Che fine ha fatto Massimo Dapporto

06 luglio 2017 ore 11:22, intelligo
Negli ultimi tempi è quasi scomparso dagli schermi televisivi a parte che per uno spot di Editalia per la Zecca dello Stato. E dispiace perché lui è un ottimo attore, figlio di un altro famoso interprete, il grande Carletto Dapporto, classe 1911, famosissimo le sue gag come quella del Maliardo, e noto show man nelle  commedie musicali degli anni ’50.
Lui si chiama Massimo Dapporto, e nasce a Milano l’8 agosto del 1945. Come detto, la sua è una famiglia che è già immersa nel mondo dello spettacolo grazie al padre Carlo di cui Massimo ricorda certi vezzi tipici dell’attore, come quando prima di recarsi in teatro e prima di uscire dalla camera da letto, passava in rassegna i santi e i santini, e lanciava baci alla foto di Padre Pio a cui era particolarmente devoto. Poi, non pago in quanto anche scaramantico, accarezzava un corno rosso e spegneva e riaccendeva la luce per tre volte consecutive. Per non parlare del fascino e della bravura di Carlo, all’epoca notissimo, tanto che è proprio normale se uno dei suoi tre figli, appunto Massimo, ne ha seguito la strada. Anche se, per dirla tutta, Carlo non fece salti di gioia quando apprese che Massimo avrebbe abbandonato la facoltà di Scienze Politiche che frequentava per calcare anche lui le tavole di un palcoscenico. 
Che fine ha fatto Massimo Dapporto
Racconta Massimo: “Papà ci rimase davvero male. Sperava in un figlio laureato – il primo laureato in famiglia – e invece il primo a laurearsi sarà mio figlio Davide.”  Massimo inizia la sua carriera nel 1971 in teatro, con Le farfalle sono libere, per la regia di Emilio Bruzzo, con Andrea Giordana e Alida Chelli.  In proposito dice: “Mi ero guadagnata la piccola  parte che interpretavo facendo un provino e anche perché andavo bene per il ruolo che cercavano, e così ho cominciato. Ho lasciato l’Accademia dove stavo facendo il secondo anno, la Silvio D’Amico. Ho iniziato a lavorare e, dopo cento repliche lo sanno tutti che si diventa professionisti.”
Sempre nel 1971 la carriera di Massimo prosegue con Miles gloriosus, una commedia di Plauto, mentre nel 1975 porta in scena Il ritorno a casa e Il Lorenzaccio . E’ poi la volta di Rudens (1976),  La signora dorme a sinistra (1977), Franziska (1977), Cimbelino (1977), Le donne in Parlamento (1978),  Caffè teatro di piazza Navona (1979), Truculentus (1979), Gli uccelli (1980) ,  L’avaro (1981) e Padron monsieur Moliére (1985) . 
Ma anche al cinema l’esordio avviene presto, con Il Trafficone del 1974, di Bruno Corbucci, anche se il suo personaggio più d’impatto arriva nel 1987 quando Massimo Dapporto interpreta il tenente Fili dell'Esercito Italiano nel film di grande successo Soldati - 365 all'alba di Marco Risi, con Claudio Amendola e Ivo Garrani. Nel 1988 è nel cast del film diretto da Francesca Archibugi Mignon è partita, con Stefania Sandrelli, che fa guadagnare a Massimo il premio Davide di Donatello nel 1989 come miglior attore non protagonista. Nel 1996 recita nel film Celluloide, con Giancarlo Giannini e Massimo Ghini, con la regia del maestro Carlo Lizzani. Seguono Anni ribelli, del 1996 per la regia di Rosalia Polizzi;  Con rabbia e con amore, del 1997 per la regia di Alfredo Angeli ;  L'apparenza, un cortometraggio  del 2003 per la regia di Davide Dapporto e Nicola, lì dove sorge il sole, del 2006 per la regia di Vito Giuss Potenza . Nel 2011 è protagonista dello spettacolo teatrale La Verità con Antonella Elia regia di Maurizio Nichetti. Sempre nel 2011 recita nel cortometraggio Il Sospetto, diretto da Giovanni Meola. 
Il grande pubblico lo scopre davvero quando Massimo viene chiamato a interpretare dal 1993 al 1998 il Dottor Magri in Amico mio, una sorta di prequel  delle fiction a sfondo ospedaliero.   Nel 1997 è il protagonista della serie tv “Un prete tra noi” dove interpreta Don Marco e, nel 2002,  è l’interprete principale della fiction “Il commissario”. E’ Claudius nella fiction-tv storica del 2004 “Imperium: Nerone”, con Laura Morante. Nel 2006 interpreta con grande successo il giudice Falcone nel film-tv per Rai1 “Giovanni Falcone, l’uomo che sfidò Cosa Nostra”, diretto da Andrea Frazzi, al fianco di Elena Sofia Ricci. L’interpretazione fa guadagnare a Dapporto una candidatura agli Emmy Award. Nella stagione televisiva 2007/08 Massimo Dapporto è il protagonista di “Distretto di polizia 7”, nel ruolo del commissario di polizia Marcello Fontana, per la regia Alessandro Capone e di suo figlio Davide Dapporto, quest’ultimo ormai anche lui ben inserito nelle tradizioni della famiglia, sebbene dall’altra parte della macchina da presa. Nel 2012, Massimo Dapporto interpreta il conte Ludovico Guarino – il cattivo - nella fiction Il generale dei briganti di Paolo Poeti, dedicata alla vita del brigante lucano Carmine Crocco, una via di mezzo tra un bandito e un eroe del Risorgimento italiano. 
Massimo Dapporto ha anche avuto esperienze come doppiatore, prestando la propria voce dapprima al personaggio di Tim Curry nel film Mamma, ho riperso l'aereo - Mi sono smarrito a New York del 1992 e, in seguito, al personaggio di Buzz Lightyear nei film Disney Toy Story - Il mondo dei giocattoli, Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa e Toy Story 3 - La grande fuga. Ha doppiato anche John Goodman, Dick Shawn, Patrick Stewart, Ken Jenkins, Ben Cross e altri attori famosi. 
Massimo Dapporto ha una vita private molto serena: è sposato dal 1971 con Stefania Longo, proprietaria di un negozio di abbigliamento per bambini che gli ha dato il figlio Davide, regista e anche scrittore. Al giornalista che gli ha chiesto quale fosse stato il più bel complimento mai ricevuto, Massimo Dapporto ha risposto così: “Quello che ricevo dal pubblico, ogni sera, in teatro, che significa avere una credibilità, nel senso che c’è tanta gente che viene a vedermi in teatro pensando di ritrovare le stesse cose che vede di me in televisione. E invece, come tutti gli attori che hanno una nascita e un origine teatrale, vedono che mi comporto in un certo modo in televisione e con una tecnica particolare in teatro e quindi sono tutt’altra persona. Per cui rimangono anche sorpresi dal fatto che in televisione hanno visto solamente cose mie, toccanti, commoventi e in teatro faccio commedie che portano alla risata. Adesso ad esempio, sto facendo Goldoni, con “I due gemelli veneziani” e prima avevo fatto Moliere e prima ancora avevo fatto degli autori contemporanei americani. E qualcuno del pubblico mi ha detto: ”Ieri sera mi hai fatto piangere in Tv e oggi mi fai ridere a teatro”. Per me questo è un gran complimento, il fatto di trasmettere delle emozioni o meglio di mutare le emozioni delle persone nel giro di due lavori a distanza di poche ore.” La risposta di un attore vero… In bocca al lupo, Massimo.

di Anna Paratore


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