Fossa comune dell'orfanotrofio una fake news. Anche Tg1 in grave errore

05 marzo 2017 ore 12:02, intelligo
Mea culpa dell'Associated Press per la vicenda dell’orfanotrofio irlandese di Tuam. Un mese fa si era diffusa la notizia di una fossa dove tra il 1925 e il 1961 furono seppelliti dalle suore circa 800 bambini. Sul web erano subito scoppiate le polemiche per questo trattamento orribile riservato a figli di donne non sposate e quindi considerati illegittimi. Qualche giorno fa però a fare marcia indietro è stata la stessa Associated Press, che in una nota ha elencato gli errori in cui è incappata. «Non ho mai detto a nessuno che 800 bambini sono stati buttati in una fossa comune». Questa la dichiarazione di Catherine Corless, la storica che ha svolto l’indagine sui bambini scomparsi tra il 1925-1961 dall’orfanotrofio di Tuam che aveva smentito seccamente quanto riportato.

Fossa comune dell'orfanotrofio una fake news. Anche Tg1 in grave errore
L’agenzia, quindi, ha dovuto spiegare di aver ripreso in maniera inesatta quanto detto dalla ricercatrice Catherine Corless, che da anni si occupa della storia della Home di Tuam e delle morti di quei bambini. «L’AP ha citato una ricercatrice che diceva di credere che molti dei resti dei bambini morti erano sepolti in una fossa biologica fuori uso»; tuttavia, «la storica ha poi chiarito che senza uno scavo e un’indagine della polizia scientifica è impossibile sapere quante serie di resti la cisterna contenga, se ce n’è qualcuno».  Una presa di posizione inevitabile visto che la ricercatrice aveva anche rilasciato un’intervista all’Irish Times in cui precisava di non aver mai detto che i corpi di quei bambini fossero stati gettati in questa fossa comune, aggiungendo poi che i certificati di morte recuperati parlavano di malattie come tubercolosi, morbillo, convulsioni, bronchite e meningite.
Tra l'altro le testimonianze tratte dai documenti dell’epoca descrivono l'orfanotrofio come  «una delle migliori istituzioni del Paese», e nel ’49 un giornale locale scrisse dei risultati di un’ispezione «hanno trovato tutto in ottimo ordine, e si sono congratulati con le sorelle per le condizioni eccellenti». Difficile quindi pensare che una struttura del genere, finanziata dallo Stato, potesse essere un luogo da incubo come quello descritto. A cadere nell'errore anche il Tg1 che, due giorni fa, aveva fatto un servizio dal titolo significativo: "Irlanda l'orrore nell'orfanotrofio". Il tutto presentando il servizio parlando esplicitamente di bigotti, o meglio della cattolicissima, bigotta e rigida Irlanda.
Se diventasse reato, anche il Tg1 vi incorrerebbe. E comunque resta il problema della discriminazione...

#orfanotrofio #tuam #fakenews

a.b.

autore / intelligo
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