Dettagli da sapere sul nuovo spesometro e Iva 2017: Fisco news

12 settembre 2017 ore 14:03, Luca Lippi
Con il termine ‘Spesometro’ si intende indicare uno strumento idoneo a individuare un particolare adempimento fiscale, noto come ‘elenco clienti-fornitori’. Nella sostanza è una comunicazione, tecnicamente nota come ‘comunicazione polivalente’, che deve essere inviata ogni anno, all’Agenzia delle Entrate, contenente tutte le fatture emesse e ricevute nell’anno precedente, anche in forma riepilogativa.
Nasce col decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017, cerando una rivoluzione nella comunicazione dei dati di cui sopra. Da quest’anno (2017) lo spesometro dovrà essere trasmesso ogni 3 mesi e non più in forma aggregata, ma esclusivamente in forma analitica. In buona sostanza, ogni trimestre si dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati di tutte le fatture emesse e ricevute, assieme a tutte le eventuali variazioni.
E’ un adempimento tutt’altro che leggero, al quale si aggiunge, sempre da quest’anno, una nuova comunicazione Iva trimestrale, che dovrà contenere i dati contabili riepilogativi delle operazioni di liquidazione periodica dell’Iva.
Dettagli da sapere sul nuovo spesometro e Iva 2017: Fisco news
CHI DEVE INVIARLO
Obbligati a inviare il nuovo spesometro gli stessi soggetti obbligati a inviare lo spesometro nella vecchia formulazione, parliamo di professionisti, imprese ed enti. Più nel dettaglio:
-le società di persone;
-le società di fatto che esercitano attività commerciale;
-le società di capitali;
-le società consortili;
-le società cooperative e di mutua assicurazione imprese individuali;
-gli artisti e professionisti in forma autonoma o associata;
-le imprese familiari ed aziende coniugali;
-le imprese agricole;
-gli enti privati che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività commerciale;
-le società estere rappresentate in Italia;
-le stabili organizzazioni di soggetti non residenti;
-i soggetti non residenti che si sono identificati ai fini iva;
-i rappresentanti fiscali di soggetti non residenti;
-i curatori fallimentari e commissari liquidatori;
-i contribuenti in regime di contabilità semplificata;
-gli enti non commerciali, per le sole operazioni rilevanti ai fini iva;
-i piccoli produttori agricoli, anche se non superano i 7.000 euro di vendite l’anno;
-le associazioni ed enti associativi sportivi dilettantistici, limitatamente alle operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali.
 Esonerati dal nuovo spesometro, invece:
-i contribuenti minimi e aderenti al regime forfettario;
-i commercianti al minuto, per le operazioni attive unitarie al di sotto di 3.000 euro;
-le pubbliche amministrazioni;
-i tour operator, per le operazioni attive unitarie al di sotto di 3.600 euro;
-i non residenti con stabile organizzazione in Italia;
-i curatori fallimentari e commissari liquidatori;
-i soggetti che trasmettono le fatture emesse e ricevute in forma elettronica all’Agenzia delle entrate, col sistema d’interscambio Sdi, utilizzato per la Fattura Pa.
 
LE OPERAZIONI DA COMUNICARE
Il nuovo spesometro, come anche il vecchio, serve per effettuare la comunicazione dei dati rilevanti ai fini Iva: in buona sostanza, tramite la comunicazione polivalente vengono trasmesse all’Agenzia delle entrate le fatture emesse (corrispettivi-vendite) e quelle ricevute (acquisti).
-l‘attuale spesometro riguarda le operazioni dell’intero anno, che possono essere trasmesse anche in forma aggregata, cioè inviando i soli totali delle operazioni attive, passive e della relativa imposta;
-riguarda le operazioni di ogni trimestre, che non possono più essere trasmesse in forma riepilogativa, ma vanno inoltrate analiticamente, fattura per fattura.
Concerne le seguenti operazioni:
-con obbligo di emissione della fattura, a prescindere dall’importo;
-senza obbligo di emissione della fattura, se l’ammontare è almeno pari a 3.600,00 euro, al lordo dell’Iva;
-soggette a reverse charge (cioè all’inversione contabile), per le quali non è stata addebitata l’Iva in fattura;
-soggette allo split payment (cioè alla scissione dei pagamenti), per le quali l’Iva viene versata direttamente all’Erario dal cliente- pubblica amministrazione.
Sono escluse dall’obbligo di comunicazione le operazioni già monitorate dall’Agenzia delle entrate. 
-le operazioni che sono già comunicate all’Anagrafe tributaria (come le bollette dell’elettricità, dell’acqua e del gas, i contratti di mutuo, etc.);
-le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro, effettuate nei confronti dei contribuenti non soggetti passivi Iva, non documentate da fattura, il cui pagamento è avvenuto tramite carte di credito, di debito e prepagate;
-le operazioni finanziarie esenti dall’Iva;
-le operazioni già comunicate tramite il sistema tessera sanitaria (Sts).;
-le operazioni effettuate o ricevute in ambito extra Ue, se già oggetto di dichiarazione in Dogana;
-le operazioni intracomunitarie incluse nelle comunicazioni Intrastat.
 
COME SI COMPILA
Dovrà essere trasmesso ogni 3 mesi, precisamente l’ultimo giorno del secondo mese successivo a ogni trimestre e dovrà contenere tutte le operazioni attive e passive in forma analitica:
-i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento;
-i dati di tutte le fatture ricevute e registrate, comprese le bollette doganali;
-i dati delle relative variazioni.
Nel dettaglio devono essere riportaiti:
-dati identificativi dei soggetti coinvolti (attivi e passivi, cioè clienti e fornitori);
-la data e il numero di ogni fattura;
-la base imponibile di ogni fattura;
-l’aliquota applicata di ogni fattura;
-l’imposta e la tipologia di ogni operazione.

SANZIONI
È molto costoso dimenticare di inviare le comunicazioni, ma anche commettere degli errori nel contenuto. Le sanzioni previste sono:
-da 25 euro, per l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura, sino a un massimo di 25000 euro; non si applica il concorso di violazioni e la continuazione;
-da 5000 a 50000 euro per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva.

GLI ADEMPIMENTI PER IL 2017
Non entrando da subito a regime (lo sarà nel 2081) per il solo anno 2017 gli adempimenti saranno i seguenti:
-spesometro 1° e 2° trimestre: la comunicazione doveva essere inviata entro il 25 luglio 2017, ma dopo ripetute proroghe si è arrivati al 30 settembre (che di fatto slitta al 2 ottobre essendo un sabato;
-spesometro 3° trimestre: la comunicazione dovrà essere inviata entro il 30 novembre 2017;
-spesometro 4° trimestre: la comunicazione dovrà essere inviata entro il 28 febbraio 2018.
A partire dal 2018, le scadenze dello spesometro trimestrale saranno 30 maggio: 16 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo.

#spesometro #Annoincorso #Iva #cosaè #compilazione #Scadenze #Sanzioni #Proroghe

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...