Che fine ha fatto Athina Cenci?

07 marzo 2017 ore 10:25, intelligo
Ad ovest di Paperino, regia di Alessandro Benvenuti (1982); Era una notte buia e tempestosa..., regia di Alessandro Benvenuti (1985);  Speriamo che sia femmina, regia di Mario Monicelli (1986); Yuppies 2, regia di Enrico Oldoini (1986); La famiglia, regia di Ettore Scola (1987); Topo Galileo, regia di Francesco Laudadio (1987); Caramelle da uno sconosciuto, regia di Franco Ferrini (1987); Il volpone, regia di Maurizio Ponzi (1988); Casa mia casa mia..., regia di Neri Parenti (1988); Compagni di scuola, regia di Carlo Verdone (1988); I giorni del commissario Ambrosio, regia di Sergio Corbucci (1988); Benvenuti in casa Gori, regia di Alessandro Benvenuti (1990); Zitti e mosca, regia di Alessandro Benvenuti (1991); Bonus Malus, regia di Vito Zagarrio (1993); Fiorile, regia di Paolo e Vittorio Taviani (1993); Miracolo italiano, regia di Enrico Oldoini (1994); Jack Frusciante è uscito dal gruppo, regia di Enza Negroni (1996); Ritorno a casa Gori, regia di Alessandro Benvenuti (1996); Donna di piacere, regia di Paolo Fondato (1997); I miei più cari amici, regia di Alessandro Benvenuti (1998); La madre inutile, regia di José María Sánchez (1998); Rosa e Cornelia, regia di Giorgio Treves (2000); Al momento giusto, regia di Giorgio Panariello (2000)…
Che fine ha fatto Athina Cenci?
Quella che avete letto qui sopra è la filmografia di tutto rispetto – probabilmente nemmeno completa – di un’attrice comica, una caratterista di grande qualità che pur avendo avuto un discreto successo non ha raccolto quanto avrebbe meritato, un po’ per motivi di salute, un po’ perché in Italia le attrici, soprattutto quelle comiche, difficilmente vengono prese sul serio e valorizzate come sarebbe giusto. 
Athina Cenci nasce nel 1946 a Kos, isola greca del Dodecanneso da una famiglia italiana che si era recata lì all’epoca della colonizzazione.  
Ecco spiegato il nome esotico, anche se alla fine della guerra, la famiglia, d’origine pratese, torna a casa in toscana.  E così Athina cresce tra i suoi connazionali,  dimostrando fin da giovanissima una propensione per il mondo dello spettacolo, dove vorrebbe impegnarsi cantando e recitando. Ci riesce quando con l’amico Alessandro Benvenuti conosce  Paolo Nativi nel 1971 e con entrambi forma un gruppo, i Giancattivi, con cui si esibisce al Teatro Metastasio di Prato. Quello è un periodo – gli inizi degli anni ’70 – dove formazioni comiche di due o tre attori nascono un po’ in tutta Italia, alcune delle quali, come appunto i Giancattivi, o la Smorfia, o Zuzzurro e Gaspare, sono destinate a fare epoca per quanto riguarda la comicità italiana.  I Giancattivi viaggiano con i loro spettacoli: Il teatrino dei Giancattivi (1972), Il teatrino dei Giancattivi N°2 (1973) e Nove volte su dieci più una (1974), che videro progressivamente accrescere la fama del trio, fino a raggiungere, con il terzo spettacolo, l'attenzione della stampa nazionale specializzata. Purtroppo Nativi viene aggredito da una grave malattia, deve lasciare il trio, e muore nel 1976. Di lui Athina dirà: “Paolo Nativi [...] mi dava coraggio, con lui mi divertivo molto. Nella parte improvvisata dello spettacolo io dicevo le battute sottovoce, se lui rideva la volta dopo le dicevo in pubblico”. A rimpiazzare Nativi arrivarono nell’ordine Franco Di Francescantonio poi sostituito nel 1978 da Antonio Catalano, a sua volta sostituito pochi mesi dopo da Francesco Nuti.
Ed è proprio con Francesco Nuti che i Giancattivi sfondano definitivamente nel firmamento della comicità italiana.  Sono famosi, divertenti, il pubblico li segue con piacere e, come accade in questi casi, arrivano in televisione.  Esordiscono sulla RAI nella trasmissione Non stop di Enzo Trapani e Giancarlo Magalli, destinata a passare alla storia se non altro per chi vi partecipa: i Giancattivi, appunto, ma anche La Smorfia, con il grande Troisi, Lello Arena e Enzo de Caro, Gaspare e Zuzzurro, I Gatti di Vicolo Miracoli, con Jerry Calà, Franco Oppini, Umberto Smaila e Ninì Salerno, Carlo Verdone, l'attore e cabarettista olandese naturalizzato italiano  Ernst Thole, scomparso pochi anni dopo la sua partecipazione al programma, che con intelligenza e ironia interpretava il ruolo di un omosessuale, Marco Messeri, Corrado Lojacono e Enrico Beruschi. 
In seguito al successo di Non stop, ecco il primo film di Athina Cenci, A ovest di Paperino, tratto da un libro di Benvenuti, sempre con i compagni dei Giancattivi, pellicola praticamente senza trama che mostra la vita politicamente scorretta di tre ragazzi in giro per Firenze una mattina, senza meta, e dove i tre attori riescono a dare libero sfogo alla comicità surreale per la quale hanno tanto successo.
Quella però è l’ultima fatica del trio insieme. Poco dopo l’uscita del film, Nuti decide di prendere un’altra strada e così anche Benvenuti e la Cenci iniziarono una nuova carriera solitaria. In particolare, Athina continuerà ad ottenere un ottimo successo cinematografico con la partecipazione a pellicole anche di rilievo, come ad esempio Speriamo che sia Femmina (1986), di Monicelli e Compagni di scuola (1988), di Carlo Verdone. Per entrambe le pellicole, Athina riceverà il prestigioso Davide di Donatello come miglior attrice non protagonista.  La Cenci è anche co-protagonista di una pellicola thriller del 1987, Caramelle da uno sconosciuto di Franco Ferrini, in cui recita con  Barbara De Rossi, Marina Suma, Mara Venier, Anna Galiena, Laura Betti, Antonella Ponziani, Annie Papa ed un'esordiente Sabrina Ferilli; per questo film la Cenci canta anche la canzone-tema Donne così con testo di Cristiano Minellono e musica di Umberto Smaila.
Tra le tante esperienze dell’attrice, possiamo anche ricordare alcune apparizione sul piccolo schermo, come ad esempio la conduzione di Emilio, trasmissione di satira, nella stagione 1989-90, e nel 1993  la conduzione di Tre donne intorno al coro, con Alba Parietti e Susanna Agnelli, su Telemontecarlo, seguita su Rai3 dal varietà comico Cielito lindo insieme a Claudi Bisio, Aldo, Giovanni e Giacomo e Luciano Littizzetto. 
Dopo la TV c’è anche il teatro, dove Athina ottiene un buon successo con la pièce teatrale La donna gigante di Lidia Ravera e la politica, nella quale la Cenci si impegna per i DS e nel 1999 entra a far parte del consiglio comunale di Firenze. Purtroppo, però, nel 2001 Athina Cenci viene colpita da una grave emorragia cerebrale che la costringe ad abbandonare il palcoscenico per i molti anni che occorreranno per permetterla di riprendersi completamente. 
Tornerà in pubblico solo nel 2014, partecipando però solo come spettatrice ad alcuni eventi, come un omaggio a Nino Manfredi e i funerali della povera Monica Scattini. Poi, nel 2015, finalmente Athina Cenci torna alle scene nel docu-film Silvio va…, e nel videoclip Il bacio. Infine, ecco anche il ritorno in teatro con La voce umana di Jean Cocteau. 
Ben tornata, Athina, e in bocca al lupo…

di Anna Paratore


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