Che fine ha fatto Iva Zanicchi?

08 febbraio 2017 ore 10:28, intelligo
di Anna Paratore

A far comprendere che sia una donna divertente oltre che di gran carattere e temperamento, basterebbero alcune righe rilasciate tempo fa a Nadia Accardi,  giornalista di Grand Hotel
Quando l’Accardi arriva, Iva le si fa incontro sulla porta di casa e la prega di non far caso al cartello appeso sul battente del portone che recita così: “Se volete entrare vi faccio una spaghettata, perché da rubare non è rimasto più niente”.  E’ ovviamente rivolto ai ladri, ha specificato Iva, dopo aver spiegato che sono ormai sette volte che i malviventi visitano la villa dove vive dal 1977 con lo storico compagno Franco Pinna e una gattina di nome Stellina da quando sua mamma, Elsa, se n’è andata nel 2010 alla veneranda età di 96 anni. Un posto tranquillo questa casa nel verde, il suo eremo ora che ha grandemente ridotto i suoi impegni di spettacolo, soprannominato un tempo la Berverly Hills della Brianza perché in quella che allora era quasi tutta campagna, i pochi tetti delle ville che si intravvedevano tra gli alberi erano tutti dimore di gente famosa.  Ora, racconta sempre Iva nella sua intervista, sebbene molto più popolata, la zona continua ad essere bella, ma purtroppo ha un tasso di furti degno della periferia di Chicago.  Una tristezza per chi, come lei, continua ad avvertire l’anima contadina di quell’angolo di mondo,
Iva Zanicchi nasce a Ligonchio il 18 gennaio 1940, in piena Seconda Guerra Mondiale, figlia di Zeffiro Zanicchi e di Elsa Raffaelli,  in una famiglia numerosa che oltre a lei vanta altri 3 figli.  Poveri ma felici, si potrebbe dire, con papà Zeffiro che lavora nella locale centrale Enel e mamma Elsa che si occupa della numerosa prole. E poi quella figliola, Iva, così alta e così magra, con quella voce profonda e potente che chiede solo di farsi sentire.  Comincia a cantare nelle balere della costa romagnola, e piace al punto che nel 1960 viene finalmente notata e fa il suo esordio in un programma di Silvio Gigli. Nel 1961 partecipa al concorso Voci Nuove Disco d'Oro a Reggio Emilia,  dove ci sono in gara anche Orietta Berti e Gianni Morandi. Iva si classifica seconda, dietro una cantante che non lascerà gran traccia di sé.  
Che fine ha fatto Iva Zanicchi?
Iva, invece no, lascerà ben più di una traccia sé, basti pensare a quello che disse di lei Alighiero Noschese, quando la definì il pollice della musica italiana, cioè una delle 5 personalità vocali più importanti della musica leggera italiana degli anni sessanta e settanta insieme a Mina, Milva, Ornella Vanoni, e Patty Pravo. Il successo per la Zanicchi arriva quasi subito anche se, prima che il grande pubblico cominci a conoscerla bisogna aspettare il 1965, anno in cui partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, tappa obbligata nel XX° secolo per chi volesse fare strada nel mondo della canzone nazional-popolare. Lei si presenta con il pezzo I tuoi anni più belli, composto da Mogol e Polito, brano fin troppo rockettaro per i tempi, che non fa grande sensazione tra il pubblico adulto ma richiama l’attenzione dei più giovani su di lei. 
Da quel momento, la carriera della cantante non si ferma più. Parteciperà a ben 10 festival di Sanremo, con risultatati alterni:  nel 1965 come già detto con I tuoi anni più belli (Mogol-Gaspari-Polito), in coppia con Gene Pitney (eliminata); nel 1966 con La notte dell'addio (Diverio-Testa), in coppia con Vic Dana (12ª classificata); nel 1967 con Non pensare a me (Testa-Sciorilli), in coppia con Claudio Villa, (1ª classificata); nel 1968 con  Per vivere (Nisa-Bindi), in coppia con Udo Jürgens (eliminata); nel 1969 con il grandissimo successo  Zingara (Albertelli-Riccardi), in coppia con Bobby Solo, (1ª classificata);  nel 1970 con L'arca di Noè (S. Endrigo) destinata a diventare un tormentone, in coppia con Sergio Endrigo (3ª classificata);  nel 1974 con Ciao cara come stai? (Dinaro-Daiano-Janne-Malgioglio), (1ª classificata); nel 1984 con Chi (mi darà), canzone splendida, poco compresa al festival, ma che resterà negli anni un classico (U. Balsamo-C. Malgioglio-U. Balsamo), (9ª classificata); nel 2003 con Fossi un tango (Testo: Loriana Lana, Musica: Aldo Donati, mai troppo compianto), (20ª classificata); nel 2009 con Ti voglio senza amore (Gianfranco Fasano - Fabrizio Berlincioni) (eliminata).
Iva  nel frattempo si è guadagnata il soprannome di Aquila di Ligonchio, in contrapposizione con la Pantera di Goro, Milva, con cui molti vedono una sorta di tensione che in realtà non c’è mai stata.
Nel corso della sua carriera, Iva si scopre altri talenti. Viene fuori che sa anche recitare, che è spigliata e divertente e che è perfettamente in grado di condurre, volendo anche da sola, trasmissioni televisive di successo. Nel 1991, ad esempio, comincia  con Okay il prezzo è giusto, di cui sarà la presentatrice fino al 30 giugno 2002, mentre nel 1991 prende parte ad una parodia musicale de I tre moschettieri in onda in prima serata su Canale 5 accanto a Marco Columbro e Gerry Scotti.  Nel 1995 partecipa alla trasmissione di Canale 5 La grande avventura condotta da Marco Columbro e Lorella Cuccarini, dove si celebrano i successi Fininvest, e nel 1996 appare in Ma l'amore si, dove famosi cantanti interpretano classici d'amore rimettendosi al giudizio del pubblico in sala. Iva Zanicchi interpreta Unchained melody, già incisa in italiano tanti anni prima come Senza catene, conquistando il secondo posto, dietro Irene Fargo. Nella stessa stagione televisiva conduce il sabato pomeriggio su Rete 4 Iva Show, il suo primo talk-show, dedicato a storie della gente comune e ispirato alla popolare trasmissione televisiva americana di Oprah Winfrey. Nel mese di dicembre del 1996 presenta su Rete 4 il varietà di prima serata Musica maestro, un programma dove delle orchestre di liscio si sfidano tra loro; il numero zero riscuote molto successo e nell'estate 1997, il programma viene riproposto con il titolo Ballo, amore e fantasia sempre con Iva Zanicchi alla conduzione, affiancata da Gigi Sabani.
Insomma, potremmo scrivere per ore sulla carriera artistica di Iva Zanicchi che però, in tutto ciò, è riuscita ad essere anche una scrittrice di discreto successo pubblicando nel 2001 il suo libro Polenta di castagne, con cui ha vinto nello stesso anno il Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo, nella sezione narrativa. Nel 2005 ha anche pubblicato I prati di Sara, suo secondo romanzo. Non bastasse, si è anche rivelata  una donna politica italiana oltre che a una mamma di famiglia. Seguace di Silvio Berlusconi dalla prima ora,  tenta l’ingresso in politica già nel 1999 come candidata in Forza Italia all’europarlamento, ma non ce la fa. Alle successive elezioni europee del 2004 si candida di nuovo e sembra essere eletta ma la sua elezione non viene però confermata dal riconteggio delle schede e si attesta come prima dei non eletti. Entra nel 2008 subentrando a Mario Mantovani che ha optato per il seggio al senato. Alle elezioni europee del 2009 viene rieletta deputato al Parlamento Europeo per Il Popolo della Libertà, aderendo al Partito Popolare Europeo. Iva Zanicchi è anche stata vicepresidente della Commissione Sviluppo del Parlamento Europeo. 
In seguito alla sua rielezione ha tenuto una rubrica settimanale sul quotidiano QN intitolata W Iva l'Europa in cui rispondeva a domande di varia natura inerenti al suo ruolo di europarlamentare. La Zanicchi è stata presente a quasi tutte le sedute dell'europarlamento, tanto da arrivare ad essere una degli europarlamentari italiani più presenti in tutta la legislatura (con oltre il 97% di presenze in aula). A chi le ha chiesto se il suo ingresso in politica fu dovuto allo stesso Silvio Berlusconi, Iva ha risposto così: “No, fu mia volontà, un mio desiderio personale. Addirittura contro il parere di Berlusconi che cercò di dissuadermi in tutti i modi. […]Ripeteva che io ero amata da tutti, che ero popolare e che con la politica avrei sentito il peso dell’astio e dell’odio. Mi disse di pensarci e mi consigliò di non farlo. Ma quando io mi metto in testa qualcosa sono un mulo e nessuno riesce a convincermi. L’ho fatto, per sei anni, e non rimpiango nulla, ma forse se l’avessi ascoltato avrei fatto bene. Ora però la tranquillità di casa mia è tutto quello che voglio davvero…”

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