Viveva all'occidentale: Isis uccide il Brad Pitt iracheno coi capelli lunghi

05 luglio 2017 ore 9:58, Eleonora Baldo

Vivere all’Occidentale, nel 2017,  continua a rimanere una colpa imperdonabile in Paesi come l’Iraq, contrassegnati da un forte fondamentalismo religioso e devastati da guerre internazionali – l’ultima solo 14 anni fa con l’America a guida reupubblicana di George W. Bush Junior – ed intestine, a causa dei continui contrasti tra sunniti e sciiti, le due principali correnti interne dell’islamismo.

Questa volta a pagare, a caro prezzo, è stato Karar Nushi, giovane modello e attore di Baghdad, noto ai media come il “Brad Pitt iracheno”. Poche ore dopo la denuncia presentata dai suoi familiari che da tempo non riuscivano a mettersi in contatto con lui, Nushi è stato ritrovato privo di vita a Palestine Street, nella zona nord della città.

Secondo fonti bene informate, sul corpo sarebbero stati ritrovati anche evidenti segni di tortura, anche se non vi sono ancora conferme ufficiali da parte della polizia di stato incaricata di indagare sul caso che a tutt’ora ancora non si è pronunciata sulla natura del delitto,il quale, ad un primo acchito, sembrerebbe essere di matrice fondamentalista.

Viveva all'occidentale: Isis uccide il Brad Pitt iracheno coi capelli lunghi

In passato, infatti, il modello – il cui look dai lunghi capelli biondi e dai vestiti attillati non passava certo inosservato – era stato vittima di minacce di morte per il suo stile di vita probabilmente ritenuto eccessivamente esterofilo in un Paese fortemente conservatore e legato all’ossequiosa osservanza dei dettami coranici come l’Iraq, appunto. Tuttavia, Nushi non si era lasciato intimidire e aveva tirato dritto per la propria strada, inseguendo le proprie ambizioni artistiche, supportate dagli studi di recitazione presso l’Accademia di Belle Arti di Baghdad, e annunciando qualche settimana fa l’intenzione di partecipare ad un concorso di bellezza maschile. Purtroppo i suoi sogni sono stati brutalmente interrotti dalle torture e dalle numerose ferite causategli dall’aggressione subita, i cui responsabili materiali non sono ancora stati identificati.

Nel frattempo sulla pagina Facebook del giovane e nel mondo social ingenerale procedono incessanti le manifestazioni di cordoglio nei confronti di un giovane coraggioso, divenuto, prima grazie alla sua immagine e ora, malauguratamente, con la sua triste fine, il simbolo di una generazione che non si arrende e che non rinuncia ai propri sogni anche a costo della vita.


#kararnushi #fondamentalismo  #iraq

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