Chi era e quanto ci manca Katharine Hepburn?

05 dicembre 2016 ore 11:43, intelligo
di Anna Paratore.

Questa è la storia di una delle più grandi attrici cinematografiche di sempre. In più, una donna dalla grande personalità, dotata di classe e determinazione, capace di lanciare mode senza mai scivolare nel divismo hollywoodiano. In grado di reggere la scena per un tempo infinito, e di saper ricoprire ruoli leggeri così come quelli più drammatici, ebbe una sola, lunghissima e appassionata storia d’amore con un altro grande attore dell’epoca che però scelse di non lasciare mai sua moglie. Sempre fedele a se stessa, si guadagnò il nomignolo “angelo di ferro”.
E’ l’anno in cui in Francia l’'Autocromia dei Fratelli Lumière è il primo processo fotografico a colori commerciale, in Italia Maria Montessori apre la sua prima scuola, e a Londra entrano in funzione i primi taxi con il tassametro. E’ l’anno in cui sull'isolotto di Brownsea nella baia di Poole, nel Dorset Inghilterra, Robert Baden-Powell trascorre con 20 ragazzi divisi in quattro pattuglie quello che sarà ricordato come il primo campo scout della storia, dando inizio al Movimento Scout. E’ anche l’anno della più grave tragedia mineraria degli Stati Uniti, con 906 morti, di cui 500 sono immigrati italiani. E’ il 1907, e ad Hartford, capitale dello stato del Connecticut, nasce Katharine Houghton Hepburn, destinata a diventare nota in tutto il mondo come Katharine Hepburn.

Chi era e quanto ci manca Katharine Hepburn?
La famiglia della ragazzina è piccolo borghese, e Katharine è la seconda di sei figli. Nonostante la famiglia numerosa, però, sua madre, Martha Hougton, femminista a capo dell’associazione delle suffragette, trova il tempo per le battaglie politiche, che vedono la contraccezione, la promozione dell’aborto e della maternità responsabile e pianificata. Suo padre, Thomas Norval Hepburn, è invece un urologo di discendenza inglese, strenuo assertore della profilassi pubblica e della necessità di informare la gente sui rischi delle malattie veneree, argomento del quale all'epoca nessuno parla.  E’ evidente che in un ambiente tanto impegnato, la giovane Katharine sviluppi una bella coscienza sociale, unita anche alla capacità di affrontare qualsiasi argomento, anche quelli che nelle altre famiglie dell’epoca sono considerate tabù. 
Moderna, indipendente, prima di pregiudizi, curiosa e aperta alle nuove esperienze, Katharine è anche una sportiva di valore. Pratica il nuoto, il golf, l’equitazione e il tennis, arrivando anche a vincere alcuni tornei. Ha poi la mania dei tuffi, che però esercita nel freddo specchio di mare davanti a casa sua. Insomma, nell’insieme è una sorta di maschiaccio, volitivo e dalle idee chiare che però subisce grave trauma quando trova il fratello Tom impiccato a una trave di casa. I genitori non accettano la tesi del suicidio, e pensano piuttosto a un gioco finito male, ma per la giovane Katharine quell’evento è una sorta di battuta d’arresto nella sua crescita e le causa una grave depressione. Il ricordo del fratello perso, nel futuro sarà destinato a tormentarla lungo tanto che per decenni lei userà la data di nascita di lui come la propria, raccontando la verità solo nella sua autobiografia. 

Dopo aver studiato a lungo a casa in seguito alla disgrazia di Tom, Katharine si convince finalmente a tornare tra la gente e frequenta il college dove però certe sue intemperanze – tipo fumare in camera – le costano sospensioni e punizioni. E’ comunque al college che la Hepburn scopre la propensione alla recitazione. Si laurea nel ’28 in filosofia e nello stesso anno sposa l’uomo d’affari Ludlow Ogden Smith, con cui resterà fino al ’34. Nel 1928, però, Katharine esordisce a Broadway con, bisogna ammetterlo, poco successo e performance poco credibili. Viene relegata a produzioni minori fino al 1932 quando finalmente si fa notare nel dramma The Warrior’s Husband, una rivisitazione in chiave moderna della tragedia Lisistrata. E’ a quel punto che stringe un contratto anche con un agente di Hollywood, Leland Hayward. Lui la propone per un ruolo in Febbre di vivere, per la regia di George Cukor che al provino viene letteralmente stregato dalla Hephurn al punto che induce la produzione ad accettare il compenso di 1500 dollari a settimana – enorme per un’esordiente – che Katharine richiede.  Ma è con la pellicola La gloria del mattino che Katharine ottiene la consacrazione tra il grande pubblico e, contemporaneamente, vince il suo primo Oscar. Fu poi la volta di Piccole donne, sempre   per la regia di Cukor, che le valse una Coppa Volpi. Ma mentre al cinema a successo segue successo, le cose non vanno altrettanto bene a teatro, a Broadway, dove Katharine vuole assolutamente sfondare. Interpreta Argento Vivo, ma la critica del New Yorker scrive di lei la memorabile frase: «Katharine Hepburn è capace di recitare tutta la gamma delle emozioni dalla A alla B».

In seguito a quell’insuccesso, la sua carriera subisce un fermo che però termina con Primo amore, di George Stevens, per il quale riceve la seconda nomination all’Oscar.  Da quel momento in poi, Katharine comincia a infilare un successo dopo l’altro, lavorando con ritmi infernali, anche due film in un anno più il palcoscenico a Broadway o in giro per gli States.  Tra i suoi maggiori successi ricordiamo Il diavolo è femmina (Sylvia Scarlett), regia di George Cukor (1935); Maria di Scozia (Mary of Scotland), regia di John Ford (1936); Palcoscenico (Stage Door), regia di Gregory La Cava (1937); Susanna! (Bringing Up Baby), regia di Howard Hawks (1938); Incantesimo (Holiday), regia di George Cukor (1938); il delizioso Scandalo a Filadelfia (The Philadelphia Story), regia di George Cukor (1940), per il quale Grace Kelly girerà un remake anni dopo; Scandalo a Filadelfia (The Philadelphia Story), regia di George Cukor (1940); Senza amore (Without Love), regia di Harold S. Bucquet (1945); Tragico segreto (Undercurrent), regia di Vincente Minnelli (1946); Il mare d'erba (The Sea of Grass), regia di Elia Kazan (1947); La costola di Adamo (The Adam's Rib), regia di George Cukor (1949); La regina d'Africa (The African Queen), regia di John Huston (1951); Lui e lei (Pat and Mike), regia di George Cukor (1952). E così via, per altre decine di pellicole, tutte più o meno di successo, in ogni caso rese migliori dalle interpretazioni di Katharine che, incredibile ma vero riesce a migliorare sempre più col trascorrere degli anni, fino a quelle che da molti sono considerate le sue migliori interpretazioni, Improvvisamente l'estate scorsa (Suddenly Last Summer), regia di Joseph L. Mankiewicz (1959), con una bravissima Liz Taylor; Indovina chi viene a cena? (Guess Who's Coming to Dinner), regia di Stanley Kramer (1967), film di denuncia contro il razzismo, e su tutti il fantastico lL leone d'inverno (The Lion in Winter), regia di Anthony Harvey (1968), dove ricopre il ruolo della regina Eleonora d’Aquitania, la sfortunata moglie di Enrico II.  E infine, quando ha già 75 anni, Sul lago dorato (On Golden Pond), regia di Mark Rydell (1981). Per tutte e tre queste ultime pellicole vince altrettanti premi Oscar come miglior attrice arrivando al record di 4 statuette, più altre 8 candidature che l’hanno vista perciò nella rosa delle migliori 5 attrici dell’anno.

Katharine Hepburn, nel suo palmares può anche annoverare 8 candidature al Golden Globe, 3 nomination e 2 vittorie al BAFTA, 1 nomination e 1 vittoria allo Screen Actors Guild Awards, 1 David di Donatello vinto, 1 Emmy Award vinto più altre 5 nomination, oltre a un numero imprecisato di altri premi guadagnati in tutto il mondo.
Nella sua vita sentimentale, Katharine si è dimostrata abbastanza monogama. A parte il primo giovanile matrimonio, e due brevi relazioni con il miliardario Howard Hughes e con il regista John Ford, la Hepburn ha avuto in Spencer Tracy il grande amore della sua vita. La loro relazione iniziata nel 1941 è durata fino alla morte dell’attore, avvenuta nel 1967. Malgrado ciò, Spencer di religione cattolica, non ha mai divorziato dalla moglie anche per via di un figlio, John, che era afflitto da un grave handicap. Katharine, invece, è venuta a mancare nel 2003, alla veneranda età di 96 anni. I suoi beni, per espressa volontà dell’attrice, sono stati venduti all’asta e il ricavato è stato diviso tra i parenti. Per onorare la Hepburn, è stato costruito un teatro ad Old Saybrook, in Connecticut dove l’attrice ha vissuto ed è morta. Nell'ottobre 2007, la città di Old Saybrook ha ricevuto un assegno di 200.000 dollari da parte della Commissione del Connecticut per la cultura e il turismo, per il restauro di questo teatro, per un totale di un milione di dollari ricevuto in sovvenzioni per il progetto. Durante la primavera del 2009, il Katharine Hepburn Cultural Arts Center e il teatro sono stati aperti.


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