Che fine ha fatto Alessandro Nesta?

06 febbraio 2017 ore 10:31, intelligo
di Anna Paratore.

Dall’intervista per Lazialità del 17 gennaio 2014: “Il mio trasferimento al Milan fu molto strano. La mattina mi allenai a Formello, era l'ultimo giorno di mercato, poi scese in campo Cragnotti che mi disse che ero stato venduto al Milan. Non potevo rifiutare, conoscevamo tutti i problemi del club e quella stessa sera mi sono ritrovato nello stadio San Siro di fronte a 60.000 spettatori. È stata dura perché non ho nemmeno avuto il tempo di capire cosa stava succedendo.” Chiunque sia un appassionato di calcio, sa cosa significa. Chiunque sia un appassionato di calcio in Italia o, meglio ancora a Roma, lo capisce ancora meglio: se vendi “la bandiera del club”, ti vendi un pezzo di cuore dei tifosi, e sarà una ferita che difficilmente si risanerà. Ecco quello che accadde ai tifosi della Lazio quando Cragnotti, in cattive acque finanziarie, fu costretto a cedere Nesta al Milan di Berlusconi, dalla sera alla mattina, senza nemmeno poter preparare la tifoseria a quello che fu un trauma terribile. 

Che fine ha fatto Alessandro Nesta?
Alessandro Nesta
nasce a Roma il giorno di San Giuseppe del 1976 e porta in dono un talento notevole che sarà già visibile prima che abbia compiuto i 10 anni. A scoprirlo è, ironia della sorte, Franscesco Rocca ex giocatore e osservatore della Roma. Per fortuna dei laziali, però, papà Nesta è un convinto biancoceleste,  e rifiuta l’offerta dei giallorossi, portando il piccolo Alessandro a giocare nelle giovanili della sua squadra del cuor. E’ il 1985.  Meno di un decennio dopo, nella stagione 1993-1994, Dino Zoff allora allenatore della squadra di Formello, decide di far esordire Alessandro Nesta in prima squadra nella partita Udinese-Lazio, terminata poi 2 a 2: è il 78° minuti di gioco, e Alessandro non ha ancora compiuto 18 anni.

Zoff, però, ha sempre saputo il fatto suo, da quando era il portiere della Nazionale che tutti ci invidiavano, e anche quando ha scelto di allenare. In Alessandro, ancora un ragazzino, aveva visto tutto quello che poi avrebbero constatato gli esperti di calcio e i tifosi di tutto il mondo. Alessandro Nesta è stato uno dei migliori difensori centrali di sempre. All’epoca può vantare tante doti, davvero rare se in un calciatore compaiono tutte insieme. Sul campo di calcio Alessandro è incredibilmente veloce per la stazza che ha, è atletico, fisicamente forte, ha un incredibile senso della posizione e dell’anticipo che in un difensore sono oro, ha ottimi piedi, è capace nel gioco di testa, se non bastasse è elegante e non particolarmente falloso come ad esempio il grande Baresi. Inoltre, se serve, sa anche impostare.

Nella stagione 1997/98, Alessandro Nesta è già un giocatore affermato, e con il mitico Sinisa Mihajlovic forma la coppia di centrali di difesa migliore d’Italia. I due si compensano a meraviglia: uno veloce ed elegante sempre in anticipo, l’altro roccioso e potente, capace di fermare chiunque. La Lazio di quell’anno vince la Coppa Italia battendo in finale il Milan e, incredibile ma vero, la rete decisiva viene proprio segnata da Nesta. L’anno successivo, la Lazio è in finale di Coppa Uefa a Parigi, contro l’Inter. I biancocelesti non vincono, ma capiscono che finalmente la loro squadra sta entrando nel novero dello compagini di primo livello del campionato italiano, e non solo. Purtroppo l’anno che segue sarà durissimo per Alessandro, costretto a restare fuori buona parte della stagione per un incidente subito in Nazionale e che gli ha compromesso i legamenti. Quando finalmente rientra, guida i suoi a una spettacolare rimonta che fa arrivare lo scudetto ai biancocelesti solo per un punto rispetto al vittorioso Milan, anche grazie a un goal annullato a Vieri dall’arbitro Cesari durante lo scontro diretto Lazio-Milan  e che blocca gli uomini di Eriksson sul pareggio.  Il 1998 porta però la vittoria contro il Maiorca in finale di Coppa delle Coppe, e quella della Supercoppa europea contro i campioni d'Europa in carica del Manchester United nello stadio bomboniera di Montecarlo situato sul tetto di un palazzo, in una caldissima notte agostana. La soddisfazione maggiore, però arriva l'anno successivo, quando la Lazio vince sia il campionato che la Coppa Italia, il cosiddetto double del 1999-2000.  A questo punto la Lazio sembrerebbe destinata a un grande ciclo, e non a caso vince anche la Supercoppa italiana contro l’Inter, ma i guai finanziari del presidente Sergio Cragnotti rimettono tutto in discussione, e praticamente tutti i più grandi giocatori dell’allora squadra più forte d’Italia finiscono per essere venduti e per andare a rafforzare le rose altrui dove, molto spesso, faranno la differenza.

Per 31 milioni di euro, Nesta arriva a Milano. Ha uno stipendio di 2ml ancora da riscuotere, ma accetta azioni della Lazio pur di non mettere in difficoltà il club che comunque è nel suo cuore.  Nella sua prima stagione al Milan, Alessandro vince la Campions League in finale contro la Juve, per la gioia di tutti i milanisti d’Italia.  Nella stagione successiva con i rossoneri vince la Supercoppa europea contro il Porto e lo scudetto, poi nella stagione 2004-2005 è la volta della Supercoppa italiana contro la sua ex-squadra, la Lazio, ma il 25 maggio perde la finale di Champions League ai rigori contro il Liverpool a Istanbul. L’anno seguente, invece, vince la Champions ad Atene contro il Liverpool.  Insomma, il curriculum di questo giocatore è davvero quello di un grande campione e probabilmente, se il suo ruolo non fosse quello di un difensore, si sarebbe portato a casa anche il Pallone d’Oro. 

Il 10 maggio del 2012 annuncia in conferenza stampa l’addio al Milan dove in 10 anni ha disputato 326 partite e segnato 10 goal, vincendo 2 scudetti, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane, due Champions League, due Supercoppe europee e una Coppa del mondo per club.  Con la Nazionale italiana, invece, ha esordito a 20 anni contro la Moldavia, diventando da quel momento un pilastro della squadra azzurra.  In Nazionale ha disputato 78 partite con gli azzurri, partecipando agli europei 1996, ai Mondiali 1998, agli Europei 2000, dove è diventato vice-campione d’Europa, ai Mondiali 2002 e agli europei 2004. Per poi diventare campione del mondo ai Mondiali 2006.

Ancora per un po’ dopo l’addio alla squadra lombarda, Nesta continua a giocare nel Montréal, dove è rimasto per circa un anno, per poi lasciare definitivamente il calcio giocato a causa di gravi problemi alla schiena che si porta ormai dietro da anni. 

Finita la carriera da calciatore, Alessandro Nesta ha cominciato quella di allenatore. Il 27 febbraio 2014 ha iniziato nello staff tecnico del Montreal Impact. Il 31 agosto 2015 è diventato allenatore dei Miami FC, nuova società fondata da Riccardo Silva e da Paolo Maldini che nel 2016 ha partecipato alla NASL. Termina la sua prima stagione da allenatore conquistando il settimo posto. E continua in questa sua attività lasciandoci pensare, e sperare, che prima poi torni in Italia e come tanti suoi colleghi venga ad allenare nel nostro campionato: i grandi uomini di calcio come lui all’Italia mancano proprio. 


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