Che fine ha fatto e come sta Marella Agnelli?

07 aprile 2017 ore 23:59, intelligo
Se i tempi della loro esistenza fossero coincisi, oggi potremmo senz’altro affermare che Modigliani si ispirò a Marella Agnelli per disegnare le sue donne stupende, dai lunghi colli, eleganti ed enigmatiche come cigni.  Ma Modigliani morì nel 1920 e Marella venne al mondo soltanto nel 1927…
Suo padre, Filippo Caracciolo della nobile famiglia di San Francesco Caracciolo, è stato il 3° Duca di Melito, Principe di Castagneto e Patrizio Napoletano, nonché diplomatico in vari paesi europei. La madre, come a un certo punto era diventato quasi un obbligo per la nostra aristocrazia locale, era una ricca americana, Margaret Clarke di Peoria (illinois) la cui famiglia possedeva varie distillerie, una “robusta dinastia del whiskey”.  

Che fine ha fatto e come sta Marella Agnelli?
IL LIBRO DELLA SUA VITA
Quella di sposare una ricca americana era una sorta di abitudine iniziata circa alla metà dell’ottocento, quando in Europa erano cominciate ad arrivare queste giovani donne provenienti da una terra lontana, di umili natali ma sempre ricchissime, con alle spalle fortune agricole, siderurgiche, finanziarie, una sorta di “carica delle debuttanti” alla ricerca di un titolo da “pagare” profumatamente con i soldi dei rudi papà.  A raccontarlo è la stessa Marella Agnelli, nel suo libro La signora Gocà, ed. Adelphi, in cui la nobildonna non scrive propriamente una biografia, ma racconta schegge della realtà di quel tempo lontano che la vide prima bambina e poi ragazza.  E, a volerle dare di conto – che proprio non possiamo dire come si potrebbe fare altrimenti – all’interno di queste famiglie aristocratiche e quindi anche ricche, il modus vivendi era sempre simile.  La mamma bellissima, ricca e immemore delle proprie responsabilità, presa più da se stessa che dalla famiglia. Affettuosa, dolce, acquiescente, indulgente e tollerante, ma al tempo stesso distratta e a volte depressa, e un padre assente, spesso nullafacente, ma comunque completamente preso dalle sue attività, fossero essere lavorative o ludiche.  E puoi stuoli di bambinaie, precettori, e servitù di ogni genere. Case bellissime, in città o dove si passavano le vacanza invernali ed estive. Molto sport, molti viaggi, lingue straniere e un microcosmo di frequentazioni sempre all’interno di una sorta di elitaria enclave, con intrecci anche sentimentali e inevitabili matrimoni a creare parentele sempre più attorcigliate e complesse, con buona pace di qualche tara ereditaria nemmeno troppo rara.

L'INFANZIA
Quello è il mondo di Marella, quando nasce, il 4 maggio del 1927 a Firenze, presso la cinquecentesca villa toscana dei Cancelli. Dalla sua famiglia oltre ad un albero genealogico che la fa risalire addirittura ad epoca bizantina, o comunque intorno al X secolo, eredita i tratti somatici particolari, corpo sottile, altezza notevole per una donna, lunghe leve aggraziate e un collo che le fa guadagnare il soprannome The Swan, il cigno. Quello dei suoi genitori è sicuramente un matrimonio combinato tanto che Filippo all’epoca delle nozze ha appena 20 anni e Margaret ben 7 di più; l’uno pare obbligato a quell’unione da un’incapacità a costruirsi un futuro, e l’altra da un “narcisismo ancora infantile, quasi feroce”, come appunto scrive Marella definendo poi il matrimonio una “fragilissima imbarcazione”. Così, quando dopo la crisi del ’29 il denaro che arrivava dall’America va scemando, è una fortuna che suo padre trovi impiego in diplomazia, inizialmente presso la segreteria particolare di Galeazzo Ciano al ministero della Cultura popolare, poi l'ambasciata d'Italia ad Ankara, quindi allo scoppio della guerra presso il consolato generale a Lugano e, infine, dopo l'8 settembre al sottosegretariato agli Interni nel secondo governo Badoglio. 

IL DOPOGUERRA 
Alla fine della guerra, comunque, la famiglia di Filippo Caracciolo è ricca più di titoli che di denaro, tanto che mamma Margaret preferisce vivere in albergo piuttosto che in una casa che non giudica alla sua altezza o all’altezza di quelle in cui viene ricevuta. Intanto Marella ha diciotto anni, ed è una delle più affascinanti aristocratiche d’Europa, dotata di una classe e di uno stile incomparabili che vanno anche al di là della mera bellezza e della gioventù. Le foto di Richard Avedon scattate negli anni cinquanta e che la immortalano riescono a cogliere solo in parte l’incredibile aura che l’avvolge. Non a caso, lo scrittore Truman Capote dirà riferendosi a lei che c’erano voluti “duemila anni di civiltà per dar vita a quel profilo”.  E lei come si conviene, decide a vent’anni di andarsene a New York per qualche tempo, e i genitori accondiscendono purché si mantenga da sola, e lei ci riesce con facilità lavorando da modella e poi come assistente di Erwin Blumenfeld, il più famoso fotografo americano dell'epoca. 
Ed ecco che il 19 novembre 1953 Marella Caracciolo sposa Gianni Agnelli nel castello di Osthoffen, a Strasburgo, in Francia, dove il padre di lei è il rappresentante diplomatico italiano presso il Consiglio d'Europa. Il matrimonio mette insieme l’aristocrazia della colta, ma sfinita Europa con i magnati del nuovo mondo. Vecchio sangue blu con il denaro necessario per ripulirlo e anche con la forza, forse, per ridargli nerbo. Sarà un matrimonio felice? Difficile dirlo visto l’incredibile riservatezza di lei, che l’ha sempre nascosta e illuminata allo stesso tempo.  Di certo Gianni ebbe altre donne, molte, ma non mise mai in dubbio il suo matrimonio. E la mancanza di fedeltà di un coniuge non significa necessariamente che quella tra Marella e l’Avvocato non si sia poi rivelata un’unione azzeccata. Se non altro, sia una che l’altro potranno coltivare ognuno le proprie passioni per tutta la vita senza mai intralciarsi, senza chiacchiere, pubblici malumori, o scandaletti sentimentali di quelli che sono arrivati a colpire perfino la famiglia reale inglese.

I FIGLI
Dall’unione, Marella e Gianni avranno  due figli, il debole e sfortunato Edoardo, e Margherita, sicuramente più croce che delizia nella vita della madre che proprio per colpa di questa incontentabile figliola è finita in ormai tarda età sui rotocalchi scandalistici che aveva schivato con grazia, applicazione e furbizia per tutta la vita. Ma di ciò non vogliamo parlare oggi, preferendo raccontare di Marella designer di alta moda, specializzata nella realizzazione di disegni di stoffe per l’arredamento di alto livello, con successi che le sono valsi anche il prestigioso «Product Design Award of the Resources Council Inc.» conferitole nel 1977. E della sua immensa passione per il giardinaggio, tanto di essere arrivata a curare la progettazione di giardini in tutte le sue dimore, da Villa Frescot sulla collina di Torino a Villar Perosa, fino a Marrakech in Marocco, dove ormai si può dire che viva stabilmente dal 2005.  Sull’opera di Marella in questo settore, basta citare l'edizione italiana di The Last Swan,  Ho coltivato il mio giardino (Adelphi, pagg. 303), un bellissimo libro illustrato in cui sono raccontati e fotografati i giardini tutti curati dalla signora di dieci delle case che appartennero a Gianni e lei. Non a caso, oggi Marella è membro dell'International Council del MOMA di New York, del Tate International Council di Londra, del Board degli Amici dei Giardini Botanici Hanbury, presidente honoris causa della Riserva Naturalistica Torrente Chisone di Villar Perosa (Presidente Daniele Seglie, PhD) ed è presidente dell'Associazione Amici Torinesi Arte Contemporanea.

Detto tutto ciò, a qualcuno potrebbe venire lo scontato pensiero di una vita facile, fortunata, senza ostacoli. Ma così non è stato. Anche questa donna ha avuto i suoi dolori – alcuni terribili come la morte anzitempo del figliolo suicida – ma soprattutto pur avendo avuto una posizione di primissimo piano, bisogna darle atto della schiva signorilità con cui ha affrontato il suo ruolo, sempre con classe, senza una chiacchiera, uno scandalo, una sbavatura. Credete, è molto più complicato di quello che si potrebbe immaginare, Elisabetta II docet…

di Anna Paratore

#marellaagnelli #agnelli #moglieagnelli

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...