Caso Sessions: Trump lo difende, ma nel Russiagate c'è sua famiglia

04 marzo 2017 ore 10:22, intelligo
I rapporti con la Russia continuano a creare problemi all'amministrazione Trump. Nei guai, stavolta, il segretario alla Giustizia Jeff Sessions, accusato, dopo le indiscrezioni pubblicate dal Washington Post, di aver avuto due colloqui con l'ambasciatore russo a Washington, nel 2016 durante la campagna elettorale, e non averlo rivelato durante le audizioni al Senato per la sua conferma. 

Caso Sessions: Trump lo difende, ma nel Russiagate c'è sua famiglia

Lui, dal canto suo, ha precisato di "non aver incontrato alcun russo in alcun momento per discutere della campagna elettorale". E ha parlato di accuse "false e inconcepibili". Ma, come gli hanno suggerito i suoi consiglieri, ha deciso di non intervenire nelle indagini. "Ho deciso di astenermi da qualsiasi indagine presente o futura che fa riferimento all'elezione del presidente degli Stati Uniti" ha detto, "visto che sono stato coinvolto nella campagna elettorale". "Sono stato onesto e corretto", ha dichiarato facendo riferimento al suo intervento davanti al Senato, dove non ha rivelato di aver incontrato ufficiali del Cremlino. Trump, dal canto suo, parla di "una totale caccia alle streghe" nei confronti del segretario alla Giustizia. "Mi fido totalmente di lui" ha dichiarato, ammettendo però che avrebbe potuto rispondere "più precisamente" quando ha assicurato pubblicamente di non avere avuto contatti con responsabili russi, mentre avrebbe incontrato a due riprese l'ambasciatore russo. "Ma chiaramente - ha sottolineato Trump - non lo ha fatto intenzionalmente. Non ha detto nulla di sbagliato". 

Intanto emerge che anche Jared Kushner, advisor e genero del presidente, ha incontrato l’ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak. Lo ha confermato la Casa Bianca, precisando che l’incontro si è svolto nella Trump Tower di Manhattan, lo scorso dicembre, dunque dopo le elezioni, a differenza di quanto non sia avvenuto per Flynn, costretto alle dimissioni lo scorso 13 febbraio, e per Sessions. Non solo: secondo Usa Today, almeno altri due consiglieri della campagna di Trump parlarono con l’ambasciatore di Mosca a margine della convention repubblicana di Cleveland lo scorso luglio. Si tratta di J.D. Gordon, un altro advisor dell’allora candidato repubblicano, e Carter Page, membro del suo team per la sicurezza nazionale. Page, in un’intervista alla Msnbc ha confermato di aver incontrato il diplomatico. “Non lo nego”, ha dichiarato. 
AS

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autore / intelligo
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