russia di Putin nello scenario mediorientale, con il sostegno dato al governo di Assad, potesse essere la prima lettura possibile di questo attentato.

Di Irina Osipova

#SanPietroburgo #Jalilov #kamikaze
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