La storia e la carriera di Massimo Ranieri e cosa fa oggi

05 ottobre 2017 ore 9:53, intelligo
La storia di Massimo Ranieri, re della canzone italiana In occasione dell’uscita del suo film L’ultimo Pulcinella, il 13 marzo 2009, Tullio Kezich, ha detto di lui su Il Corriere della Sera: “In questo quadro Massimo Ranieri, già sublime Pulcinella alla ribalta, ha un'importanza fondamentale. Siamo oltre 59 milioni di italiani che in contrasto con il vigente bipolarismo imperfetto tendiamo a fondare 59 milioni di partiti, ma su alcune piccole cose potremmo tentare un accordo. Per esempio stringendo una federazione fra gli ammiratori di Ranieri, finora spartiti in tre gruppi che spesso si ignorano a vicenda chi privilegiando il cantante, chi il cineasta o il prosaiolo. Di simili campioni a ciclo completo ne sono esistiti pochi; e se penso a un incantevole precedente della versatilità di Massimo il primo nome che mi viene in mente è quello di Yves Montand. Il biglietto da visita del «Ranieri per tutti», uno e trino, potrebbe essere proprio L' ultimo Pulcinella: un piccolo film schietto e sotto certi aspetti esile che lascia tuttavia un retrogusto duraturo. 
La storia e la carriera di Massimo Ranieri e cosa fa oggi

Soprattutto quando si rinchiude nel cuore della vicenda, quel palcoscenico degradato di Parigi (girato però nello storico teatrino di Amelia) dove in una mescolanza da Orchestra di Piazza Vittorio si rinnova fra gente di ogni colore e provenienza il mito di «les italiens». Il protagonista recita, canta e comunica con una passione antropologica che contraddice il titolo. Di fronte al suo travolgente Pulcinella come si fa a pensare che sia l' ultimo? Si conclude piuttosto che, nato nel ' 600, è destinato a sopravvivere almeno per altri quattrocento anni." E’ il 13 maggio del 1951, quando al quinto piano di un vecchio palazzone, in un appartamento di una sola stanza nel popolare quartiere Pallonetto, a Napoli, viene al mondo Giovanni Calone, in arte Massimo Ranieri, figlio di Giuseppina Amabile e Umberto Calone e quinto di otto fratelli, Titina, Aniello, Teresa, Nunzia, Pasquale, Fabrizio ed Annamaria. La famiglia è molto povera, e come tutti i suoi fratelli e sorelle, Giovanni è costretto a guadagnarsi la minestra fin da piccolissimo.

Lavora come garzone di panettiere, fattorino, ragazzo di bottega, commesso, barista e intrattenitore nelle cerimonie. Da subito, tutti si accorgono che Giovanni ha avuto in dono dalla sorte una splendida voce, e da bambino gli amici lo costringono a cantare per i turisti. Lui è timido, e vorrebbe evitare, ma siccome non sa nuotare gli amici si inventano di metterlo su uno scoglio e lo minacciano di buttarlo a mare se non si farà uscire la voce. E così lui canta e canta, e rimedia spiccioli che la banda di ragazzini si divide. Alla fine, Giovanni finisce per lavorare in un bar, dove tra una birra e un caffè canta per intrattenere i clienti. Ed è in quel bar che nel 1964 viene notato e gli viene proposto di incidere un disco a fronte di un compenso di 200mila lira, una cifra che per lo scugnizzo è praticamente faraonica Col nome d’arte di Gianni Rock, il tredicenne Giovanni Calone viene spedito in America a fare la spalla a Sergio Bruni, e lì lo aspetta il palcoscenico all'Academy di Brooklyn. Così, con i primi soldini, il futuro Massimo Ranieri decide di far sposare la sorella, che da anni ha quel sogno che non riesce a realizzare per mancanza di fondi. A lui, del resto, le cose continuano ad andare bene e nel 1966 il pianista Enrico Polito gli propone un contratto discografico con la CGD, che lo fa debuttare a 15 anni, dapprima con lo pseudonimo Ranieri (nome scelto in quanto già noto alla memoria della gente per il richiamo al principe Ranieri III di Monaco) a cui, dopo le prime incisioni, viene aggiunto Massimo. E così il giovanissimo cantante già nel 1966 partecipa a Canzonissima, poi a Scala reale e l’anno successivo vince il Cantagiro girone B dedicato alle giovani promesse. Quindi, a 17 anni, partecipa al Festival di Sanremo col brano Da bambino in coppia con i Giganti, e ritorna al Cantagiro con Preghiera per lei prima di lanciare, nel 1968 lancia Rose rosse destinata a diventare un grandissimo successo però solo l’anno successivo. 
E infatti nel 1969 Massimo Ranieri si ripresenta a Sanremo con 'Quando l'amore diventa poesia' in coppia con Orietta Berti e di nuovo al Cantagiro vincendolo con ‘Rose rosse'. A Canzonissima arriva al secondo posto con ‘Se bruciasse la città'. Esce il suo primo LP Massimo Ranieri. Ma non basta, nel giovane cantante ormai affermato, qualcuno intuisce anche altri talenti nascosti, come quello d’attore e così, per la regia di Mauro Bolognini Massimo debutta accanto a Lucia Bosè ed Ottavia Piccolo nel film "Metello" tratto dal romanzo di Vasco Pratolini, incidendo anche il brano "Io e te" di Ennio Morricone, tema del film. Arriva poi il 1970, che possiamo indicare come l’anno della consacrazione di questo inarrestabile talento napoletano. Massimo Ranieri vince con il brano Vent’anni Canzonissima, e sul quel successo esce con lo stesso titolo il suo secondo album. Interpreta varie pellicole come "Incontro" per la regia di Pietro Schivazappa accanto a Florinda Bolkan; "Cerca di capirmi" per la regia di Mariano Laurenti con Beba Loncar; "Il faro in capo al mondo" per la regia di Kevin Billington, accanto a star come con Kirk Douglas, Yul Brynner, Samantha Eggar. Vince il "David di Donatello" ed il "Premio Internazionale della Critica" per il film "Metello", riceve il premio "La Maschera d'Argento". Nel film per la tv "La Sciantosa" per la regia di Alfredo Giannetti è accanto ad un’Anna Magni indimenticabile in una delle sue più struggenti e belle interpretazioni. 

  In quell’indimenticabile 1970, c’è anche qualcosa d’altro nella vita del cantante: ha una relazione sentimentale con una donna, Franca Sebastiani, tenuta a lungo segreta. Dalla storia nasce una bimba, Cristiana, che però per tantissimi anni il cantante si rifiuterà di riconoscere come propria fino a quando, dopo un tardivo ripensamento, accetterà la ragazza nella sua vita. Per il resto, non gli si conoscono altre storie d’amore, e questo da di lui l’immagine di un uomo completante assorbito dal suo lavoro che, evidentemente, ama sopra ogni cosa. Dopo il 1970 la carriera di Massimo continua senza tentennamenti. Anche quando il genere melodico che lo vede grande interprete perde di appeal sul grande pubblico, lui continua ad avere uno sterminato bacino di estimatori e fan che lo seguono, sempre pronti a comperare i suoi dischi o a essere presenti ai suoi concerti. In più, Massimo trova nel teatro un altro grande amore dopo quello per la musica, e oltre che al cinema dove recita in decine di pellicole, dopo La sciantosa con Anna Magnani, appare in decine di sceneggiati e film per la tv, come ad esempio Massimo Ranieri quasi un autoritratto (1978); Storie della camorra, regia di Paolo Gazzara (1978); La vela incantata, regia di Gianfranco Mingozzi (1982) ; I ragazzi di celluloide, regia di Sergio Sollima (1983); Ama il tuo nemico, regia di Damiano Damiani; Io ti salverò, regia di Mario Caiano (2002); Storia di guerra e di amicizia, regia di Fabrizio Costa (2002); Senza via d'uscita - Un amore spezzato, regia di Giorgio Serafini (2007); Filumena Marturano, regia di Franza Di Rosa (2010); Napoli Milionaria, regia di Franza Di Rosa (2011); Questi fantasmi!, regia di Franza Di Rosa (2011); Sabato, domenica e lunedì, regia di Massimo Ranieri (2012), arrivando anche a partecipare, nel 2005, a una serie di Camera Cafè, per la regia di Fabrizio Gasparetto, sitcom basato sull’omonimo forma originale francese. Ma in TV è anche presente in una serie impressionante di varietà, alcuni notissimi come ad esempio Fantastico, Doppia Coppia, Accussi grande, Sarà Sanremo. Impressionante anche il numero dei premi raccolti o delle vittorie ottenute in gare canore, dalle varie edizioni di Canzonissima, nel 1988 vinta con Perdere l’amore, nel 1970 vinta con Vent’anni, nel 1972 vinta con Erba di casa mia, a due vittorie al Cantagiro, nel 1967 con Pietà per chi ti ama (girone B) al 1969 vittoria con rose rosse. Massimo Ranieri ha vinto anche due Wind Music Awards, il primo nel 2013: Atleta dello Spettacolo, e il secondo nel 2017: Premiato per i Live. Si è anche aggiudicato il David di Donatello Speciale 1970, il Globo d’oro come attore rivelazione sempre per Metello. Altri riconoscimenti sono poi: 2008 - Premio Vittorio De Sica; 2010 - Premio Napoletano-Eccellente nel mondo; 2010 - Premio Beato Angelico; 2011 - Targa nella Strada del Festival di Sanremo in Via Matteotti a Sanremo, per il brano Perdere l'amore; 2014 - Premio Regia Televisiva nella categoria Top Ten con Sogno e son desto; 2015 - Premio Regia Televisiva nella categoria Top Ten con Sogno e son desto 2. Oggi Massimo Ranieri continua a fare con successo il suo lavoro: un vero fuoriclasse dello spettacolo.

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