Che fine ha fatto Isa Barzizza, la musa di Totò

05 settembre 2017 ore 10:26, intelligo
«Era da tempo che volevano mettere in scena questa commedia sulla vecchiaia, ma non trovavano nessuna attrice che volesse fare la parte dell’anziana. Eppure bisogna ringraziare il destino di essere diventati vecchi, se no vuol dire che si è morti giovani». A proferire queste parole non è stato un esordiente regista d’avanguardia, ma un’anziana, splendida signora, oggi di 88 anni portati alla grande: Isa Barzizza, attrice dei “telefoni bianchi”, diva del teatro di rivista e musa incontrastata di Totò. Quando pronunciò la frase qui sopra di anni ne aveva appena 82 e stava per mettere in scena una deliziosa commedia dell’americano Mayo Simon, Guida alla sopravvivenza delle vecchie signore. Un successo scritto dal commediografo nel 1992 e portato in giro per tutta Italia con un grande riscontro di pubblico e di critica, storia di due anziane costrette ad affrontare gli acciacchi tipici dell’età, e che ben presto diventano indispensabili l’una all’altra. 
Che fine ha fatto Isa Barzizza, la musa di Totò

Un ritratto sincero e onesto della vecchiaia,  una difficile ricerca dell’equilibrio tra senso di sé e egoismo. Nella commedia, Isa Barzizza interpretava Shprintzy, vecchietta eccentrica e lieve come un fiocco di neve,  ma smemorata e malata di Alzheimer, personaggio affrontato con sensibilità, capacità ed esperienza fino a rendere perfettamente le drammatiche e, a volte, perfino umoristiche contraddizioni dell’età avanzata. 
Luisita “Isa” Barzizza nasce a Sanremo, la città dei fiori in provincia di Imperia, il 22 novembre del 1929, figlia del compositore e direttore d’orchestra Pippo Barzizza e di Tatina Salesi. Ottiene il diploma presso il Liceo Classico Vincenzo Gioberti di Torino ma grazie al padre vivendo anche se marginalmente nel mondo dello spettacolo, viene notata già giovanissima dalla compagnia di Ruggero Ruggeri, Elsa Merlini ed Eduardo De Filippo che le affidano piccoli ruoli in opere di prosa. E’ però Erminio Macario, il grande attore brillante, che intuisce per Isa un futuro di grande successo sui palchi del varietà. Del resto, alla ragazza non manca proprio niente per piacere. E’ bella, dotata di un fisico armonioso e longilineo, lineamenti delicati e regolari, il tutto condito da talento e innata simpatia.  Per la verità, Barzizza padre non fa i salti di gioia all’idea che la figliola si lanci nel mondo dello spettacolo, soprattutto nel contesto sbarazzino della rivista. Alla fine, si fa convincere solo perché Isa accetta di essere seguita da una governante, che non la perderà di vista un minuto. Il tutto finché l’attrice non diventerà maggiorenne, a 21 anni. L’esordio avviene ne Le educande di San Babila, da un’idea di Macario del 1947, seguita da Follie di Amleto, di Mario Amendola, messa in scena l’anno seguente.  
Il successo è praticamente immediato. Come previsto da Macario, Isa piace e funziona e ha davanti a sé una lunga a gloriosa carriera anche perché, subito dopo Macario, il pigmalione di Isa è niente meno che Totò.  Sarà il principe Antonio De Curtis in persona che insegnerà alla Barzizza i segreti del mestiere, dal come rapportarsi con il pubblico, ai tempi comici, fino alla mimica e all’uso dello spazio del palcoscenico, come racconta Wikipedia.  Con Totò Isa recita in teatro nel C’era una volta il mondo del 1948 e in Bada che ti mangio del 1949.   In quest'ultima commedia nasce la famosa gag del vagone letto, riproposta anche nel film Totò a colori del 1952, uno dei “pezzi forti” del repertorio del grande attore napoletano, gag che viene inventata con un copione piuttosto debole, ma che Totò trasforma in un fantastico sketch rimasto famoso nel tempo tanto che, dalla durata iniziale di 7 minuti, il comico lo porta a durarne oltre 45 grazie alla sua inventiva e all’incredibile gradimento del pubblico.
Ma oltre a calcare le tavole del teatro di rivista, Isa Barzizza viene a un certo punto catturata anche dal cinema. E inizia anche qui con Totò ne I due orfanelli del 1947. Nelle oltre trenta pellicole che interpreterà nella sua carriera, bisogna dire che Isa sarà praticamente sempre una spalla di grandi comici a parte forse che in Gran Varietà del 1954 dove oltre ad essere protagonista assoluta, canta anche un blues. Precedentemente, negli anni 1951-52, Isa lavora con la premiata coppia Garinei e Giovannini in Gran baldoria , rivista di notevole successo. Compare anche in Milano miliardaria (1951) ed Era lui sì!...sì! (1951) (entrambi di Marchesi e Metz), dove lei è l'indiscussa protagonista femminile, rispettivamente moglie del 'cavalier' Tino Scotti o innamorata persa di Walter Chiari. Ma, contemporaneamente, l’attrice non disdegna ruoli impegnativi, come quando recita Shakespeare ne La dodicesima notte per la regia di Renato Castellani.  E’ anche in RAI all’inizio dei programmi ufficiali, il 3 gennaio del 1954, come protagonista di Osteria della Posta di Carlo Goldoni trasmessa proprio il giorno dell’inaugurazione della rete di Stato.  Segue nel 1954/56 la commedia musicale  Valentina, storia d'amore tra due fidanzati coinvolti in un incredibile salto temporale
Purtroppo, quando sembra che la carriera della Barzizza sia ormai nel suo fulgore, ecco che una terribile disgrazia travolge l’attrice. E’ il 1960, quando Isa a soli 31 anni perde il marito, il 36enne Carlo Alberto Chiesa sposato solo sette anni prima, in un incidente d’auto sulla via Aurelia.  L’accadimento fa si che la Barzizza si ritiri dal teatro brillante per dedicarsi esclusivamente all’unica figlia, Carlotta, che all’epoca ha appena due anni.  Per circa tre lustri, Isa lavora nel doppiaggio, tanto che fonda una società, dedicandosi a questa attività, sia come imprenditrice sia come direttrice artistica. Torna al cinema per merito di Ettore Scola che in C'eravamo tanto amati (1974) le offre il ruolo della 'padrona' della pensione dove Luciana-Stefania Sandrelli tenta il suicidio. Poi, all’inizio degli anni ‘90, torna anche in teatro con le commedie La pulce nell'orecchio per la regia di Gigi Proietti, e Arsenico e vecchi merletti per la regia di Mario Monicelli. Nel 1995 partecipa al Festival di Spoleto con L'ultimo yankee di Arthur Miller e nel 1999 lavora nel dramma Le Sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi, accanto a Lauretta Masiero. Infine, Isa riappare anche in  televisione dove nel 1989 conduce per Raitre il rotocalco Mai dire mai con Fabio Fazio e Giampiero Mughini, e partecipa alle due stagioni della fiction di Raiuno Non lasciamoci più (1999 e 2001). Seguirà poi la commedia Guida alla sopravvivenza delle vecchie signore.
Oggi Isa Barzizza è una ancora bella signora che vive in Sardegna, a Palau. Ha un unico cruccio: a Palau c’è una sola sala cinematografica e lei non può vedere tutte le pellicole che le piacerebbero, tra cui quelle di Checco Zalone, il comico che oggi preferisce. “Se però ne vale la pena”, confida “mi faccio accompagnare a Olbia in auto… e risolvo”.  Auguri, signora!

di Anna Paratore

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